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Copertina | 15 febbraio 2026, 00:00

Merlino Pubblicità, da 66 anni il volto della promozione

Intervista doppia a Patrizia e Giorgio Merlino, alla guida dell'azienda di famiglia fondata nel 1960: tra l'impegno in Assoprom e Confartigianato, il segreto di un successo che dura nel tempo

Merlino Pubblicità, da 66 anni il volto della promozione

Ci sono storie che si intrecciano indissolubilmente con il tessuto economico di un territorio. Quella della Merlino Pubblicità è una di queste: un’avventura nata nel 1960 dall’intuizione pionieristica di un padre, Ionne, e portata avanti oggi, con la stessa passione, dai figli Patrizia e Giorgio Merlino.

In 66 anni di attività ininterrotta sotto la stessa proprietà, l’azienda ha saputo trasformarsi: dai primi porta bolli e biro alle più sofisticate tecnologie di stampa digitale, ricamo e incisione laser. Un’evoluzione che non ha mai perso di vista il valore del "taylor made" e il contatto umano. Abbiamo incontrato i due titolari per farci raccontare come si vince la sfida del tempo in un mercato in continua mutazione.


"Essere 'figli d'arte' è una responsabilità verso il futuro"

Patrizia, ci può raccontare come tutto ebbe inizio?

"La nostra azienda nasce dall'idea di mio padre nel 1960. È stato uno dei pionieri nel mondo della gadgettistica: iniziò con i porta bolli, i porta polizze e le biro. Oggi, dopo 66 anni di attività sempre sotto la stessa proprietà, io e mio fratello Giorgio portiamo avanti con orgoglio il suo progetto".


Quanto conta la vostra storia nel lavoro di ogni giorno?

"È cambiato tutto: l'approccio, le metodologie, il modo di fare promozione. All'epoca avevamo solo la serigrafia; oggi internamente abbiamo ricamificio, stampa digitale e laser per offrire un servizio su misura. Avere una storia alle spalle è una memoria storica preziosa, ma è anche un peso positivo: senti la responsabilità di onorare ciò che hai ereditato".

Oggi il cliente è molto diverso rispetto al passato. Come lo gestite?

"Il cliente va coccolato, dal più piccolo al più grande. Oggi usiamo l’Intelligenza Artificiale per mostrare anteprime del prodotto finale, ma restiamo legati al contatto diretto tramite la nostra rete commerciale e i cataloghi cartacei che spediamo in tutta Italia, senza dimenticare la visibilità sui social".


Lei è la prima donna a rappresentare la categoria in Assoprom. Cosa significa questo per il settore?

"È un onore. Essere 'figlia d’arte' mi permette di sapere esattamente di cosa ha bisogno il nostro comparto. A Roma abbiamo ottenuto l'approvazione di un emendamento in Gazzetta Ufficiale dopo cinque mesi di lavoro estenuante: avere una storia permette di parlare con cognizione di causa davanti al legislatore".

"La biro resta il cuore del marketing, ma il servizio fa la differenza"


Giorgio, come si è evoluta la tecnologia nel vostro laboratorio?

"Più che cambiare radicalmente, i macchinari si sono ottimizzati. Le nuove metodologie di stampa oggi garantiscono molta più flessibilità e, in molti casi, una qualità superiore rispetto al passato".

Il gadget oggi non è più 'solo' un logo su una penna. Cosa c'è dietro?

"La biro resta il punto fermo, l'oggetto che ti avvicina al potenziale cliente, proprio come faceva mio padre. Attorno ad essa però oggi costruiamo un mondo: t-shirt, borse, biglietti da visita. Ogni settore ha la sua gamma specifica, ma il punto di partenza è sempre la scrittura".

I clienti sono diventati più esigenti?

"Moltissimo, sia che cerchino l'oggetto 'povero' sia che vogliano un capo d'abbigliamento ricercato. Molti clienti oggi sono molto informati, ed è qui che interviene la nostra professionalità: è più facile consigliarli se sanno già cosa vogliono ottenere dalla loro promozione".


Lei ricopre anche il ruolo di Presidente di Confartigianato zona di Ceva. Qual è il valore dell'associazionismo?

"Fondamentale. Le associazioni aiutano a districarsi nella burocrazia e permettono di fare fronte comune sul mercato. Anche il piccolo artigiano, grazie all'associazione, riesce ad avere un respiro maggiore e a incontrare una domanda più vasta".

Un’ultima battuta sull'Intelligenza Artificiale e sul futuro della Merlino Pubblicità...

"L'IA per noi non è una novità, è già presente nei nostri macchinari e porta benefici, ma va gestita dall'uomo. In conclusione, restiamo un’azienda artigiana e familiare: quando un cliente ci chiama, parla con persone concrete, non con direttori distanti. Offriamo un consiglio, non solo un catalogo. Tutto il nostro lavoro, da 66 anni, si basa sulla fiducia".

Maurizio Losorgio

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