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Attualità | 28 febbraio 2026, 09:02

«Per una pace disarmata e disarmante»: il 4 marzo la Chiesa in Italia unita nella preghiera

Da Bra a Torino per la Messa alle ore 18 nel Santuario della Consolata presieduta dal cardinale Roberto Repole

Foto di Mihai Bursuc

Foto di Mihai Bursuc

In comunione con l’appello di papa Leone XIV, anche quest’anno il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) invita le Chiese del continente a unirsi in una comune celebrazione eucaristica per pregare per le vittime della guerra e invocare dal Signore il dono di una pace “disarmata e disarmante” in Ucraina, in Terra Santa e in tutte le regioni del mondo segnate dalla violenza.

Per l’Italia, la data scelta è mercoledì 4 marzo. In quel giorno le comunità parrocchiali e le realtà ecclesiali sono chiamate a raccogliersi attorno all’altare, in comunione con le Chiese d’Europa, per affidare a Dio il grido dell’umanità ferita e il desiderio profondo di riconciliazione e fraternità.

L’iniziativa si inserisce in una vera e propria “catena eucaristica” che attraversa il continente, segno concreto di una Chiesa che non resta indifferente davanti ai conflitti, ma si fa voce di chi soffre e invoca il dono della pace. Come ricorda il sussidio predisposto per l’occasione, Cristo risorto continua a dire ai suoi discepoli: «Pace a voi» (Gv 20,19). Una pace che non nasce dalla forza che si impone, ma dall’amore che si dona fino alla fine.

Nel testo per la meditazione, tratto dal Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace di papa Leone XIV, si sottolinea che la pace del Cristo risorto è “disarmata e disarmante”, umile e perseverante, capace di illuminare l’intelligenza e vincere la violenza con la forza mite dell’amore. Accanto a questa prospettiva, viene richiamato anche l’insegnamento di papa Benedetto XVI, che ricorda come la pace non sia soltanto assenza di guerra, ma frutto della giustizia ed effetto della carità.

Per la l’arcidiocesi di Torino, è in programma la Santa Messa alle ore 18 presso il Santuario della Consolata presieduta dal cardinale Roberto Repole, affinché la preghiera diventi fermento di conversione dei cuori e segno concreto di un impegno quotidiano per disarmare pensieri, parole e gesti.

In un tempo segnato da tensioni e conflitti, la Chiesa continua a credere che la pace è dono di Dio e, al tempo stesso, responsabilità affidata alla libertà degli uomini. Il 4 marzo sarà dunque un’occasione preziosa per rinnovare, insieme, questa speranza.

Silvia Gullino

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