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Eventi | 12 febbraio 2026, 12:44

Alla BIT di Milano i Paesaggi Unesco di Langhe-Roero e Monferrato presentano il nuovo Piano di Gestione con focus su giovani e comunità

Governance condivisa con Ente Turismo LMR e Alexala. In programma una nuova brochure narrativa, un Hackathon per l'imprenditorialità giovanile e il turismo management plan finanziato dal Ministero della Cultura. Bongioanni: "Le Langhe sono il brand più forte del Piemonte"

Alla BIT di Milano i Paesaggi Unesco di Langhe-Roero e Monferrato presentano il nuovo Piano di Gestione con focus su giovani e comunità

Il Sito Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato pubblicherà nel corso del 2026 il nuovo Piano di Gestione: lo strumento strategico che definisce le linee guida per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile del territorio nei prossimi cinque anni, basato su un modello di governance partecipata e collaborativa.
Il Piano nasce dall’analisi approfondita dello stato dell’arte del territorio, con l’obiettivo di promuovere una gestione culturale e turistica che riconosca come fondamento dell’attrattività locale la cultura, le tradizioni e i saperi locali che hanno reso il paesaggio vitivinicolo un Patrimonio dell’Umanità.

Tra le novità del Piano, l’approccio congiunto con le Agenzie turistiche locali – Alexala ed Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – che rafforza la collaborazione tra istituzioni, operatori del settore e comunità locali.

 

In linea con questa visione, il primo frutto concreto della collaborazione è la nuova brochure narrativa dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, presentata in una prima versione cartacea al pubblico della BIT di Milano, alla presenza di Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte. La versione finale del pieghevole verrà presentata in occasione del Vinitaly 2026 il prossimo aprile.

La brochure racconta il territorio attraverso la lente Unesco, mettendo in evidenza l’interazione armoniosa tra comunità e natura, la cultura del vino e il lavoro umano che hanno modellato il paesaggio e il suolo nel corso del tempo e sarà distribuita negli uffici turistici delle province di Alessandria, Asti e Cuneo e sarà consultabile on line sul sito dell’Associazione www.paesaggivitivinicoliunesco.it.

Il Piano di Gestione dei Paesaggi Unesco, operativo da giugno 2026, conferma come le comunità locali, soprattutto i giovani, siano al centro della governance del Sito. Infatti, all’interno di una più ampia progettualità, è previsto per settembre 2026 un Hackathon: una maratona di idee, innovazioni e progettualità condivise in cui i ragazzi delle scuole di secondo grado di Langhe Monferrato Roero collaboreranno con un team di sviluppatori, comunicatori ed esperti di settore per dare vita a start up e a nuovi spunti per l’imprenditorialità giovanile locale.

Questo evento è la prima azione per la realizzazione di un tourism management plan del Sito, finanziato dal Ministero della Cultura, che punterà a redistribuire i flussi turistici all’interno dell’area e a mantenere attive tutte le comunità locali, in risposta a una specifica richiesta espressa dai residenti.

La presentazione delle attività 2026 dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato in BIT si è conclusa con un brindisi con l’Alta Langa DOCG dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, che ha sede in una delle sei componenti del Sito Unesco, il Castello di Grinzane Cavour.

LE DICHIARAZIONI

Paolo Bongioanni, Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte: «Questo progetto è un bell’esempio in cui due enti del turismo si mettono insieme per lavorare su un prodotto. Nei miei sogni c’è quello di strutturare il turismo piemontese non per suddivisioni amministrative ma per prodotti. Oggi il turista non guarda se si trova in questa o quella provincia ma guarda l’offerta. Voi siete arrivati alla sintesi di questo pensiero e lo fate con un cappello straordinario che è quello dell’Unesco. Dietro c’è una storia importante, partita anni fa dai nostri grandi vinificatori che hanno saputo creare prodotti di eccellenza e li hanno saputi far conoscere intuendo per primi che il commercio dell’agroalimentare va sviluppato sul piano internazionale. Sono appena rientrato da Dubai dove abbiamo promosso l’agroalimentare piemontese portando i grandi risi delle pianure biellesi, vercellesi e novaresi accompagnati da prodotti certificati come la Nocciola tonda gentile e la Mela Rossa Cuneo. Abbiamo raccolto l’entusiasmo dei partecipanti, ma a fianco di questo abbiamo ancora registrato la difficoltà a raccontare il territorio, a far capire dove sono Torino e il Piemonte con i loro prodotti. Siamo ancora troppo autoreferenziali, non basta dire “siamo al centro del mondo”. Le Langhe invece hanno già una loro riconoscibilità come territorio Unesco, e sono il più forte fra i brand che il Piemonte può esportare. Dobbiamo avere il coraggio di osare con le nostre eccellenze. Per andare a conquistare un mercato straniero che ancora non mi conosce devo partire dalla locomotiva alla quale agganciamo i vagoni al traino, e voi avete in mano la realtà che oggi ha forse la responsabilità più grande in Piemonte. Dobbiamo lavorare insieme a un percorso che ci consenta fra qualche anno di tagliare il traguardo che altre regioni d’Europa partite prima di noi hanno saputo raggiungere: diventare una regione con un respiro europeo e caratteristiche di internazionalità. Il Piemonte, primo in Italia come prodotti a denominazione d’origine, ha tutti i numeri per farlo».

 

Giovanna Quaglia, presidente dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato: «Quest’anno restituiamo il Piano di Gestione che ci darà le direttrici per lo sviluppo futuro a partire dalle nostre radici che sono la cultura e il lavoro dell’uomo. Il Sito comprende 10.000 ettari di Core zone, dalle vigne ai castelli, passando per gli Infernot del Monferrato. Il Piano di Gestione fotografa il futuro, quali sono le nostre sfide: “comunità” è la nostra parola chiave. L'Associazione nasce come living lab, come spazio di co-creazione tra cittadini, imprese, pubblica amministrazione e università, con l’obiettivo di collaborare per testare, valutare e sviluppare nuove tecnologie e nuovi modi di vivere il territorio, mettendo i giovani al centro di questo percorso. Ringraziamo la Regione per aver creduto nel valore sperimentale di questo modello applicato alla gestione del sito UNESCO dell’associazione e i direttori delle due ATL per consentire la piena ed efficace operatività della nostra visione».

 

Bruno Bertero, direttore site manager dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e direttore generale di Ente Turismo Langhe Monferrato Roero: «Cinque anni fa un momento come questo non sarebbe stato possibile: cultura e turismo non dialogavano in modo così stretto. Oggi, invece, le due ATL e il sito UNESCO, grazie al confronto continuo con il Ministero della Cultura, lavorano fianco a fianco per preservare e promuovere non solo i paesaggi, ma anche l’identità culturale del territorio, attraverso un percorso comune. Infatti, il turista, oggi, ricerca sempre di più la relazione con la comunità, l’identità e la cultura locale. Il settore in settore turistico è in rapida evoluzione e un Piano di Gestione con durata più breve – cinque anni al posto dei dieci del precedente – ci permette non solo di anticipare gli sviluppi futuri, ma anche di rimodulare in tempi stretti il lavoro in funzione dei nuovi trend globali.

Il Ministero della Cultura ha premiato la nostra progettualità con un significativo finanziamento che noi investiremo in attività dedicate alla comunità locale, soprattutto ai giovani, come l’Hackathon del prossimo settembre».

 

Marco Lanza, direttore di Alexala, agenzia turistica locale della provincia di Alessandria: «La collaborazione tra gli enti ci permette di avere un doppio vantaggio: da un lato, partnership forti su progetti condivisi e trasversali su più province; dall’altro, garantisce riconoscibilità del nostro patrimonio Unesco, fatto di valori veri e tangibili, che i nostri turisti ricercano e apprezzano. Questo è il messaggio più forte da trasmettere soprattutto ai visitatori internazionali: un paesaggio frutto della relazione positiva tra uomo e natura. Il mio auspicio è che il modello del piano di Gestione del Sito Unesco venga esteso alle governance locali come buona pratica di efficienze e trasparenza, per facilitare relazioni e sviluppi con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni».

cs

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