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Attualità | 03 maggio 2024, 12:00

Giornata mondiale della libertà di stampa, gli Assistenti Sociali del Piemonte: «Favorire un percorso di collaborazione con i giornalisti»

Uniti nell'obiettivo di supportare e difendere il pluralismo, l’indipendenza dei media, la libertà di opinione e di espressione, cardini imprescindibili della democrazia

Giornata mondiale della libertà di stampa, gli Assistenti Sociali del Piemonte: «Favorire un percorso di collaborazione con i giornalisti»

La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata proclamata dall’assemblea Generale delle Nazioni Unite per sottolineare l’importanza della libertà di stampa e portare all’attenzione dei governi la necessità di sostenere e rispettare la libertà di parola.

Le e gli assistenti sociali del Piemonte si pongono a fianco di giornalisti e giornaliste per supportare e difendere la libertà di stampa, il pluralismo e l’indipendenza dei media. Tali principi a cui aggiungiamo la libertà di opinione e di espressione sono cardini imprescindibili della nostra democrazia.

Poter ricevere e diffondere informazioni e idee senza barriere rappresenta per la nostra professione un valore che ha a che fare non solo con la libertà di ogni singolo individuo ma rappresenta anche una concreta opportunità per apprendere e accrescere la propria autodeterminazione e di conseguenza la capacità di superare le situazioni di difficoltà.

Il Servizio sociale considera questa crescita possibile quando c’è libertà di pensiero e quando diventa esigibile non solo il diritto ad avere una risposta ai propri bisogni, ma anche ad esprimere e seguire, per quanto possibile, il proprio pensiero e le proprie inclinazioni. In questo senso possiamo dire che i valori legati alla libertà di pensiero e di espressione sono imprescindibili per il servizio sociale in quanto strumenti di cambiamento e anche per questo dobbiamo salvaguardarli e mantenerli attivi all’interno delle comunità.

«Come professionisti della relazione d’aiuto – spiega il presidente dell’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte Antonio Attinà – siamo consapevoli che le parole hanno un peso, che esse possono fare molto male e che se, invece, vengono utilizzate nella giusta maniera, sono un importante strumento per contribuire a salvare le persone in difficoltà».

Anche il codice deontologico dell’Assistente Sociale oggi considera questi aspetti e offre indicazioni precise ai professionisti e alle professioniste. Come indica l’Articolo 21 del codice, l’assistente sociale agisce in coerenza con i principi etici e i valori della professione, mantenendo un comportamento consono all’integrità, al prestigio e alla dignità della professione stessa, anche nell’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa e, in particolare, dei social network e dei social media.

Come Assistenti sociali siamo molto soddisfatti della collaborazione sviluppata con i media in questi anni, una collaborazione che desideriamo accrescere e migliorare. Crediamo sia necessario innescare una dinamica capace di rappresentare la nostra professione in un modo più reale possibile.

Accanto ad una stampa preparata che approfondisce, e di conseguenza racconta storie di cronaca posizionando l’Assistente sociale in maniera corretta, esiste ancora una stampa che non ci conosce e descrive gli e le Assistenti sociali con una narrazione errata, che alimenta un certo populismo legato all’immagine della nostra professione.

Il nostro intento è quello di supportare il lavoro dei giornalisti, di collaborare affinché l’informazione possa essere completa e che lo stesso operato dei cronisti sia ancora di più valorizzato.

È con questi presupposti che l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte è lieto di comunicare, proprio in questa data simbolica, l’avvio di un percorso comune con i giornalisti del Piemonte, per mettere le basi affinché vengano realizzati incontri di formazione condivisi, nonché per dar seguito al protocollo d’intesa firmato nel 2016, a livello nazionale, dai due Ordini professionali, per favorire la cooperazione tra giornalisti e assistenti sociali quando sono chiamati ad occuparsi dei maggiori temi di rilevanza sociale, come la povertà e la non autosufficienza, di persone e gruppi sociali vulnerabili, di famiglie ed in particolare di minorenni, con l’obiettivo di garantire ai cittadini il migliore e più qualificato intervento professionale e aumentare la conoscenza e la comprensione delle reciproche responsabilità professionali.

La volontà e l’obiettivo è che Giornalisti e Assistenti sociali collaborino perciò nell’organizzazione e nello svolgimento di attività scientifiche e iniziative culturali e formative che siano di comune interesse nelle discipline attinenti all’etica, alla deontologia, alla cultura professionale, al ruolo sociale delle rispettive professioni, realizzando attività comuni quali ricerche, corsi, seminari, conferenze, convegni, pubblicazioni e iniziative analoghe volte allo sviluppo della cultura professionale.

comunicato stampa

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