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Attualità | 19 ottobre 2025, 18:04

Lagnasco e il Politecnico di Torino insieme per il futuro dei Castelli

Firmata la nuova convenzione per lo studio e la valorizzazione del complesso monumentale. “Un patrimonio vivo che parla al territorio e alla ricerca” dicono i sottoscrittori dell’iniziativa

La firma della convenzione tra il Comune e il Politecnico di Torino per i Castelli di Lagnasco

La firma della convenzione tra il Comune e il Politecnico di Torino per i Castelli di Lagnasco

I Castelli di Lagnasco tornano al centro dell’attenzione accademica e scientifica. Nel pomeriggio di ieri, sabato 18 ottobre, all’interno della sala conferenze dei castelli Tapparelli, è stata firmata la nuova convenzione tra il Comune e il Politecnico di Torino. 

L’accordo prevede lo studio approfondito dei manieri da parte di studenti, laureandi e dottorandi, coordinati dai professori Francesco Novelli, Cristina Coscia e Anna Pellegrino, dei Dipartimenti di Architettura e Design e di Energia del Politecnico di Torino.

Un’intesa che non solo rafforza il legame tra il mondo accademico e il territorio, ma segna un nuovo passo nella conoscenza e nella tutela di un complesso monumentale tra i più preziosi della pianura saluzzese.

La sottoscrizione della nuova convenzione tra Comune e Politecnico ha dato quindi il via a un dialogo tra istituzioni, università e cittadini che, partendo dai Castelli, racconta la volontà di Lagnasco di costruire il proprio futuro nella continuità con la storia.

Durante l’incontro è stata anche inaugurata una mostra che documenta i risultati dei rilievi e delle ricerche condotti nel corso della precedente convenzione, testimoniando il lavoro svolto dagli studenti del Politecnico nei mesi scorsi.

Ad aprire il pomeriggio è stato il sindaco di Lagnasco, Roberto Dalmazzo che ha voluto ringraziare tutti i presenti e sottolineare il valore della collaborazione: “Considero ormai di casa – ha detto Dalmazzo – il professor Novelli, e le professoresse Coscia e Pellegrino che considero ormai di casa: la loro energia e competenza stanno dando nuova vita ai nostri Castelli”.

(Roberto Dalmazzo sindaco di Lagnasco tra le professoresse Cristina Coscia, Anna Pellegrino e il professor Francesco Novelli del Politecnico di Torino)

Il primo cittadino ha ricordato anche l’impegno dell’associazione “Riapriamo i Castelli”, nata nel 2022 grazie all’iniziativa di un gruppo di volontari, presieduto da Fabrizio Invernizzi, grazie all'impulso dell’architetto Lisa Accurti, Soprintendente dei beni culturali per le province di Alessandria

Questi volontari – ha spiegato il sindaco – hanno portato avanti una campagna straordinaria per il concorso ‘Luoghi del Cuore del FAI’, ottenendo un risultato eccezionale: il diciassettesimo posto in Italia. Da allora non si sono più fermati, continuando a far vivere il complesso con passione e dedizione”.

L’architetto Loredana Fracchia della Soprintendenza dei Beni Culturali ha ribadito l’importanza del lavoro congiunto tra enti: “Strutture come i Castelli di Lagnasco – ha spiegato Fracchia - hanno bisogno di interventi qualificati, di finanziamenti e soprattutto di professionalità competenti. Solo lavorando insieme si possono superare le difficoltà e ottenere risultati filologicamente corretti, rispettando la storia e utilizzando le nuove tecnologie”.

Parole condivise anche dal sindaco Dalmazzo, che ha aggiunto: “L’architetto Fracchia si è dimostrata da subito disponibile e appassionata. La convenzione nasce proprio per questo: unire competenze, raccogliere dati, creare una base solida per ottenere fondi e garantire il futuro del complesso dei nostri castelli”.

La professoressa Cristina Coscia ha spiegato la genesi del progetto: “Tutto è nato da una proposta condivisa con l’architetto Lisa Accurti e con il sindaco, che si è dimostrato da subito aperto e collaborativo. Per noi del Politecnico i Castelli di Lagnasco sono un caso studio perfetto: un luogo ricco di storia, complessità e potenzialità. Abbiamo deciso di coinvolgere studenti di laurea triennale, magistrale e dottorandi, perché qui si possono sperimentare percorsi di ricerca e di progetto reali”.

(La mostra allestita nei Castelli di Lagnasco che documenta i risultati dei rilievi e delle ricerche condotti nel corso della precedente convenzione)

Il professor Francesco Novelli ha aggiunto: “Crediamo fortemente che la valorizzazione di questo complesso debba partire dal territorio. Gli studenti sono stati invitati a dialogare con la comunità locale, a capire le sue vocazioni e le sue esigenze. L’identità dei Castelli è strettamente legata a Lagnasco e deve rimanere viva proprio attraverso il coinvolgimento della popolazione”.

La professoressa Anna Pellegrino, del Dipartimento di Energia, ha illustrato gli aspetti tecnici del lavoro in corso: “Stiamo effettuando monitoraggi ambientali e microclimatici fondamentali per la conservazione del bene e delle opere al suo interno. Misuriamo temperatura, umidità e illuminazione per capire come migliorare le condizioni ambientali, sia in funzione dell’uso pubblico, sia per preservare le decorazioni e le strutture. La conoscenza dei dati – ha proseguito Pellegrino – è il primo passo per una progettazione consapevole e sostenibile. È un lavoro che unisce didattica, ricerca e servizio al territorio”.

A chiudere l’incontro, la professoressa Monica Naretto, referente del dottorato in ‘Patrimonio Architettonico’ del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha sottolineato la dimensione culturale e internazionale dell’iniziativa: “I Castelli di Lagnasco sono un laboratorio vivo, un palinsesto che racconta secoli di storia. Coinvolgere studenti e ricercatori anche dall’estero, dalla Cina, dalla Turchia e da altre università – significa aprire questo patrimonio al mondo. L’obiettivo è costruire una rete di conoscenza che possa tradursi in progetti concreti di recupero e valorizzazione”.

L’accordo con il Politecnico segna dunque un nuovo capitolo nella lunga storia dei Castelli. Come ha concluso il sindaco Dalmazzo: “Lavoreremo insieme, Comune, Università e Soprintendenza, per far sì che questi edifici tornino a vivere pienamente. I Castelli di Lagnasco non sono solo un monumento, ma un patrimonio condiviso che può diventare un motore culturale e identitario per il nostro paese”.

Fabrizio Invernizzi, presidente dell’associazione Riapriamo i Castelli di Lagnasco: “Siamo orgogliosi – ha affermato a nome del sodalizio che rappresenta - di essere parte attiva di questo percorso. Il nostro impegno nasce dall’amore per il territorio e dalla convinzione che i Castelli debbano tornare a essere un luogo vissuto, aperto e partecipato. Questa collaborazione con il Politecnico è un segnale forte: stiamo costruendo insieme il futuro dei Castelli e della nostra comunità”.

Invernizzi ha sottolineato anche l’importanza di creare una rete tra enti, studiosi e cittadini: "Il futuro dei Castelli passa dalla collaborazione. Solo unendo le forze possiamo garantire la loro tutela e, allo stesso tempo, costruire nuove opportunità di crescita per il territorio. La ricerca e la conoscenza portate dal Politecnico si uniscono all’entusiasmo dei volontari e alla visione dell’amministrazione: insieme possiamo dare a questo luogo una seconda vita”.

Il presidente dell’associazione ‘Riapriamo i Castelli’ ha concluso con un pensiero che riassume lo spirito dell’iniziativa: “I Castelli di Lagnasco non devono essere solo un monumento da ammirare, ma un luogo da vivere, dove la storia incontra il presente e si trasforma in futuro. È questo il senso del nostro impegno: mantenere viva la memoria, ma con uno sguardo proiettato avanti, verso nuove generazioni che possano riconoscersi in questo straordinario patrimonio”.

A fatto seguito l’intervento dell’assessore alla Cultura Raffaele Bertola che ha aggiunto una riflessione sul ruolo dei Castelli nel tessuto locale di Lagnasco: “I nostri Castelli si trovano forse un po’ ‘alla ‘periferia’ e siamo un come ‘fratelli minori’ rispetto ad altri beni storici, ma hanno un’anima centrale. Rappresentano il cuore pulsante della nostra identità, un luogo che può unire la nostra comunità e attirare energie nuove. La cultura, anche quando nasce ai margini, può diventare il motore di un rinnovamento che coinvolge tutti”.

A chiudere gli interventi è stato il vicesindaco Danilo Peirone ha espresso soddisfazione per l’accordo siglato: “Questa convenzione rappresenta un passo importante verso la valorizzazione del nostro patrimonio. È la dimostrazione che, quando istituzioni, università e cittadini lavorano insieme, si possono costruire progetti di lungo respiro che lasciano il segno”.

Presenti all’incontro anche i sindaci di Savigliano, Antonello Portera, e Giovanni Donetto di Casalgrasso, Enrico Falda, assessore del Comune di Saluzzo, Massimo Nappo della Soprintendenza dei Beni Culturali e l’architetto del Comune di Lagnasco Gianluca Eandi.

Anna Maria Parola

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