Si svolto ieri sera, lunedì 16 giugno, il volo-test per l'inaugurazione della elisuperficie dell'ospedale "Poveri Infermi" di Ceva che, ora, è abilitata anche per l'atterraggio e il decollo nelle ore notturne dell'elisoccorso.
Erano presenti il dottor Maurizio Ippoliti, in rappresentanza della direzione sanitaria dell'AslCn1, il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli
e Roberto Colombo, responsabile elisuperfici del Piemonte. Sull'elicottero il dottor Andrea Mina, responsabile della Struttura Complessa Emergenza Sanitaria Territoriale 118 di Alessandria e direttore facente funzione della Struttura Complessa di Elisoccorso dell'Azienda Zero.
"L'attivazione della pista di elisoccorso è un risultato importante per l'ospedale di Ceva e per l'intera collettività. La pista è fondamentale per l'elisoccorso diurno e notturno e rappresenta un servizio imprescindibile per le attività di primo soccorso portate avanti dal 118 - dichiara il primo cittadino di Ceva-. Come Amministrazione abbiamo fin da subito perorato l'istanza dell'attivazione della pista e l'azienda sanitaria ha accolto le nostre richieste con disponibilità e serietà, confermando così un rapporto di collaborazione sinergica con le istituzioni e con il territorio, in un'unità di intenti volta alla tutela della salute dei cittadini”.
"Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro, personale e volontari, che quotidianamente si adoperano nel mondo della sanità - conclude il sindaco -. Il loro lavoro, talvolta silenzioso, non passa inosservato, a chi mette professionalità e umanità al servizio degli altri va davvero il nostro grazie più grande”.
La conclusione dell'intervento era stata preannunciata, a inizio giugno dall'assessore regionale alla sanità, Federico Riboldi, in un incontro sul futuro degli ospedali, durante il quale è stato fatto il punto anche sui lavori che interessano il nosocomio. Oltre al prosieguo dei lavori per l'antisismica, confermato per dicembre 2025 il termine del cantiere per l'ospedale di Comunità cebano.

In Piemonte, nel 2024, i siti autorizzati per gli atterraggi erano in totale 227, comprese le aree più remote e i rifugi alpini. Tra gli ultimi abilitati, invece, per il servizio in notturna quelli di Mondovì (ospedale Regina Motins Regalis) e Verduno (ospedale Ferrero), lo scorso anno.
















