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Attualità | 29 aprile 2025, 20:00

Cuneo, l’agibilità del “Paschiero” non è in dubbio. Ma si allontana l’ipotesi della ristrutturazione con il bando “Sport e Periferie”

Se ne è parlato in Consiglio comunale, con le interpellanze di Civallero e Sturlese. Fantino: “In 14 anni fallite quasi 200 società di serie C. Così non si può pensare a un impegno serio del territorio”

Lo stadio "F.lli Paschiero" di Cuneo

Lo stadio "F.lli Paschiero" di Cuneo

Sembrano ridursi le opportunità del Comune di Cuneo di prender parte con efficacia al bando ministeriale “Sport e Periferie 2025”, iniziativa di sostegno economico a progetti legati al mondo sportivo e alla sua profonda importanza nel rinforzare il tessuto sociale di aree periferiche: secondo quanto comunicato dall’assessore Valter Fantino nella seconda serata di Consiglio comunale, infatti, sottolinea come il bando stesso – che fino a pochi giorni fa vedeva il Comune ben posizionato a livello di punteggio – abbia vissuto una modifica capace di allontanarlo di parecchio dall’obiettivo dei 50 punti necessari per accedere al finanziamento da destinare alla riqualificazione dello stadio “F.lli Paschiero”.

A spingere l’assise comunale al confronto sul tema le interpellanze dei consiglieri Franco Civallero (FI) e Ugo Sturlese (Beni Comuni).

Le nostre idee di intervento sono ben conosciute, ne abbiamo parlato più volte con l’assessore, e guardano appunto al bando ‘Sport e Periferie’, che vanta una specifica linea d’intervento dedicata ai nuovi Palazzetti dello Sport – ha detto il primo -. Lo stadio è davvero in una situazione precaria, la giunta lo sa bene e ha fatto l’impossibile per sistemare il campo da gioco ma non è sufficiente. Cuneo merita di più”.

Sottolineature sensate quelle del consigliere, che noi integriamo con chiarimenti specifici relativi all’agibilità della struttura attuale – ha aggiunto il decano del Consiglio comunale -. Se i dubbi che poniamo venissero mai confermati la ristrutturazione avrebbe caratteri d’urgenza e indifferibilità”.

Negli interventi dei consiglieri l’affetto di Cuneo per il suo stadio
Tanti i consiglieri intervenuti, e quindi interessati alle sorti della struttura sportiva cittadina e – in senso lato – della squadra locale.

Cuneo ama la pallavolo e il pallone elastico ma non il calcio, altrimenti non ci troveremo nella necessità di operare una riqualificazione così importante – ha detto Paolo Armellini (Indipendenti) -. Già troppo il tempo trascorso, ormai, e la situazione non è stata affrontata in alcuna maniera dalle amministrazioni passate. Da quattro anni ci misuriamo con paesi di 3-4 mila abitanti: va nen bin, dobbiamo dircelo”.

Un problema inequivocabile è che i gruppi e soggetti che potrebbero sostenere economicamente la squadra non lo fanno, non investono, a differenza di come invece si fa già anche solo ad Alba – ha aggiunto Beppe Lauria (Indipendenza!) -. Già quindici anni fa, in un mio vecchio programma elettorale, inserivo la riqualificazione dello stadio. Vogliamo proseguire nell’agire a tacun oppure decidiamo per un intervento, pur costoso, di livello? La riqualificazione è necessaria, serve partire”.

Elio Beccaria (Cuneo Civica) si è unito nel sottolineare la necessità di investitori, e di una maggiore collaborazione da parte delle società e realtà sportive del territorio.

Dopo il primo fallimento dei tardi anni ‘70 alcuni imprenditori cuneesi hanno preso in mano la situazione spinti dalla pura passione; oggi, però, il calcio ha costi difficilmente gestibili e appannaggio, dal punto di vista del sostegno economico, solo di grandi aziende – ha detto ancora Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), con un passato in prima linea nella squadra di calcio locale -. Serve concentrare energie e forze per restituire alla città uno stadio degno di questo nome, e investire sui settori giovanili, guardare il più avanti possibile nella gestione della squadra”.

Uno degli imprenditori citati dal consigliere Bongiovanni era il padre del collega di Fratelli d’Italia Massimo Garnero: “La mia famiglia è legata a doppio filo con la storia del Cuneo Calcio, e a un’epoca in cui c’era un bel seguito e il settore giovanile sapeva distinguersi – ha detto -. La situazione attuale è sana e sostenibile, dopo i fallimenti; purtroppo i risultati sportivi non sempre parlano dell’affetto e della passione di chi dirige la compagine ma lo stadio è fondamentale per il settore e per la città”.

Anche Carla Santina Isoardi (PD) ha preso la parola – da tifosa del Cuneo Calcio – per sottolineare la necessità dell’intervento di recupero del “F.lli Paschiero”.

Fantino: “In 14 anni quasi 200 società di serie C sono fallite”
Fantino, nella propria risposta, ha chiarito subito come attualmente la struttura dello stadio di calcio cuneese non sia a rischio dal punto di vista dell’agibilità: “L’impianto è stato visitato dal collaudatore nella metà di marzo, ed è stato conferito il nullaosta per l’utilizzo in vista della prossima stagione sportiva” ha detto.

In relazione al bando e alla modifica, che ci ha presi di sorpresa, non trovo sia stata un’azione corretta – ha aggiunto l’assessore -. Continuiamo comunque a lavorare per raggiungere l’obiettivo, servirebbe però che tutti venissero messi in condizione di poter partecipare alle medesime condizioni”.

Poi, in chiusura, una riflessione generale sulla serie C: “Dal 2011 al 2025 sono quasi 200 le società che sono fallite, e questo fallimento ha inevitabilmente pesato sui territori.  Si dovrebbe capire, a certi livelli, che l’idea di una serie C con 40 squadre divise più o meno a metà dal punto di vista del livello professionistico non è poi così peregrina: non si può invocare l’impegno degli investitori locali alla luce di questi dati sui fallimenti”.

Simone Giraudi

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