Memoria e valorizzazione sono le due parole chiave: il Rifugio Partigiano “Detto Dalmastro” di Dronero diventa ora sede del progetto “Natura Resistente”. Nel cinquantesimo anniversario della morte del Comandante partigiano cui è intitolato il Rifugio, nel vallone di Santa Margherita prenderanno il via a partire, del 14 settembre, una serie di iniziative proposte che coinvolgono Comune di Dronero, Agenzia di Sviluppo AFP e Centro Studi Cultura e Territorio.
Sorge sulla sommità della borgata Santa Margherita di Dronero il rifugio “Detto Dalmastro”, luogo di memoria partigiana. Inaugurato il 2 giugno 1970, è accessibile dalla Frazione Tetti di Dronero, ma anche da Cartignano e San Damiano Macra, posto al centro della zona delle operazioni delle formazioni GL della Valle Maira, di cui rappresenta il sito memoriale. Dopo la guerra, il Colletto della Margherita diventò il “santuario” delle formazioni partigiane “Giustizia e Libertà”.
Negli anni sessanta, alcuni partigiani che qui avevano vissuto e combattuto acquistarono un terreno a monte della chiesa di Santa Margherita, dove fra il 1968 e il 1970 venne edificato il Rifugio, poi intitolato a Detto Dalmastro. Nel 1990, fu ceduto al Comune di Dronero per volontà degli stessi fondatori e, nel corso degli ultimi vent’anni, la struttura è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, diventando accogliente e funzionale.
Dopo un breve periodo in cui si è tentata un’apertura continuativa della struttura, con la presenza di un gestore fisso, valutata la difficile sostenibilità di questa opzione, il Comune ha scelto una nuova formula per la valorizzazione del Rifugio: con delibera del 31 luglio 2025, la struttura è diventata sede del progetto “Natura Resistente”, curato dall’Agenzia di Sviluppo Locale di AFP con la collaborazione del Centro Studi Cultura e Territorio e con il coinvolgimento di molti giovani del territorio: accompagnatori naturalistici e turistici, animatori, educatori, antropologi, storici.
“Il progetto di valorizzazione del Rifugio Detto Dalmastro nasce con l'intento di trasformare questa struttura storica in un punto di riferimento attivo per la comunità e per i visitatori, valorizzandone sia l'importanza simbolica legata alla Resistenza, sia il suo potenziale come luogo immerso nella natura - spiegano dall’amministrazione comunale - L'obiettivo principale è quello di promuovere il rifugio come uno spazio multifunzionale, capace di ospitare attività educative, culturali, ambientali e ricreative. La memoria storica si intreccia con la dimensione ecologica, offrendo un ambiente ideale per esperienze che stimolino riflessione, consapevolezza e benessere.”
In particolare, si intende trasformare il rifugio in un centro di aggregazione dove la memoria storica della Resistenza, sia vissuta e attualizzata, attraverso iniziative che ne preservino il valore simbolico e ne facilitino la fruizione da parte delle nuove generazioni. L’intento è offrire una proposta educativa ampia e inclusiva, in grado di attrarre scuole, famiglie, giovani, associazioni e turisti attraverso laboratori esperienziali, percorsi didattici, escursioni e residenze tematiche che coniughino apprendimento e contatto diretto con la natura.
Da qui, la proposta di costruire e rafforzare una rete di collaborazione attiva tra enti pubblici, associazioni di tutela ambientale, gruppi culturali, realtà scolastiche e cittadinanza, con l'obiettivo di generare partecipazione, senso di appartenenza e una gestione condivisa e sostenibile del rifugio e del territorio circostante:
“Alcune attività del progetto ‘Natura resistente’ sono pensate per rafforzare e attualizzare la memoria storica della Resistenza, utilizzando il rifugio e la vicina Stanza della Memoria come strumenti educativi, emotivi e narrativi. Escursioni tematiche, passeggiate storiche, laboratori di analisi delle fonti e raccolte di testimonianze orali saranno occasioni per riavvicinare le persone, soprattutto le nuove generazioni, alle radici storiche del territorio. Altre attività si propongono invece di promuovere una cultura della sostenibilità ambientale che sia concreta, quotidiana e profondamente radicata nei saperi locali. Il rifugio diventerà un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove si sperimentano pratiche ecologiche e tecniche artigianali legate afd antichi mestieri.”
Oltre alle attività legate alla Resistenza e all’ambiente, il Rifugio potrà ospitare anche residenze, work shop, laboratori legati al Festival letterario diffuso Ponte del Dialogo, promosso dal Comune di Dronero dal 2023.
Il primo appuntamento del nuovo corso del Rifugio “Detto Dalmastro” avrà luogo domenica 14 settembre, con una passeggiata e un incontro con lo scrittore Paolo Calvino: alle ore 14.30 ritrovo presso Borgata Filoira di Paglieres (San Damiano Macra) e passeggiata fino al Rifugio con lo scrittore e alcuni accompagnatori naturalistici AFP. Alle ore 16 la conversazione con Calvino su “Il cammino nella Resistenza” presso il Rifugio, a cui seguirà un rinfresco.
La partecipazione è libera e gratuita, ma è consigliata la prenotazione al numero 331 8606819 o scrivendo all’indirizzo email michele.bertolotti@afpdronero.it
Dall’organizzazione si raccomanda abbigliamento adeguato ad un sentiero di montagna. In caso di tempo incerto gli incontri avranno luogo all’interno del Rifugio; in caso di pioggia intensa saranno rinviati. Per le persone che non possono fare la passeggiata a piedi, è possibile raggiungere il Rifugio in auto (parcheggio con pochi posti davanti alla Chiesa di Santa Margherita).
L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Fondazione CRC, nell’ambito del progetto “Cittadini (di domani) in alto rilievo” (Bando “Impegnati nei Diritti”).












