Un progetto che unisce artigianalità italiana, culture del mondo e responsabilità nei materiali. Tra le realtà presenti al Forum imprenditoriale Italia–Principato di Monaco di Montecarlo c’era anche Samarcanda Luxury, brand emergente della provincia di Cuneo fondato da Maria Cristina Monte, che ha scelto il Principato come tappa strategica nel proprio percorso di crescita internazionale.
La presenza a Montecarlo nasce infatti da una visione precisa: aprire il progetto a una dimensione sempre più internazionale.
“Per noi è stata una grande opportunità essere qui – spiega Maria Cristina Monte – perché il nostro è un progetto che guarda all’internazionalizzazione. Montecarlo è una realtà molto interessante e, dal punto di vista logistico, per chi arriva dal Piemonte è anche relativamente vicina”.
Un progetto culturale prima ancora che moda. Samarcanda Luxury non è soltanto un marchio di abbigliamento. È un progetto culturale che nasce con l’idea di raccontare l’incontro tra popoli e tradizioni attraverso i tessuti.
“Samarcanda è un progetto che vuole unire culture diverse attraverso materia e forma”, racconta Monte. “I nostri capi nascono dall’idea di mescolare storie e tradizioni tessili provenienti da parti diverse del mondo”.
Il nome stesso richiama la città simbolo degli scambi tra Oriente e Occidente, luogo storico di incontro tra civiltà. Da qui nasce la filosofia del brand: “sconfinare è scombinare”, rompere gli schemi per creare nuove connessioni culturali e creative.
I capi Samarcanda, infatti, nascono dall’intreccio di tessuti diversi che dialogano tra loro, creando un linguaggio universale che supera confini geografici e culturali.
Artigianalità italiana e capi unici. Alla base del progetto c’è una forte valorizzazione dell’arte sartoriale italiana. Tutti i capi e gli accessori del brand sono realizzati in Italia da artigiani specializzati nella sartoria, nella lavorazione del cuoio e nella modisteria.
La lavorazione è completamente artigianale: per realizzare un singolo capospalla possono essere necessarie oltre 40 ore di lavoro e vengono utilizzati tra 2 e 15 metri di tessuto provenienti da diverse parti del mondo.
Ogni capo è pensato come un pezzo unico, irripetibile.
“I nostri capi non sono mai uguali – spiega Monte – perché i tessuti vengono combinati ogni volta in modo diverso. È proprio questa diversità a generare emozione e a rendere ogni creazione unica”.
La scelta della responsabilità. Un altro pilastro del progetto è la scelta dei materiali. Samarcanda Luxury utilizza esclusivamente fibre naturali, evitando completamente materiali sintetici come poliestere o poliammide.
“Non parlo di sostenibilità – sottolinea Monte – ma di responsabilità. È un concetto più ampio e più profondo. Fin dall’inizio abbiamo deciso di utilizzare solo materiali naturali”.
Una scelta etica che comporta anche maggiori difficoltà produttive.
“Lavorare con tessuti naturali è molto più complesso – spiega – ma è una sfida che abbiamo scelto di affrontare perché crediamo in un modo diverso di fare moda”.
In questa filosofia rientra anche la scelta di utilizzare tessuti già esistenti, selezionati tra campionature disponibili, senza produrre nuove stoffe su richiesta. Un modo per contrastare la sovrapproduzione e lo spreco di risorse.
Gli obiettivi per il futuro. Il marchio è nato nel 2024 e si trova ancora nelle prime fasi del suo percorso. L’obiettivo per i prossimi anni è consolidare il progetto mantenendo saldi i valori che lo hanno fatto nascere.
“Per il 2026 il nostro obiettivo è continuare a lavorare con responsabilità ed etica, senza perdere la nostra identità”, spiega Monte.
La partecipazione al forum di Montecarlo rappresenta proprio uno dei primi passi verso questa dimensione internazionale: un contesto ideale per far conoscere un brand che unisce artigianato italiano, ricerca tessile e dialogo tra culture.
Perché, come suggerisce la filosofia di Samarcanda, la vera bellezza nasce dall’incontro tra le differenze.














