/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 20 agosto 2025, 07:34

Un urgente appello per la pace, le diocesi piemontesi accolgono l’invito del cardinale Zuppi

In una lettera ai vescovi il presidente della CEI sollecita le comunità a pregare per la pace, accogliendo la richiesta di papa Leone XIV

Adorazione eucaristica, Tempio di San Paolo, ad Alba

Adorazione eucaristica, Tempio di San Paolo, ad Alba

La preghiera come arma per la pace. In una lettera indirizzata ai vescovi italiani, il presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, ha invitato le comunità cristiane a intensificare la loro preghiera per la fine dei conflitti e delle violenze che affliggono il mondo.

La missiva, datata 6 agosto 2025, si colloca in un contesto di profonda preoccupazione per il «Drammatico momento di violenza, odio e morte», che caratterizza l’attuale scenario globale. L’appello del porporato si fa eco di una richiesta di preghiera già lanciata da papa Leone XIV per una «Pace disarmata e disarmante».

Non si tratta di una semplice esortazione, ma di una chiara indicazione pastorale per mobilitare l’intera Chiesa italiana in un’azione corale e spirituale. Per dare concretezza a questo invito, il cardinale Zuppi ha fornito precise indicazioni liturgiche. Si suggerisce, in particolare, l’utilizzo dei formulari delle Messe “Per la pace e la giustizia” e “In tempo di guerra e disordini”.

Queste opzioni, disponibili nel rito romano, offrono testi e preghiere specificamente pensate per momenti di particolare difficoltà e incertezza, sottolineando l’importanza della dimensione liturgica nella supplica per la pace. Inoltre, viene auspicato l’inserimento di intenzioni particolari per la pace nella preghiera universale, sia durante l’Eucaristia sia nella Liturgia delle Ore.

Il cardinale Zuppi invita anche le parrocchie a non limitarsi alla preghiera personale, ma a promuovere e organizzare momenti di riflessione e di adorazione comunitari. L’obiettivo è quello di creare una rete di preghiera capillare che coinvolga tutti i fedeli, dando testimonianza pubblica della speranza cristiana in un mondo lacerato dai conflitti. L’iniziativa è stata subito rilanciata dalle diocesi del Piemonte che chiedono con forza la fine delle ostilità.

La Chiesa, con questo gesto, ribadisce il suo ruolo di promotrice di pace e di riconciliazione, offrendo la preghiera come strumento non violento, ma potente per la costruzione di un futuro migliore.

Silvia Gullino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium