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Politica | 04 luglio 2024, 07:00

Il vicesindaco albese Caterina Pasini: "Porto in politica il mio spirito di servizio, ma all'inizio serve studiare"

Avvocata che esercita da 30 anni si occuperà di cultura, creative cities e turismo: "Penso ci sia spazio per un turismo diversificato, anche alla portata di tutti. Dobbiamo proporre le iniziative della Città in maniera più integrata"

Il vicesindaco Caterina Pasini (credito Gisella Divino - Comune di Alba)

Il vicesindaco Caterina Pasini (credito Gisella Divino - Comune di Alba)

Caterina Pasini, avvocata albese di 54 anni, laureata in giurisprudenza presso la Facoltà degli Studi di Torino nel 1994, esercita l'attività forense da 30 anni ed è l'attuale vicesindaco del comune di Alba e responsabile degli Assessorati della Cultura, del Turismo e delle Creative Cities.

Nella sua vita come si concilia la politica?
"Più che una vita politica, la mia vita è sempre stata una vita di impegno. Quando mi hanno chiesto un servizio, non mi sono mai rifiutata di svolgerlo. Per cui negli anni ho fatto la rappresentante di classe, sono stata membro del Comitato di Quartiere Piave, sono catechista presso la parrocchia del Divin Maestro: servire la comunità l'ho sempre ritenuto doveroso. In quest'ultimo caso mi è stato chiesto di partecipare alla vita politica della mia città e come sempre ho aderito alla proposta, un po' affascinata e un po' sentendo il peso della responsabilità".

Sorpresa dal risultato elettorale?
"Nella settimana che precedeva il voto ho sentito un grande riscontro con la popolazione e ho pensato fosse possibile che vincesse la nostra coalizione. La vittoria al primo turno, però, è stata una sorpresa".

Le sue priorità?
"Siamo proiettati all'inizio dell'anno scolastico. Cultura vuol dire valutare le attività da proporre alle scuole, se c'è ancora spazio per proposte interessanti. Si aprirà un dialogo con i dirigenti, sicuramente. Per quanto riguarda, sempre l'ambito culturale, c'è da valutare l'avvio della stagione teatrale. Bisogna considerare anche come proporre le iniziative in modo che siano fruibili. Perché è chiaro che siamo saliti su un treno in corsa e quindi, a questo punto, bisogna anche cercare di inserirsi, se si vuole essere incisivi. E poi è anche una fase di studio, penso alla Fiera del Tartufo che per la prima volta guarderò con occhi diversi".

Secondo le, in generale, bisogna imparare a comunicare meglio?
"L'offerta è vastissima, me ne rendo conto anche ora che mi trovo ad introdurre gli eventi dell'estate albese. Ce ne sono tantissimi e adatti a ogni età, bisogna comunicarli in maniera più integrata. Gli eventi sono difficili da individuare, si tratta di fare un buon lavoro di comunicazione".

Lei si dovrà occupare anche di turismo, qual è la sua idea?
"Penso sia prematuro fare una riflessione. Le nostre idee sono nel programma e sono state espresse ai cittadini. Penso che ci sia spazio per un turismo diversificato, un turismo alla portata di tutti che non esclude altri tipi di fruizione. Il turismo si interseca con moltissimi settori, è una materia mutevole, anche ampiamente legata ai mezzi di comunicazione, ai social, subisce influenze enormi, quindi è presto per fare un'analisi".

Per quanto riguarda l'Assessorato alle Creative Cities?
"Una bellissima opportunità per interagire con altre città e con altre realtà, per condividere, perché noi abbiamo tanto da insegnare, così come abbiamo tanto da imparare, come tutte le realtà. In questi giorni si sta tenendo a Braga, in Portogallo, l'incontro di tutte le città creative dell'Unesco: è presente anche una rappresentanza di Alba, che porterà al Comune la sua riflessione. E a partire da quella partiremo a fare delle considerazioni".


 

Daniele Vaira

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