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Cronaca | 29 novembre 2022, 14:29

Alba si ferma a ricordare Valerio: mazzi di fiori fuori dalla tabaccheria e un minuto di silenzio alle partite di calcio

Compiuta sabato, l’autopsia potrà fornire elementi utili a ricostruire l'aggressione. Sul rilascio del nulla osta ai funerali pesano intanto i dubbi dei giudici in merito alla richiesta di cremazione della salma

I mazzi di fiori lasciati da conoscenti fuori dalla tabaccheria gestita dal 28enne canellese

I mazzi di fiori lasciati da conoscenti fuori dalla tabaccheria gestita dal 28enne canellese

Mazzi di fiori posati davanti alle vetrine della tabaccheria di piazza Cristo Re e un minuto di silenzio che, lungo tutta questa settimana, verrà rispettato dalle squadre partecipanti ai tornei di calcio che il Csi albese organizza sui campi del vicino oratorio parrocchiale, di quello del Divin Maestro, al centro "Brusco" della Moretta e in quello di Monesiglio.  

Così Alba sta ricordando Valerio Pesce, il 28enne ucciso dal padre Piero nelle prime ore dello scorso mercoledì, 23 novembre, nell’appartamento di quest’ultimo in viale Indipendenza a Canelli, non è chiaro se al culmine di una improvvisa lite o con modalità sulle quali la Procura astigiana è ora chiamata a fare luce a partire dalle indagini affidate al sostituto Stefano Cotti.

Preziosi elementi in questa direzione dovrebbero arrivare dall’autopsia compiuta sabato sulla salma del giovane, che solamente pochi giorni prima dell’aggressione, dalla domenica, aveva fatto ritorno in quella casa paterna lasciata all’indomani del 2017. Da quando, persa alcuni anni prima la madre dopo una lunga malattia, aveva rilevato la ricevitoria e tabaccheria da allora gestita insieme alla compagna e col saltuario aiuto dello stesso papà, 61 anni, già dipendente della Riccadonna a Canelli e fino alla scorsa settimana contabile in un magazzino di prodotti e macchine per l’enologia a Nizza Monferrato, città della quale è originario.  

Compiuti dal primario della Medicina Legale astigiana Moreno Bertoni, gli accertamenti autoptici sulla salma sono durati diverse ore, non coinvolgendo altri consulenti che quello nominato dalla stessa Procura della Repubblica.

Da questi gli inquirenti si attendono indicazioni utili a stabilire non soltanto il numero dei fendenti sferrati dal padre in direzione del ragazzo, ma anche a presumere le modalità con le quali gli stessi sono partiti, se c’è stata o meno una difesa da parte del giovane, se la circostanza era insomma quella di un litigio, di una colluttazione o l’azione conseguenza del raptus di cui – secondo il suo legale, l'avvocato nicese Giovanna Balestrino – il contabile sarebbe stato vittima. Un momento che non si esclude possa averlo colto mentre il figlio dormiva nella stanza da letto all’interno della quale Valerio è stato trovato. Non ultimo, sarà rilevante stabilire se l’aggressione ha cagionato l’immediata morte del commerciante o se questi si sarebbe potuto salvare, se i soccorsi non fossero stati allertati dal padre ad almeno tre ore dall’accaduto.

Dallo stesso sostituto procuratore si attende intanto il nulla osta ai funerali, in merito ai quali nulla è stato al momento deciso. Mentre il padre risulta ancora ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Cardinal Massaia, piantonato dagli agenti della penitenziaria, così come disposto dal giudice per le indagini preliminari Giorgio Morando viste le sue condizioni e la possibilità che l’uomo metta in atto gesti anticonservativi, il tribunale dovrà esprimersi circa la possibilità che la salma di Valerio possa essere cremata, secondo un intendimento che il ragazzo avrebbe manifestato alla nonna materna in occasione dei recenti funerali del nonno. In condizioni normali a dare il proprio placet rispetto a quella procedura dovrebbe però essere uno stretto congiunto, il padre nella circostanza, non potendolo fare le nonne del ragazzo e nemmeno la fidanzata.

Ma quanto accaduto poco meno di una settimana fa nell’abitazione di famiglia a Canelli pone ovviamente comprensibili riserve circa l’opportunità, anche giuridica, che a un omicida reo confesso possa essere concessa una simile potestà. Col corollario che la cremazione del corpo porterebbe con sé l’impossibilità di effettuare eventuali nuovi accertamenti che nel prosieguo delle indagini dovessero rendersi necessarie. Da qui lo stallo nel via libera alle esequie e l’attesa per i funerali che parenti e amici del ragazzo attendono per potergli dare l’ultimo saluto.

Ezio Massucco

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