Mentre le liste d'attesa in sanità tengono banco quotidianamente - solo di queste ore quella che appare come una buona notizia, annunciata dalla Giunta regionale piemontese rispetto all'accordo definito con le sigle sindacali confederali -, alcuni lettori hanno segnalato alla nostra redazione quella che parrebbe essere una delle possibili "soluzioni" pratiche all'ormai cronico problema delle costanti difficoltà alla prenotazione di visite ed esami in tempi congrui, e soprattutto in tempi che rispettino la classe di priorità specificata dai medici di famiglia in ciascuna delle impegnative redatte, a seconda della gravità della situazione del paziente.
A suggerire l'approccio potenzialmente utile a bypassare la saturazione delle liste e la conseguente, spesso completa, impossibilità a prenotare la prestazione attraverso i canali ordinari del CUP regionale, siano essi digitali o telefonici, un articolo recentemente comparso sul blog personale del dottor Vittorio Agnoletto, medico, politico e noto attivista del movimento no-global.
Nel proprio sito http://www.vittorioagnoletto.com, infatti, in un post pubblicato il 15 gennaio scorso e intitolato "Liste di attesa in sanità. Cosa si può fare", Agnoletto suggerisce una strategia tanto diretta quanto semplice, da mettere in pratica quando non si riesce ad ottenere una visita o un esame entro i tempi indicati nell'impegnativa dal proprio medico curante.
Per inciso, ricordiamo che le classi di priorità che possono essere assegnate sono quattro:
- U - Urgente - da eseguire entro 72 ore
- B - Breve - da eseguire entro 10 giorni
- D - Differibile - da eseguire entro 30 (visita) o 60 (esame) giorni
- P - Programmata - da eseguire entro 120 giorni
Orbene: nel caso di mancata possibilità di prenotare nei tempi stabiliti dalle classi precedenti, il suggerimento, secondo Agnoletto, è quello di scrivere alla Direzione Generale della propria ASL di riferimento, mettendo in copia l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, per chiedere formalmente di individuare la struttura pubblica, o eventualmente privata col solo pagamento del ticket, che possa eseguire la prestazione nei tempi stabiliti.
A tutti gli effetti si tratterebbe, nella sostanza, di una pre-diffida a ottemperare, basata peraltro, come esplicita ancora Agnoletto nel suo post, su estremi normativi piuttosto solidi: il Decreto Legislativo 124 del 1998 e soprattutto la Legge 266 del 2005, che vieta espressamente alle ASL di chiudere la agende di prenotazione, prevedendo sanzioni amministrative per gli enti trasgressori.
Una strategia, come detto, piuttosto semplice, ma che - e qui entra in gioco una delle segnalazioni giunte in redazione - sembrerebbe funzionare perfettamente.
Ci ha contattato, infatti, tra gli altri, Alessio, un nostro lettore, per raccontare di aver provato a sperimentare positivamente il suggerimento del dottor Agnoletto: "Annualmente, effettuo un controllo periodico sulla miopia, che mi accompagna ormai da tempo, e in passato non ho avuto alcun problema a prenotare la visita nei tempi previsti dall'impegnativa del mio medico, peraltro tipicamente di classe 'P', cioè a bassa priorità.
Quest'anno invece il CUP digitale, al mio tentativo di prenotazione, non mi ha proposto alcuna scelta di data, evidentemente a causa di una saturazione delle disponibilità dell'agenda dell'ASL.
Allora, siccome avevo letto l'articolo sul blog, mi sono chiesto perché non provare a metter in pratica il suggerimento del dottor Agnoletto. Il 15 febbraio scorso ho approntato una mail inserendo i dettagli delle mie necessità sul modello proposto e ho inviato alla direzione e all'URP, aspettandomi una risposta che soddisfacesse il periodo massimo di 120 giorni, come da legge.
In realtà già il giorno dopo ho ricevuto una risposta scritta e una telefonica che mi proponevano la fissazione della visita per lunedì 26 febbraio 2024, cioè appena dieci giorni dopo la richiesta.
Non nego di essermi stupito, e anzi: l'imminenza così estrema della data mi ha addirittura messo un po' in difficoltà rispetto alla richiesta di una giornata libera sul lavoro, ma ovviamente non mi sono lasciato sfuggire la possibilità!".
Sottolineando che una rondine non fa primavera, e in attesa di eventuali altri positivi riscontri, è comunque evidente come la strategia sopra menzionata abbia delle interessanti, per non dire sorprendenti, possibilità e risultava dovere giornalistico esplicitarle a livello pubblico, anche con esempi dimostrabili come quello del nostro lettore.











