Dal 12 al 15 aprile, negli spazi di Vinitaly 2026 (Padiglione 10), il Piemonte del vino si presenta compatto, con una visione sempre più chiara e condivisa. Il Consorzio Piemonte Land of Wine, che riunisce tutti i Consorzi vitivinicoli regionali, torna a Verona con un progetto che punta a rafforzare identità, relazioni e presenza internazionale. Nella sua area esporranno 108 aziende, con quattro Consorzi di Tutela di vini a cui si aggiungono il Consorzio del Vermouth di Torino e il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo.
«Vinitaly rappresenta per noi un momento strategico - sottolinea Francesco Monchiero, produttore vitivinicolo e presidente di Piemonte Land -. Non è soltanto una vetrina - chiarisce -, ma un luogo di incontro dove il Piemonte può raccontarsi come sistema. Oggi più che mai è fondamentale presentarsi uniti, valorizzando le nostre denominazioni ma anche la capacità di fare squadra».
Il padiglione Piemonte si configura come uno spazio dinamico, pensato per accogliere operatori, buyer e stampa internazionale, offrendo un percorso tra territori, vitigni e storie produttive. Dalle Langhe al Monferrato, all’Astigiano, passando per il Roero e le altre aree del vino piemontese come il Tortonese e l’Ovadese, l’Alto Piemonte e l’Alta Langa, l’obiettivo è quello di restituire la complessità e la ricchezza di una regione che continua a essere punto di riferimento per l’enologia mondiale.
A guidare l’organizzazione e la regia operativa è la direttrice del Consorzio, Anna Errico, che evidenzia il lavoro svolto sul fronte della comunicazione: «Abbiamo costruito un programma che integra momenti di degustazione, incontri B2B e attività di storytelling. Il nostro intento è quello di offrire un’esperienza completa, capace di coinvolgere sia il professionista sia l’appassionato. Il Piemonte ha molto da raccontare e Vinitaly è il palcoscenico ideale per farlo».
Un ruolo centrale sarà affidato anche alla proposta gastronomica, elemento sempre più strategico nella promozione del vino. A gestire il ristorante dell’area Piemonte sarà Davide Palluda, una delle figure di riferimento della cucina regionale piemontese e chef del ristorante stellato “All’Enoteca” che si trova nel palazzo storico dove ha sede l’Enoteca Regionale del Roero, nel centro di Canale (Cuneo).
Spiega: «Il vino piemontese trova nella cucina il suo naturale completamento. E noi porteremo a Verona i prodotti piemontesi che non sempre sono messi in luce, quelli che il pubblico non si aspetta o che non trova spesso nelle proposte della ristorazione, ma che restano fortemente nel solco della tradizione del Piemonte. L’idea è quella di creare un dialogo continuo tra calice e piatto, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e originale».
Per il Consorzio Piemonte Land of Wine, la partecipazione a Vinitaly si inserisce in una strategia più ampia, che guarda ai mercati internazionali con rinnovata attenzione. «Dobbiamo continuare a investire sulla qualità e sulla promozione - conclude Monchiero - Il Piemonte - aggiunge - ha tutte le carte in regola per crescere ancora, ma serve una visione condivisa e la capacità di adattarsi a un contesto globale in continua evoluzione».
Verona, ancora una volta, sarà il punto di partenza. Un crocevia di incontri, opportunità e prospettive, dove il Piemonte del vino si presenta non solo per confermare il proprio ruolo, ma per rilanciarlo con forza.















