Il Comitato No Biometano a Govone, formatosi da pochi giorni, che si oppone al progetto di costruzione di un grande impianto di produzione di Biometano nei pressi della frazione Canove, si è dimostrato subito attivo e ha ottenuto lunedì scorso un incontro con l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco dimissionario Elio Sorba, dall’assessore Barbara Pereno e da quattro consiglieri di maggioranza.
Il Comitato ha illustrato le ragioni per cui ci si oppone all’impianto, riassumibili nei seguenti punti elencati nel comunicato rilasciato ai media:
“Elevato consumo di ettari di prezioso suolo agricolo, quando impianti del genere possono essere posizionati in siti industriali dismessi.
Il conferente é la Ferrero S.p.A. e non si comprende perché non si realizzi l’impianto nel suo sedime produttivo o in prossimità (zona carcere di Alba, da un lato o dall'altro della tangenziale, ad esempio): ubicare l’impianto a 15 km dal conferente, significa creare trasporto pesante per la movimentazione del materiale, con conseguente inquinamento e maggior traffico.
Giacché Govone si trova nel Roero, territorio in parte Patrimonio Unesco e che sta lavorando per diventare perla enogastronomica e turistica (è presente sulla collina un castello sabaudo, anch’esso Patrimonio Unesco).
Il territorio di Govone è noto per le produzioni agricole, in particolare ortive e vitivinicole.
Gli scarti della Ferrero S.p.A. non sono rifiuti, bensì materie prime lavorate che possono essere riusate nell’alimentazione umana e animale, o riciclate ottenendo un compost di ottima qualità: se ci sono combustioni non c’è circolarità che invece c’è con un procedimento di compostaggio.
L’impianto potenzialmente creerà problemi di: odori, camion, solfuri, a poche centinaia di metri da case abitate con potenziali problemi alla salute; il digestato sarà un rifiuto difficilmente smaltibile, non un fertilizzante, così come la parte liquida dovrà andare a trattamento”.
Nel comunicato si sottolinea anche che la frazione di Canove è già stata in passato oggetto di pesanti insediamenti industriali a partire dalle attività di cava sul fiume Tanaro, alla Stamperia Miroglio, all’impianto di depurazione delle acque reflue SiSi, alla realizzazione di 15-20 capannoni industriali, fra cui lo stabilimento industriale della Nutkao. Senza peraltro ottenere investimenti su parchi, giardini, parcheggi e mitigazione verde di quanto insediato.
Le richieste del comitato No Biometano a Govone all’amministrazione sono state molto chiare:
“Sapere la posizione tenuta dal Comune in sede di Conferenza dei servizi del 19/04/2023; fornire la documentazione tecnica in suo possesso; supportare la scelta del Comitato di incaricare un tecnico esterno, docente del Politecnico di Torino, per partecipare alle future conferenze preparati, con dati validi e ulteriori solide argomentazioni; garantire la continuità amministrativa evitando il commissariamento in un momento molto delicato per la nostra comunità, di deliberare in consiglio la completa contrarietà al progetto e di assicurare l’appoggio al Comitato e dei suoi obiettivi nella prossima Conferenza dei servizi, con una posizione di diniego all’impianto”.
L’amministrazione intanto ha confermato che la Conferenza dei Servizi al momento è sospesa, dietro richiesta del Comune, che ha chiesto integrazioni ulteriori e pareri esterni. Il Comune non si è espresso con una posizione definitiva dunque e desidera capire meglio prima di decidere. C’è la volontà di fornire al Comitato e ai cittadini risposte più complete.
Il Comitato No Biometano a Govone ha inoltre ritenuto opportuno evidenziare che
“Siamo a conoscenza della progettazione dello sviluppo dell’impianto di depurazione SiSi di Canove, che consiste principalmente nella costruzione di un nuovo digestore anaerobico secondario e nell'adeguamento dell’attuale digestore secondario a digestore primario. La maturità della cittadinanza govonese di non voler osteggiare l’implementazione ed efficientamento dell’impianto di depurazione esistente, è la dimostrazione che non si vuole dire NO a priori, ma semplicemente non si concorda con il voler continuare a pesare con nuovi impianti critici sulla nostra comunità”.
Il gruppo di minoranza in comune ha intanto preso una posizione formalmente chiara e netta contro la costruzione dell’impianto, inviando al sindaco nei giorni scorsi due mail di dissenso e la richiesta di rinunciare al progetto di costruzione dell’impianto.
Il comunicato di No Biometano a Govone si conclude proprio con un commento a questa posizione della minoranza e con una precisazione sulla raccolta firme:
"Non possiamo che compiacerci che la minoranza sostenga senza tentennamenti la linea del Comitato e ci auguriamo che l’incontro di ieri tra il Sindaco e i proponenti sia servito a mettere in luce le criticità sulla realizzazione dell’’impianto nei nostri territori. Come precedentemente annunciato, verrà a breve avviata la raccolta firme estesa al comune di Govone e ai comuni limitrofi, a sostegno della nostra battaglia, unitamente alla raccolta fondi necessaria per coprire le spese che il Comitato sta sostenendo".
















