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Politica | 14 luglio 2022, 12:11

Savigliano, esordio del nuovo Consiglio comunale con qualche spigolosità sui social

L’ex capogruppo Pd, Vilma Bressi, lamenta la scarsa presenza femminile: “Non era così nemmeno ai tempi del Biancofiore”. Replica l’avvocato grillino Clerici: “Tirano fuori il vessillo femminista solo quando fa loro comodo”

Antonello Portera e la sua giunta

Antonello Portera e la sua giunta

Si riunisce questa, alle 18, si riunisce il nuovo Consiglio comunale di Savigliano scaturito dal recente voto amministrativo. Il nuovo sindaco, l’avvocato Antonello Portera, ex 5 Stelle ora civico, sostenuto da una coalizione di quattro liste, tutte rigorosamente civiche, ha presentato la nuova giunta nei giorni scorsi.

Come noto, vicesindaco sarà Federica Brizio, con delega ai lavori pubblici, Filippo Mulassano assessore alle politiche giovanili, Rocco Ferraro a sicurezza, ospedale e protezione civile, Anna Giordano si occuperà invece di politiche sociali e famiglia, mentre Roberto Giorsino avrà la delega alla cultura. Agli assessori, in Consiglio, subentreranno i consiglieri Silvia Garaventa (ex 5 Stelle, ora Nuova Civica), Piergiorgio Rubiolo (Progetto per Savigliano, che sarà presidente del Consiglio comunale), Luciano Gandolfo (Amici di Savigliano) e Clotilde Ambrogio (Noi per Savigliano).

Rivoluzione anche tra i banchi dell’opposizione. Il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, Gianfranco Saglione, si è infatti dimesso, scegliendo di restare alla guida di Oasi Giovani. Con lui, ha rinunciato alla carica di consigliera di opposizione anche l’esponente del Pd Alessandra Frossasco. Al loro posto subentreranno Giorgia Seliak (Savigliano Domani) e Giacomo Calcagno (Pd).

A poche ore dalla “prima” si registrano le prime velenosità, a partire dalla  rappresentanza femminile. “Su 23 persone tra consiglierei e assessori – attacca Vilma Bressi, ex capogruppo consiliare del Pd – solo 4 donne, meno di un quinto. Forse neanche ai tempi del Biancofiore eravamo piazzati così. Nell’ultima consiliatura le donne erano 9. Bisognerebbe cambiare in meglio – considera ancora la Bressi, che definisce 'vergognosa' la situazione - , non in peggio”.

Dai social l’avvocato Nicola Clerici, collaboratore della ministra pentastellata Fabiana Dadone, sguaina la spada e indossa la maglia di influencer del nuovo corso politico-amministrativo di Savigliano. “Il sindaco di Savigliano – scrive l’avvocato grillino - nomina 3 assessori uomini e due donne di cui una delle due vicesindaco. Le femministe nostrane reagiscono indignate e petulanti come non mai. La sindaca di Cuneo nomina assessori 6 uomini e 4 donne. (Cuneo ha più assessori perché capoluogo). In questo caso sarebbe stata  possibile la parità di genere (5 uomini e 5 donne), ma la legge non la prevede (prevede 60% di un genere, 40% di altro genere) e il sindaco, come è giusto che sia,  ha fatto le scelte che ha ritenuto più opportune: 6 uomini e 4 donne”.

Le femministe nostrane come hanno reagito? Con il silenzio perché il sindaco di Cuneo è della loro parte politica e quindi va bene così - prosegue Clerici - . A queste non importa della parità di genere, importa solo di rompere le scatole all'avversario (o meglio, nemico) politico facendolo passare indirettamente come misogino. Tirano fuori il vessillo femminista solo quando fa loro comodo. Tacciono invece quando è scomodo”.

Quanto questa difesa d’ufficio (non è dato sapere se richiesta o meno) sia apprezzata da Portera, sarà interessante capirlo. Al di là di queste spigolosità social, la situazione lascia presagire che qualche scintilla (per altro fisiologica) potrà esserci nella seduta di “vernissage”.

A conferma di ciò, il fatto che qualcuno, un po’ enfaticamente, ha voluto ricordare che oggi è il 14 luglio, data della “presa della Bastiglia”, accostandola  al municipio di Savigliano. Fatichiamo ad immaginare Portera nei panni di novello Robespierre, pronto ad azionare la ghigliottina. Si tratta soltanto, verosimilmente, degli ultimi strascichi di campagna elettorale dove non sono mancate asprezze e qualche colpo basso.

Da domani chi ha vinto deve dimostrare di saper governare e chi ha perso svolgere la funzione che l’elettorato gli ha assegnato: avanzare controproposte e controllare l’operato dell’esecutivo.

GpT

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