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Economia | 28 febbraio 2024, 07:00

Ritrovato tempio romano a Spello: ecco cosa ci racconta del passato dell'Impero Romano

La storia antica dell’Italia, e in particolare quella risalente al periodo romano, ci ha lasciato un’immensità di siti archeologici e un patrimonio culturale vivo ancora oggi

Ritrovato tempio romano a Spello: ecco cosa ci racconta del passato dell'Impero Romano

La storia antica dell’Italia, e in particolare quella risalente al periodo romano, ci ha lasciato un’immensità di siti archeologici e un patrimonio culturale vivo ancora oggi. Non ci stupisce quindi venire a sapere che il nostro suolo nasconde edifici e testimonianze storiche risalenti a quel periodo, che vengono ancora scoperti anno dopo anno, come è avvenuto di recente proprio a Castelletto Stura. E tra gli ultimi ritrovamenti importanti troviamo quello avvenuto recentemente a Spello. Ma di cosa si tratta?

Il tempio di Spello

Il ritrovamento, avvenuto a Spello, in Umbria, è stato fatto da un team statunitense condotto dall’archeologo Douglas Boin della Saint Louis University.
Questa scoperta non è però stata un semplice colpo di fortuna, ma è stata, in un certo senso, studiata con cura partendo da due tavole di pietra, conservate ancora oggi proprio a Spello, che riportano un rescritto risalente al 336 d.C. dell’imperatore Costantino, che concedeva agli Umbri di portare avanti i propri culti locali, di origine probabilmente etrusca, e permetteva loro di costruire un tempio in onore della Gens Flavia, cioè la famiglia dell’imperatore stesso. In questa concessione, inoltre, l’imperatore sottolinea quindi che gli Umbri potranno continuare a celebrare le proprie feste religiose nella loro zona senza doversi spostare per raggiungere festival più lontani.

Sebbene questo documento sia stato scoperto già nel XVIII secolo, finora nessuno l’aveva utilizzato come punto di partenza per la ricerca del tempio in esso citato. Questo fino all’arrivo di Douglas Boin, che ha scoperto proprio questo edificio sotto un parcheggio. Al momento, il ritrovamento consta solo di tre muri di un edificio monumentale, ma secondo i primi studi pare che risalga al periodo di Costantino e possa, quindi, essere proprio il tempo costruito in onore della Gens Flavia.
Questo ritrovamento non è però importante solo da un punto di vista meramente archeologico, ma aggiunge un tassello al nostro modo di comprendere più a fondo la storia dell’Impero romano e in particolare della complessa situazione religiosa di quegli anni.

Perché questa scoperta è importante?

Il ritrovamento di questo tempio è legato a filo doppio con la storia del Cristianesimo e delle altre religioni al tempo diffuse nel territorio dell’Impero romano. Costantino fu infatti il primo imperatore a convertirsi al Cristianesimo e con il suo Editto di Milano fu concessa la libertà religiosa, anche per i cristiani, in tutto l’Impero. Si è però molto discusso riguardo la velocità con cui il Cristianesimo, prima di nascosto e poi alla luce del sole, si sia diffuso nell’Impero e il ritrovamento del rescritto e del tempio confermano che in realtà all’epoca erano ancora molto vivi e sentiti i culti locali e il culto dell’Imperatore, come si evince dal fatto che l’edificio fosse dedicato proprio alla Gens Flavia.

Questa scoperta, inoltre, non ha solo vantaggi sul modo in cui possiamo comprendere il passato, ma può aiutare anche il presente di Spello e dell’Umbria in quanto può essere un vero motore turistico, unito ad altri siti romani già visitabili in città come la Villa dei Mosaici. La posizione di Spello è inoltre perfetta per chi vuole visitare il centro Italia alla scoperta del passato del nostro Paese: nonostante Spello non abbia un aeroporto, infatti, trovare voli low cost che raggiungono le città circostanti è piuttosto semplice. Per esempio, chi atterra a Perugia può raggiungere Spello in auto in soli 15 minuti e poi da lì spostarsi in altre importanti città dell’area; in alternativa, per chi atterra in uno degli aeroporti romani, è possibile raggiungere Spello in treno dalla Capitale in meno di 4 ore.
Per poter ammirare i resti del tempio, però, bisognerà avere ancora un po’ di pazienza, perché gli scavi e gli studi non sono ancora terminati e continueranno la prossima estate.

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