Il Carnevale è uno di quei momenti dell’anno in cui ai bambini si accende qualcosa negli occhi: è la possibilità di diventare, anche solo per qualche ora, un personaggio diverso, un eroe, una principessa, un animale, un supereroe o un’invenzione buffa. È gioco, fantasia, colore. È libertà, nel senso più bello: la libertà di ridere, muoversi, stare con gli altri e sentirsi parte di una festa.

Per i bambini il Carnevale è anche un allenamento speciale, anche se non lo chiamano così. È un’occasione per vincere la timidezza, per stare in mezzo al gruppo senza paura di essere giudicati, per provare a socializzare in modo naturale. Quando un bambino si sente accolto, si scioglie: gioca, si apre, si mette in relazione.

Ecco perché il Carnevale si allaccia così bene al judo. Il judo non è solo tecnica o agonismo: è educazione, rispetto, equilibrio. Sul tatami impari a gestire l’energia, a controllarti, a non farti guidare solo dall’impulso. Impari che il compagno non è un nemico: è qualcuno che ti aiuta a migliorare, perché senza di lui non potresti allenarti davvero. E nel judo, come nella vita, non si cresce da soli: si cresce insieme.

Giovedì 12 febbraio, il Kodokan Cuneo Judo ha organizzato la festa di Carnevale. Un momento semplice e genuino, proprio come piace a noi: bambini e ragazzi che si divertono, ridono, giocano, si muovono, si incontrano. Una festa fatta bene, con il clima giusto, quello che al Kodokan si respira sempre: stare insieme in modo sano, con allegria e con rispetto.

Il pomeriggio e la serata sono stati un bel “tempo di gruppo”. Non una parentesi fuori dal judo, bensì un altro modo per viverlo. Perché lo spirito del Kodokan non cambia se ci sono le maschere o il judogi: resta lo stesso, è lo spirito del miglioramento continuo, fatto di piccoli passi, di costanza, di attenzione agli altri. È il messaggio che i ragazzi sentono, anche senza bisogno di mille discorsi: qui ognuno conta, qui nessuno resta indietro, qui si cresce perché si cresce insieme.

La festa di Carnevale è stata la prova concreta di una cosa che ripetiamo spesso e che vediamo accadere ogni settimana: se cresce il gruppo, crescono i singoli ragazzi; e se crescono i singoli ragazzi, cresce il gruppo. Quando un bambino si sente parte di una squadra, porta più entusiasmo agli allenamenti, ascolta di più, prova con più coraggio. Quando un ragazzo migliora, trascina anche gli altri: con l’esempio, con l’energia, con la voglia di fare! È così che si costruisce un ambiente forte: non con la competizione “contro”, ma con la crescita “insieme”.

A Carnevale non esistono differenze: chi è più grande gioca con chi è più piccolo, chi è più sicuro dà una mano a chi è più timido, e la palestra diventa un posto ancora più familiare. Sono momenti che restano, perché creano ricordi. E i ricordi, per un bambino, sono fondamentali: gli fanno dire “qui sto bene”, “qui mi sento me stesso”, “qui posso imparare e divertirmi”.































