Ciao mi chiamo Victor, ho 9 anni e frequento la Grade Three (terza elementare) nella scuola di Mumui, un piccolo villaggio della regione del Meru in Kenya. Vivo qui con la mia famiglia, mamma, papà, un fratellino di nome Nicholas e Victoria, la mia sorellina più piccola. Mio padre è un agricoltore mentre mia mamma lavora in casa, prepara i pasti e sui preoccupa di mungere le nostre tre caprette.
Mio papà coltiva il mais nel prato vicino alla nostra abitazione, il cibo principale che utilizziamo per l’alimentazione della nostra famiglia. Lavora molto sodo, zappa bene il terreno, concimandolo con il letame che producono le nostre caprette, sperando poi che piova altrimenti non ci sarà il raccolto. Per noi la pioggia è fondamentale per la buona riuscita delle colture in quanto viviamo in un territorio molto secco, coperto dalla savana al margine della zona desertica; qui l’acqua è particolarmente pregiata e noi ragazzi veniamo educati fin da piccoli a non sprecarne neanche una goccia.

Nel mio villaggio abbiamo due pozzi, il primo fu costruito dal rimpianto padre John dell’associazione Kairune ODV e ristrutturato quest’anno grazie all’offerta di una famiglia di Cuneo e l’altro più recente, l’ha donato il governo del Kenya. Pertanto ringraziando il Cielo, disponiamo dell’acqua necessaria per il fabbisogno degli abitanti e per dissetare gli animali. Dall’anno scorso, l’associazione Kairune ODV ha installato una tubazione per portare l’acqua nella nostra scuola in modo da poterci dissetare e lavare i piatti sporchi del pranzo direttamente dall’unico rubinetto situato nel cortile della scuola, vicino alla cucina.
La vita dalle mie parti è particolarmente difficile ed ogni lavoro viene effettuato esclusivamente a mano, non disponiamo di trattori o altri mezzi meccanici che aiutino i contadini nei lavori dei campi; inoltre questi terreni sono molto accidentati, con grosse pietre ovunque, recintati con siepi di piante spinose ed acacie per proteggere il mais dagli animali. Le coltivazioni, i trasporti le costruzioni ed ogni altra attività necessaria per la sopravvivenza necessita esclusivamente della buona volontà e delle mani laboriose delle persone del villaggio. Già dalla scuola veniamo abituati a lavorare per procuraci il cibo.
La mattina stiamo in classe per assistere alle lezioni mentre nel pomeriggio, noi più alti dobbiamo provvedere alla coltivazione del grande orto che è situato a fianco della scuola. Qui facciamo crescere tutta la verdura necessaria per la mensa della scuola e devo dire che è un terreno molto fertile e se c’è acqua, gli ortaggi crescono molto bene. Dall’anno scorso, grazie all’associazione Kairune ODV, disponiamo di una tubazione dell’acqua anche nell’orto che ci permette di irrigare le nostre piantine, evitandoci il pesante lavoro del trasporto dal pozzo. Il nostro orto è veramente bello, ben coltivato e la verdura è particolarmente rigogliosa da quando disponiamo dell’acqua sufficiente per l’irrigazione.

Anche la mia scuola sta diventando molto bella, adesso disponiamo di aule fatte in muratura mentre prima le costruzioni erano ricoperte di tavole in legno, il pavimento in terra battuta ed il tetto rivestito di lamiere arrugginite. Dall’anno scorso anche l’arredo delle classi è cambiato, con banchi e cattedra nuovi. Presto avremo anche un’aula computer e non vedo l’ora di incominciare ad utilizzarli. Mi è stato detto che tutto questo ci è stato donato in memoria di un ragazzo italiano di nome Emanuele che purtroppo non è più tra noi ma è salito in paradiso. Penso che tutte le volte che useremo il computer salirà a lui la nostra preghiera di ringraziamento!
A scuola sono molto bravo, mi piace studiare, imparare tante cose nuove, sapere leggere e scrivere, la matematica e tutto quanto riguarda le notizie del mio paese e del mondo intero. Da grande mi piacerebbe diventare medico per poter aiutare le tantissime persone del mio villaggio che, essendo molto povere, non si possono permettere le cure e le medicine.

Quest’anno per Natale, ho ricevuto una bellissimo regalo da Gesù Bambino, un paio di scarpe nuove donate dall’associazione Kairune ODV a tutti noi 330 bambini della scuola di Mumui. E’ la prima volta che ho un paio di scarpe tutte mie e nuove. Di solito i miei genitori riciclano vestiti e scarpe usate da chissà quanti altri bambini prima di me. Invece quest’anno io ed i miei compagni, il 5 gennaio potremo iniziare un nuovo anno scolastico con ai piede delle splendide scarpe di cuoio nere. La mamma mi ha già fatto le dovute raccomandazioni, dicendomi di non dare calci alle pietre ed ai ramoscelli spinosi delle acacie che ci sono sulla strada, neanche di utilizzarle per giocare a calcio con il solito pallone sgonfio. Insomma mi ha detto di fare attenzione ad utilizzarle bene per poi passarle al mio fratellino ed alla sorellina.

Noi bambini siamo molto felici di questo dono ed in occasione del Santo Natale abbiamo pregato Gesù Bambino che doni tanta gioia, pace e felicità a tutti i nostri benefattori italiani.
















