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Agricoltura | 08 agosto 2025, 09:59

Corilicoltura in crisi

Negli ultimi dieci anni la situazione è cambiata, siamo passati da una coltura di forte interesse, ad una a rischio di abbandono per il forte decremento produttivo dovuto prevalentemente al fenomeno della cascola pre-raccolta, al quale è stato associato come agente causale il cambiamento climatico

Corilicoltura in crisi

Anche la Coricoop si fa' sentire. "Un altro anno con scarsa produzione i corilicoltori non possono sostenerlo" dice Alessandro Merlo, vice presidente della Coricoop, un'OP, (organizzazione di produttori) che ha solo 4 anni ma rappresenta già più di 350 aziende ed è in forte crescita. 

Sin da subito abbiamo investito nell' assistenza tecnica alle aziende agricole, dando supporto con tecnici specializzati. 

Negli ultimi dieci anni la situazione è cambiata, siamo passati da una coltura di forte interesse, ad una a rischio di abbandono per il forte decremento produttivo dovuto prevalentemente al fenomeno della cascola pre-raccolta, al quale è stato associato come agente causale il cambiamento climatico. Ma non è l'unico fattore, vi sono infatti altre avversità, si annoverano tra le cause le punture da cimici sia indigene che esotiche che iniziano a fare danni già alle prime fasi di accrescimento del frutto interferendo con la fecondazione e determinando un aborto traumatico; importante è non sottovalutare la presenze in corileto di cimici indigene in quanto l'attività trofica causa sintomi simili a quelli della cimice asiatica, ma la presenza viene monitorata  esclusivamente con la tecnica del frappage e non con trappole; altri fattori sono la scarsa impollinazione e altre problematiche alle quali la varietà Tonda Gentile Trilobata presenta elevata suscettibilità come microrganismi e il fenomeno del brownstain disorder che si manifesta con imbrunimenti sulla superficie del frutto.

L'alternanza di periodi di forte siccità ad eccessiva umidità, la messa a dimora di impianti in condizioni ambientali poco adatte, le ridotte cure colturali e l’emergersi di nuove problematiche hanno portato ad una situazione di difficile gestione" afferma Giovanni Menaldi, tecnico agronomo della cooperativa Coricoop.

"Gli agricoltori vanno supportati in questo momento di difficoltà, sostenendoli direttamente con un maggiore monitoraggio in campo intervenendo tempestivamente anziché ipotizzare teorie" riprende Alessandro Merlo "stiamo valutando con la Fondazione Agrion le condizioni per richiedere lo stato di calamità naturale. Noi in questo settore ci crediamo, ne siamo sicuri che con il giusto approccio la Nocciola del Piemonte si riprenderà il posto che merita e torneremo a leggere articoli che ne esalteranno le qualità e la produttività sul territorio piemontese".

C.S.

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