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Attualità | 20 luglio 2022, 18:38

Trinità ricorda l'incendio ad opera nazifascista di settantotto anni fa con una fiaccolata [VIDEO]

Ritrovo sabato 23 luglio alle 21 in piazza Umberto I. A conclusione del percorso della memoria verrà consegnata la Costituzione ai diciottenni

Foto archivio storico comunale Trinità

Foto archivio storico comunale Trinità

Sabato 23 luglio il Comune di Trinità ripropone, nel settantottesimo anniversario dell'incendio, il "Percorso della memoria", la fiaccolata in ricordo della distruzione ad opera nazifascista avvenuta il 23 luglio 1944: 96 case rase al suolo dal fuoco, il paese saccheggiato e numerosi trinitesi deportati.

A conclusione della serata, con partenza alle 21, in piazza Umberto I, verrà consegnata la carta costituzionale ai nuovi cittadini diciottenni.

Saranno presenti il coro degli Alpini ed il gruppo ANA di Trinità.

Il 1944 fu un annus horribilis, cominciato il 9 gennaio con l'assassinio di quattro giovani presso il parco Allea. Il 30 maggio successivo ci fu il primo rastrellamento, mentre il 7 luglio avvenne una rappresaglia con l'incendio di tre case.

Il 15 luglio i partigiani prelevarono due ufficiali tedeschi, suscitando l'ennesima vendetta con la deportazione di diciotto ostaggi civili.

Il 23 luglio Trinità fu messa a ferro e fuoco a seguito di uno scontro un cui rimasero uccisi due tedeschi.

Il 31 luglio un autocarro nazista si incendio in via Marro distruggendo tre abitazioni, mente il 15 settembre i partigiani ferirono un tedesco.

Il 10 ottobre vi fu un rastrellamento presso la Piaggio con l'arresto di dieci operai, mentre poco prima di Natale i partigiani arrestarono due spie che vennero in seguito giustiziate.

Non da meno fu il 1945: il 10 marzo in località Molini due partigiani furono feriti e ne seguì uno scontro tra le due parti, mentre ad aprile i rastrellamenti diventarono quasi quotidiani. Il 9 fu ucciso a Trinitá il partigiano Calogero Bracco, originario di Petralia Sottana, oggi città gemellata con Trinitá stessa.

Ancora negli ultimi giorni di aprile 1945, dopo la Liberazione, furono di passaggio molte truppe tedesche che saccheggiarono e vessarono ancora la popolazione.

Fabrizio Biolé

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