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Attualità | 12 settembre 2025, 18:31

A Savigliano inaugurata la stele AIDO dedicata ai donatori di organi

Nel giardino antistante l’ospedale Santissima Annunziata un cippo ricorda il valore della solidarietà. Omaggio a Nicholas Green e Marta Russo giovani donatori di organi

L'inaugurazione del cippo

L'inaugurazione del cippo

In nome di Nicholas Green e Marta Russo, vittime innocenti di violenza. Ricordiamo tutti coloro che generosamente hanno donato i loro organi affinché altre vite potessero continuare”. Con questa frase, incisa sul cippo inaugurato oggi, venerdì 12 settembre, nei giardini antistanti l’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, l’Aido intercomunale di Savigliano, Marene e Monasterolo ha voluto lasciare un segno tangibile di gratitudine verso chi, con la scelta della donazione, ha offerto nuova speranza di vita.

La stele, donata dal Comune di Savigliano e dall’azienda Alstom, sorge nell’area verde compresa tra via Ospedali, via Marino e corso Indipendenza, accanto al monumento Avis dedicato ai donatori di sangue. 

Progettato dal Cemi Agenform (Centro Europeo di Modellismo Industriale) di Savigliano il monumento è stato inaugurato in occasione del quarantesimo anniversario della sezione Aido saviglianese, divenuta da un anno intercomunale.

Alla cerimonia hanno preso parte numerosi cittadini, studenti, associazioni locali e autorità.

Il sindaco Antonello Portera ha scoperto il cippo insieme al presidente Aido intercomunale, Pasquale Portolese, affiancati dall’ex sindaco Giulio Ambroggio – sotto la cui amministrazione nel 2021 fu approvato il progetto – dal vicesindaco Federica Brizio e dai sindaci di Marene e Monasterolo, Alberto Deninotti e Giorgio Alberione.

Presenti anche il consigliere regionale Mauro Calderoni, il consigliere provinciale Davide Sannazzaro, il direttore generale dell’Asl Cn1 Giuseppe Guerra, la direttrice sanitaria Monica Rebora, medici e infermieri del Santissima Annunziata.

Il cippo è stato dedicato a due giovani morti prematuramente i cui familiari hanno dato il consenso all’espianto degli organi.

Nicholas Green bambino californiano di 7 anni ucciso in Calabria nel 1994 durante un tentativo di rapina, sull’autostrada Salerno - Reggio Calabria, i cui genitori scelsero di donare gli organi permettendo a sette persone di sopravvivere.

Marta Russo studentessa universitaria romana di 22 anni uccisa nel 1997 all’interno della città universitaria La Sapienza, la cui famiglia autorizzò la donazione.

Due vicende tragiche che hanno contribuito a diffondere la cultura della solidarietà e del “dono” in Italia.

Il vicepresidente provinciale Aido, Gianfranco Vergnano, ha infine invitato i sindaci a continuare a promuovere la sensibilizzazione sul tema del dono, ricordando che la decisione di donare può trasformare il dolore in speranza.

redazione

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