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Attualità | 26 febbraio 2026, 10:34

“Cuneo incontra Washington”: il pianista Nikita Fitenko inaugura la stagione artistica 2026 del Ghedini

Appuntamento a ingresso libero martedì 10 marzo in Sala San Giovanni

Martedì 10 marzo si inaugura la Stagione Artistica 2026 del Conservatorio Ghedini di Cuneo: alle 20.45, nella Sala San Giovanni (via Roma 4), il pianista di fama internazionale Nikita Fitenko si esibisce in un recital intitolato “Cuneo incontra Washington”

L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Cuneo e coincide con la riapertura della sala dopo gli interventi di miglioramento acustico effettuati da parte dell’amministrazione comunale. La partecipazione è libera, ma è consigliato prenotare il posto a sedere dal sito www.conservatoriocuneo.it, a partire da martedì 3 marzo.

Il programma della serata propone un percorso nella musica europea per pianoforte tra il Romanticismo più intimo del Ottocento fino alle tensioni del Novecento. Vengono messi in dialogo il lirismo di Fryderyk Chopin, il colore narrativo di Pëtr Il’ič Čajkovskij e le spinte moderniste di Dmitrij Šostakovič e Sergej Prokof’ev. L’esibizione musicale, che attraversa registri molto diversi tra loro, è preceduta da una guida all’ascolto dei brani proposti a cura della professoressa Chiara Sintoni, docente di Storia della musica al Ghedini. Il concerto si inserisce all’interno della masterclass di pianoforte del M° Nikita Fitenko, organizzata dal prof. Francesco Cipolletta.

«Prende avvio la stagione artistica 2026 del Conservatorio di Cuneo: abbiamo costruito – dice il direttore del Ghedini Deborah Luciani – un programma ricco e vario, con l’idea semplice di portarci dentro la musica, farci incontrare e lasciare che ogni concerto ci regali qualcosa: un’emozione, una scoperta, un momento di bellezza. Attraverseremo epoche e stili differenti, proprio per offrire un’esperienza aperta a tutti: a chi segue la musica da sempre e a chi magari entra in sala per la prima volta. L’augurio è che ogni appuntamento sia un invito a sentirsi parte di qualcosa, anche solo per una sera. Questa stagione mette insieme tante energie: la qualità e la passione dei nostri docenti, la presenza di artisti ospiti che arricchiscono il percorso e il talento dei nostri studenti, che crescono concerto dopo concerto e rappresentano una parte importante della vita del Conservatorio. In un periodo in cui tutto sembra correre, prendersi del tempo per ascoltare davvero è quasi un piccolo atto di cura: la musica, quando nasce da studio e dedizione, riesce a farci mettere in pausa il rumore di fondo e a farci respirare con un ritmo diverso».

Ad aprire il concerto sono i primi sei brani tratti da Le Stagioni op. 37 di Pëtr Il’ič Čajkovskij: una raccolta di dodici pezzi caratteristici, uno per ogni mese dell’anno, composti nel 1876. Non si tratta di musica descrittiva in senso stretto, ma di quadri poetici, miniature eleganti e cantabili che rivelano il volto più lirico e raccolto del compositore: gennaio evoca l’intimità domestica accanto al fuoco, febbraio il clima festoso del carnevale, marzo il canto dell’allodola, aprile e maggio le fioriture primaverili, giugno la dolcezza delle notti bianche.

Seguono i brani di Fryderyk Chopin, che rappresentano il cuore romantico del programma. I quattro Valzer presentano diverse sfumature del suo stile: non sono semplici danze da salotto, ma pagine raffinate, sospese tra brillantezza, malinconia e slancio virtuosistico. La celebre Fantasia-Improvviso op. 66 unisce impeto e lirismo in un contrasto continuo tra agitazione e canto centrale, mentre lo Studio op. 25 n. 12, detto “Oceanico”, trasforma l’esercizio tecnico in una travolgente ondata sonora, dove arpeggi ampi e continui costruiscono un’impressione di forza inarrestabile.

Nella parte conclusiva del concerto si dà spazio al linguaggio si fa più spigoloso e teatrale espresso dal Novecento russo. Le Tre Danze fantastiche op. 5 di Dmitrij Šostakovič, scritte in giovanissima età, alternano ironia, sarcasmo e slanci grotteschi, rivelando già quella tensione tra leggerezza apparente e inquietudine che diventerà cifra distintiva del compositore. La Sonata n. 6 op. 82 di Sergej Prokof’ev, prima delle cosiddette “Sonate di guerra” e composta tra il 1939 e il 1940, è una pagina potente e drammatica, segnata da ritmi incisivi, armonie taglienti e improvvisi squarci lirici. Qui il pianoforte assume una dimensione quasi orchestrale, alternando masse sonore compatte a improvvisi ripiegamenti interiori.

Nikita Fitenko, russo di nascita, ma da tempo trasferitosi negli Stati Uniti d’America dove è attualmente docente di pianoforte alla Catholic University of America di Washington, si è esibito in recital e con orchestre nell’ex Unione Sovietica, in Europa, Asia, Sud e Nord America. Ha conseguito la laurea presso il Conservatorio Statale di San Pietroburgo e la University of North Texas. La sua discografia include otto CD commerciali di pianoforte solo, duo pianistico con Katerina Zaitseva e opere per concerto disponibili su Spotify, Amazon e iTunes. È direttore artistico dell'American International Piano Competition and Festival e del Washington International Piano Festival; è stato il fondatore del Louisiana and Florida International Piano Competition.

Chiara Sintoni è docente di Storia della Musica al Conservatorio di Cuneo. È autrice di numerose pubblicazioni musicologiche e pedagogico-musicali e partecipa regolarmente a convegni nazionali e internazionali. La sua attività di ricerca è rivolta in particolare alla didattica dell’ascolto e alla pedagogia musicale. Nel 2016 ha ottenuto una borsa di studio presso lo Staatliches Institut für Musikforschung di Berlino per un progetto sul pianoforte storico. Svolge anche attività concertistica come pianista in formazioni cameristiche. Nel 2023 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale in Musicologia e Storia della Musica.

cs

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