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Attualità | 15 aprile 2026, 06:11

Ad Alba il dormitorio straordinario chiude senza criticità: ora la sfida è costruire un’accoglienza diffusa

Conclusa l’esperienza di via Ognissanti dopo quattro mesi e una breve proroga legata al freddo: bilancio positivo dell’assessora Croce e centralità del lavoro dei volontari, mentre la Caritas introduce regole più strutturate e avvia un percorso sul territorio per costruire risposte condivise e sostenibili

Ad Alba il dormitorio straordinario chiude senza criticità: ora la sfida è costruire un’accoglienza diffusa

Si è chiuso il 12 aprile senza importanti criticità l’esperienza del dormitorio straordinario di via Ognissanti ad Alba, rimasto aperto anche oltre la scadenza iniziale per far fronte alle notti ancora rigide di inizio aprile. Un prolungamento breve, ma significativo, che ha accompagnato l’uscita dall’emergenza freddo senza interruzioni improvvise.

Il servizio, attivato nel mese di novembre come supporto alla rete ordinaria dell’accoglienza, conclude così il suo percorso stagionale lasciando in eredità un doppio livello di lettura: da un lato la gestione concreta dell'emergenza di questi mesi, dall’altro una riflessione che resta aperta sul futuro.

L’assessora alle Politiche sociali Donatella Croce restituisce un bilancio lineare, ma non formale: “Sono passati nel dormitorio temporaneo circa una trentina di ospiti in quattro mesi. Alcuni di loro nel frattempo hanno trovato una sistemazione, mentre altri sono stati accolti in via Pola. È stata una buona esperienza, una risposta concreta ad un problema che stiamo comunque affrontando in modo sistemico”. Poi il passaggio che più tiene a sottolineare: “I volontari dei vari gruppi di protezione civile, delle associazioni e delle parrocchie sono stati davvero splendidi. Come sempre hanno dimostrato che la nostra città ha un cuore pulsante di generosità”. Un riconoscimento che si allarga a tutta la rete che ha sostenuto il servizio, ma soprattutto a chi, ogni sera, ha garantito presenza, attenzione e continuità.

Proprio la rete è stata uno degli elementi più solidi dell’esperienza: Caritas, Croce Rossa, Consorzio socio-assistenziale e Comune hanno lavorato insieme dentro un modello ormai collaudato, capace di reggere nei mesi più difficili grazie a una collaborazione concreta e quotidiana.

Per don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas di Alba, la chiusura del dormitorio non coincide però con una semplice conclusione. In questi mesi, spiega, si è lavorato anche per rendere più chiaro e sostenibile il percorso di accoglienza. “Abbiamo redatto un nuovo patto di alleanza e un regolamento, che vengono sottoscritti all’ingresso”, osserva. Uno strumento che definisce comportamenti, limiti e condizioni della permanenza, introducendo anche un riferimento temporale preciso, con periodi di accoglienza regolati.

L’obiettivo è dare maggiore struttura a un ambito che resta per sua natura complesso, cercando un equilibrio tra apertura e sostenibilità. Un passaggio che non elimina le difficoltà, ma prova a gestirle con criteri condivisi.

Da qui si apre anche il lavoro delle prossime settimane. “Il nostro desiderio è sensibilizzare su un’accoglienza di prossimità”, spiega Degiorgis. L’idea è quella di non concentrare tutto in un unico punto, ma di costruire risposte diffuse, coinvolgendo comunità, territori e realtà locali. È in questa direzione che si inseriscono gli incontri avviati insieme a fra Mauro Battaglino nelle vicarie, pensati per allargare il confronto e provare a individuare soluzioni concrete, anche a partire dalle risorse già presenti nei diversi contesti. “Vogliamo dare un’immagine di collaborazione e dire: ognuno di noi provi a riflettere, vediamo cosa possiamo fare”.

Il tono resta prudente, ma orientato al dialogo. La necessità, sottolineata più volte, è quella di mantenere un percorso il più possibile condiviso, evitando contrapposizioni e lavorando su una linea comune tra istituzioni, terzo settore e comunità.

Daniele Vaira

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