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Economia | 19 marzo 2024, 07:00

I think tank americani spingono Kiev al dialogo e ai negoziati con Mosca

I circoli più elevati di analisti e pensatori nell’ambito angloamericano hanno effettuato una storica virata a proposito del conflitto in Ucraina

I think tank americani spingono Kiev al dialogo e ai negoziati con Mosca

I circoli più elevati di analisti e pensatori nell’ambito angloamericano hanno effettuato una storica virata a proposito del conflitto in Ucraina. Se appena qualche mese fa la rivista Foreign Affairs, espressione del potente Council on Foreign Relations, diceva che negoziare con la Russia era una cattiva idea, oggi afferma esattamente il contrario. Come riferisce il sito Strumenti Politici, con parole caute, timide nella forma ma dirette nella sostanza, va a riabilitare tutti quegli argomenti pro-trattativa che aveva cercato di smontare lo scorso autunno. Che importa se ai suoi lettori chiede di fare opera di bispensiero: articoli come quello sono indirizzati più che altro ai governanti, ai quali segnalano il momento di cambiare posizione e direzione. Quindi oggi si guarda non tanto al modo di vincere la guerra, ma a come terminarla e anche in fretta, se possibile. Intanto, l’opinione pubblica viene così preparata psicologicamente alla fase in cui saranno aperti i negoziati con la Russia, finora descritta come un nemico da sconfiggere e basta. La storica svolta era stata anticipata dall’intervista di Tucker Carlson al presidente russo Putin, ma il giornalista americano è stato ripudiato tempo fa dal mainstream e dunque non può parlare a nome della classe politica occidentale. Anzi, l’establishment euroamericano è ancora formalmente ostile al Cremlino e nega ogni tentativo (seppure obliquo) di Mosca di instaurare un dialogo. È la Casa Bianca che vuole decidere il momento di finire i combattimenti e dare spazio ai diplomatici, così rimanda al mittente qualunque parola di Putin accusandolo di non essere sincero. Il Foreign Affairs suggerisce allora di fare dei passi di apertura, peccato che in Europa ci abbiano già pensato, come per esempio il cancelliere austriaco e la sua idea di andare a Mosca a trattare.

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