Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di un nostro lettore, incentrata sulle novità relative al progetto Alcotra presentate nelle scorse settimane in una conferenza stampa a Limone Piemonte.
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Egregio Direttore,
alcune considerazioni sul progetto Alcotra finanziato con fondi europei delle valli Vermenagna-Roia.
Si tratta, come dice il sito, di valorizzare la linea Cuneo-Ventimiglia/ Nizza come prodotto turistico transfrontaliero, il patrimonio culturale del territorio e le risorse outdoor con una strategia promossa dal basso. Per quanto riguarda la parte relativa alla valle Vermenagna si pensa di realizzare un museo multimediale a Borgo, un centro intermodale a Roccavione e mettere in rete il resto del territorio; si legge che verranno creati allestimenti multimediali che raccontino il territorio e ne permettano una fruizione alternativa e sperimentale col ricorso di nuove tecnologie. La cifra a disposizione è notevole.
Già il fatto che s'intenda promuovere il territorio e poi si pensi a musei virtuali per il medesimo pare una contraddizione. In Borgo San Dalmazzo s'ipotizza una ristrutturazione della stazione con l'ufficio turistico della località e un non meglio precisato museo. Ora, nel luogo è presente un grande plastico ferroviario del Cunifer che ha la sua sede da vent 'anni e sembra impossibile non si trovi in loco una sistemazione, visto che il progetto è legato alla ferrovia. In quanto al fatto che la città sia una località turistica pare discutibile: vero che ogni luogo ha risorse storico-artistiche e naturali, ma per definirsi tale deve avere una discreta capacità di attività alberghiere o simili, deve risultare l'attività primaria e avere presenze continue almeno stagionalmente.
A Roccavione è previsto un centro di scambio tra treno e bici, forse in previsione di una ciclovia di cui al momento non c'è traccia. A Robilante esiste un bel museo ferroviario gestito da una dinamica associazione (Ferroclub Cuneese), a Vernante i murales di pinocchio mentre per Limone si parla solo di attività sportive e invece esiste un museo dello sci da potenziare e ampliare, creando una sezione relativa alla storia dei passaggi sul colle di Tenda dalla antica via Romana a quella del Sale (via Marenca) ma, a quanto pare, interessa a pochi.
In ogni caso queste strutture andranno poi gestite con costi di funzionamento, manutenzione e personale. Tutto ciò quando manca il prodotto principale: la ferrovia.
Senza una linea attiva, funzionante e risistemata con orari frequenti e certi, oltre che materiale confacente, servirebbe a poco. Nel sito si citano le ferrovie Retiche e la Centovalli-Vigezzina come esempio di linee turistiche; si tratta di ferrovie svolgenti un traffico normale e specifici convogli turistici in cui la gestione è di un unico soggetto (nel caso della Centovalli sono due in piena sintonia) proprietario sia della linea che dei treni. Qui abbiamo la regione Piemonte che finanzia i treni Cuneo-Ventimiglia, la regione Sud-Paca quelli Tende-Nice, il gestore italiano (RFI) e quello francese (Sncf reseau).
Senza ripetere concetti già detti è evidente che occorra una gestione unitaria, dapprima nella riqualificazione del tracciato in Francia ma anche con un adeguamento di quello Italiano, e poi nel materiale rotabile idoneo ad un uso transfrontaliero e alle varie esigenze (traffico locale, interregionale, turistico). Già ora il materiale utilizzato (il minuetto) non si presta granchè a future esigenze; si è visto col trasporto bici in estate (alquanto limitato) e si ripresenterà in inverno, visto poi lo scarso numero dei collegamenti.
Quindi tutte le belle premesse del progetto paiono molto velleitarie. La linea dev'essere considerata da Torino a Ventimiglia (ovvio che, una volta risistemato il tracciato, sia possibile impiegare due ore e quaranta tra i due terminali, però con poche fermate e di sicuro non tra Cuneo e Limone). L'impressione è che, visto che abbiamo le risorse, i comuni pensino a spenderli magari con buone intenzioni ma col rischio di creare cattedrali nel deserto. La ferrovia è la vera attrattiva turistica, il resto è sì importante ma di complemento; per questo ci vuole una visione d'insieme che i vari enti locali dimostrano di non avere.
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venerdì 02 gennaio
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