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Eventi | 18 gennaio 2026, 09:30

A Dronero torna il Carnevale: la presentazione all’Open Baladin di Cuneo

Appuntamento domenica 1° febbraio con il ritorno della festosa sfilata. Per noi il racconto e le parole del vicesindaco Mauro Arnaudo, ripercorrendo il significato del Carnevale dronerese

A Dronero torna il Carnevale: la presentazione all’Open Baladin di Cuneo

Che grande orgoglio - ci dice emozionato il vicesindaco Mauro Arnaudo -. Il ritrovo nella capitale della Granda e luogo naturale di incontro per le tante comunità che, con passione e creatività, tengono viva la tradizione del Carnevale in tutta la nostra provincia.


 

Presso l’Open Baladin di Cuneo, venerdì 16 gennaio, è stato ufficialmente dato il via alla presentazione ed agli ultimi preparativi anche del Carnevale dronerese, tra storia, tradizione e tanta voglia di comunità. Una conferenza stampa organizzata dall’ATL dei principali Carnevali cunnesi nel corso della quale, insieme al vicesindaco Arnaudo, ha partecipato anche Stefano Barbero (in veste ufficiale di Dragun). Quest'anno sarà ancora lui a ricoprire questo importante ruolo, mentre Dragunetta sarà la giovanissima Martina Boglione che sostituisce dopo diversi anni Silvia Demaria a cui è andato il ringraziamento per aver interpretato al meglio questo ruolo per diversi anni.


 

Appuntamento a Dronero domenica 1° febbraio, con alle ore 11:30 la consueta ed ufficiale investitura presso il Comune. Percorrendo la città, alle ore 14:30, tornerà in città la festosa sfilata dei carretti e dei gruppi mascherati, tra musica, coriandoli e divertimento per grandi e piccini.


Il vicesindaco Mauro Arnaudo ci racconta, ma soprattutto ci tiene a ripercorrere il significato del Carnevale di Dronero, rivolgere importanti ringraziamenti e lasciare un messaggio per tutti:


 

Non abbiamo presentato solo una festa, ma un patrimonio collettivo fatto di storie, maschere, musiche e gesti che, da valle a valle, da paese a paese, continuano a raccontare chi siamo. In questo grande mosaico di tradizioni, il Carnevale di Dronero è uno dei tasselli più antichi e riconoscibili, e sono orgoglioso di poterne condividere con voi il significato e il percorso. C’è una leggenda che apre questo racconto. Si narra che, nel Medioevo, un comandante bizantino (il Draconarius) si fermò a Dronero e qui trovò l’amore, sposando Etta, che il popolo ribattezzò Dragunetta. Per festeggiare quelle nozze nacque una grande baldoria, una festa che coinvolse tutta la comunità. Da allora, ogni anno, Dragun e Dragunetta tornano a camminare tra le nostre vie, non come maschere qualsiasi, ma come simboli di una città che ha scelto la gioia come linguaggio comune.


 

Ed è stato bello ricordarlo proprio qui a Cuneo, perché una delle prime testimonianze scritte del nostro Carnevale arriva da un giornale cuneeseLa Fratellanza, che già nel 1850 parlava del 'Gran Carnovale di Dronero' come di una festa capace di unire ricchi e poveri, nobili e popolani, in una rara armonia civile.

Le nozioni storiche che oggi possiamo raccontare con orgoglio sul nostro Carnevale le dobbiamo anche al lavoro appassionato di Sergio Declementi, giornalista e profondo conoscitore della storia di Dronero. Lo ringrazio sinceramente: non solo per la sua professionalità, ma per l’amore con cui da anni custodisce e restituisce memoria alla nostra amata città.

Il Carnevale, a Dronero, non è mai stato evasione. È sempre stato inclusione.

E questo spirito è arrivato fino a noi. Oggi, nel 2026, quando parliamo del Carnevale di Dronero, non parliamo solo di carri, musica, coriandoli e maschere. Parliamo di un evento che ha scelto di avere un’anima. 


 

Negli ultimi anni le nostre maschere di rappresentanza (Dragun e Dragunetta in testa) non si fermano più solo nelle piazze. Entrano nelle scuole, per insegnare ai bambini che la tradizione è qualcosa di vivo. Ma soprattutto entrano nelle case di riposo, negli spazi della fragilità, dove il tempo sembra rallentare e a volte diventare silenzioso. Lì, una maschera che sorride non è folklore. È medicina. È carezza. È memoria che si riaccende. Quando Dragun e Dragunetta varcano la soglia di una RSA, non portano solo un costume. Portano Dronero. Portano la comunità. Portano il messaggio che nessuno è fuori dalla festa, nemmeno chi è stanco, nemmeno chi è malato, nemmeno chi pensa di essere dimenticato. Ecco perché diciamo che il Carnevale di Dronero oggi ha una funzione sociale profonda. È un ponte tra generazioni: tra chi inizia a vivere e chi ha già tanto vissuto. È un gesto semplice, ma potentissimo: ricordare che la gioia, se condivisa, diventa civiltà.


 

Il Carnevale di Dronero 2026 sarà, come sempre, una festa di popolo: con iniziative, sfilate, musica, tradizione e partecipazione. Ma soprattutto sarà una festa che continua a raccontare una storia: quella di una comunità che non ha mai smesso di credere che stare insieme sia il modo più serio di essere felici. Ringrazio la Pro Loco Dronerese che organizza per conto del Comune il Carnevale Dronerese ma la pro loco non è solo Carnevale. E’ il vero motore della nostra città, una Pro Loco composta da tanti giovani volontari che regalano del loro tempo per i Droneresi e che ogni anno continua a crescere sia in numero ma soprattutto cresce con le lodevoli iniziative che propone alla nostra Dronero. Poi ringrazio già tutte le associazioni di volontariato come la Protezione Civile, i nonni Vigili, gli Alpini, e i tanti volontari, i figuranti, le scuole, le strutture socio-assistenziali e ogni cittadino che rende possibile questo miracolo ogni anno.

Perché sì, il Carnevale di Dronero non è solo qualcosa da vedere. È qualcosa da sentire. Da vivere. Da portare dentro.

Beatrice Condorelli

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