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Attualità | 24 aprile 2026, 15:28

Ancora sullo stop di via Chiri a Cuneo: 35 residenti scrivono per dire che lo apprezzano

Una replica alle due lettere già pubblicate, dove invece si contestano le modifiche alla viabilità in quell'area

Ancora sullo stop di via Chiri a Cuneo: 35 residenti scrivono per dire che lo apprezzano

Pubblichiamo l'ultima lettera sullo stop di via Chiri, a Madonna dell'Olmo. 

Lo facciamo perché sono 35 i firmatari ed è giusto dare voce ad un numero così alto di cittadini. Ma sarà, appunto, l'ultima. 

***

Gentile direttore, 

scrivo in risposta alle due lettere pubblicate in questi giorni sulla questione dello stop di via Chiri, a Madonna dell’Olmo. 

Trovo piuttosto sorprendente che quello stop sia riuscito a sollevare un simile polverone, come se non avessimo di meglio di cui occuparci, e mi spiace anche un po’ aggiungere parole ad una polemica già così inutile e poco comprensibile.

Ma lo faccio ugualmente, perché mi infastidisce moltissimo che, come sempre, a fare rumore siano in pochi, pochissimi direi, alzando la voce e prendendo posizioni che poi rischiano di passare per maggioritarie, mentre invece la maggioranza, silenziosa, la pensa ben diversamente. 

Dopo l’asfaltatura della via e la sua risistemazione abbiamo potuto godere di un significativo miglioramento nella qualità della vita, per citare solo un dei numerosi motivi, eliminando un’enorme quantità di polvere che aveva reso invivibili giardini e cortili. 

Ma anche i non residenti hanno dimostrato apprezzamento, e continuano a farlo, per una via che può finalmente tornare ad essere quella delle passeggiate, a piedi, in bici, con i cani. 

Purtroppo, però, il buon senso non sembra essere peculiarità di tutti gli esseri umani e quindi qualcuno, che già guidava a velocità sostenuta su una via dissestata e piena di buche, trovato l’asfalto non ha fatto altro che aumentare ulteriormente la velocità, rendendo davvero pericoloso il passaggio di pedoni e ciclisti. 

Soprattutto in considerazione del fatto che ci passano molto di frequente bambini e famiglie. Di qui l’esigenza di uno stop. E di uno stop esattamente lì e non altrove perché il vero pericolo è dato da chi arriva lanciato dal fondo della via, giungendo lì dove ora è stato collocato lo stop a velocità folli per una strada del genere e con un’utenza del genere. 

Davvero ci sono stati episodi gravissimi in passato, ben prima che venisse introdotto lo stop, e se non siamo qui a piangere qualche incidente mortale è stata solo fortuna, o la mano di qualcuno dall’altro, non importa come la si voglia pensare. 

Quindi ci lascia basiti che ora si stia a disquisire sul rischio di frontali in un incrocio a 90 gradi, dove le auto devono necessariamente rallentare a meno che siano piloti professionisti di rally, quando con lo stop stiamo invece cercando di salvare pedoni e ciclisti. 

Troviamo vergognoso il polverone alzato da qualcuno, il cui numero si conta sulle dita di una sola mano, che in questi ultimi mesi non ha fatto altro che protestare per esigenze private e personali, senza preoccuparsi di cosa pensassero tutti gli altri. 

E così alza la voce, interpella tecnici (davvero? Quale tecnico ci chiediamo possa esser più competente della Polizia Municipale in fatto di viabilità cittadina), fa foto e dipinge scenari senza minimamente preoccuparsi dell’opinione della maggioranza o magari di interpellare chi davanti, di fianco, a 3 metri da quello stop vive. E ce l’ha sotto gli occhi 24 ore su 24. 

Forse è qualcuno che immagina di essere unico proprietario ed unico ad avere diritto di decidere cosa va bene e cosa no. 

Così, prima non andava bene la chiusura della strada, ora non va bene lo stop. Aspettiamo di capire cos’altro non andrà bene in futuro. 

Un gruppo di residenti (seguono 35 firme)

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