In Piemonte continua a crescere la desertificazione bancaria: l'Osservatorio che raccoglie i dati sul tema certifica che 669mila persone e 47mila imprese non hanno più alcun sportello bancario disponibile nei luoghi di residenza. Un problema che si trascina da anni, colpendo metà del territorio piemontese (54% della superficie totale della regione è priva di sportelli bancari, secondo i dati CISL) e avanzando sempre più rapidamente. E oggi l'Uncem Piemonte rilancia l'allarme.
"Sulla desertificazione bancaria, ancora una volta i dati dei Sindacati, CISL in particolare oggi, ci ripetono che la situazione è giunta a un punto di non ritorno. Non per le chiusure, bensì per la necessità di uno scatto della Politica, delle Istituzioni, che finalmente devono fare una azione compatta e anche dura contro le banche che se ne vanno. Troppo spesso vediamo invece prese di posizione occasionali, troppo leggere, e poi applausi a gruppi che hanno appena chiuso decine e decini di sportelli bancari. Se ne vanno senza che nessuno dia supporto ai Sindaci arrabbiati, giustamente, a nome delle loro comunità", afferma Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte.
Negli ultimi 12 mesi ben 15 comuni piemontesi sono stati abbandonati, mentre dal 2015 ad oggi il 19% dei comuni è rimasto privi di sportelli sul territorio, portando a due terzi i comuni piemontesi svantaggiati, contro quelli che rimangono con un solo sportello (18% sul totale).
"La chiusura di sportelli e uffici bancari nei territori indebolisce il sistema economico. Uncem da sempre ha detto alle banche che il loro andare via è drammatico per i paesi e per il Paese. Fa male all'economia locale. Fa male a tutti. Non è certo solo un problema di accesso al contante o di tesorerie comunali. È una emergenza connessa anche alla vita democratica e ai diritti di cittadinanza. Chi va via sceglie di abbandonare porzioni enormi di territorio e intere comunità. Chi va via dimostra di essere più interessato agli utili che alla vita delle persone, alla giustizia sociale, alla dignità dei territori. Parlamento, Governo, Regioni agiscano contro le banche che chiudono", conclude Colombero.














