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Eventi | 16 maggio 2026, 10:55

Cuneo, successo per la 3ª edizione di "Voices. Dialoghi di architettura alpina" [FOTO]

L'evento, promosso dall’associazione Art.ur, si è svolto nell’ambito del Cuneo Montagna Festival

Si è conclusa la terza edizione di "Voices. Dialoghi di architettura alpina", il ciclo di incontri promosso dall’associazione Art.ur in collaborazione con gli architetti Dario Castellino e Alice Lusso, svoltosi il 14 e 15 maggio presso lo Spazio Incontri di Fondazione CRC, nell’ambito del Cuneo Montagna Festival.

Per la prima volta aperto non solo agli addetti ai lavori, ma anche alla cittadinanza, l'evento ha confermato la volontà di ampliare il confronto sui temi dell’architettura, dell’abitare e della trasformazione dei territori alpini, coinvolgendo amministratori, progettisti, studiosi e comunità locali in un dialogo condiviso.

Curata e moderata dalle giornaliste Maria Chiara Voci e Carlotta Rocci, l’edizione 2026 ha scelto come filo conduttore il tema del “limite”, reinterpretato non come barriera ma come soglia, come spazio di relazione, incontro e possibilità. Un concetto che ha attraversato le tre conferenze in programma, offrendo spunti e riflessioni sul futuro delle città medie, delle aree interne e dei territori montani.

Nel corso delle due giornate sono emerse esperienze e progettualità provenienti da diverse aree italiane ed europee, accomunate dalla ricerca di nuovi modelli di sviluppo capaci di superare i tradizionali dualismi tra centro e periferia, città e montagna, innovazione e tradizione.

Il primo appuntamento, giovedì 14 maggio, ha posto l’attenzione sul ruolo strategico delle medie città come cerniere fondamentali tra metropoli e aree interne, come snodi territoriali in grado di costruire un nuovo equilibrio urbano a misura d’uomo, attraverso politiche di pianificazione e rigenerazione capaci di rafforzare la coesione sociale e territoriale. Tra gli interventi principali quelli di Serena Girani di Arup, l’architetto Paolo Vimercati e Giovanni Gardelli, dirigente generale della Provincia Autonoma di Trento, che hanno approfondito il ruolo delle città satellite nei territori di confine. 

Ampio spazio è stato poi dedicato al confronto tra amministratori tra cui Cristina Balbi - assessore all'urbanistica della Città di Vicenza, che ha varato un efficacissimo masterplan di territorio - progettisti e operatori territoriali nella tavola rotonda “Medie città come cerniere: tra metropoli e territori interni.”

La seconda giornata sul tema del confine come spazio generativo, si è aperta con il magistrale intervento dell’antropologo Annibale Salsa dedicato al tema del confine come chiave interpretativa delle società contemporanee, seguito da Fabio Millevoi, direttore di ANCE FVG, sui confini culturali e gli atteggiamenti contemporanei. Il dialogo si è poi ampliato con Raffaele Viaggi, responsabile studi e progetti Mission Opérationnelle Transfrontalièr, e Alice Buoli docente di urbanistica DAStU Politecnico di Milano. La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda per riflettere attorno a esperienze concrete di cooperazione e progettazione nei territori di confine. Al confronto ha preso parte anche Gianni Martinetti, rappresentante della rete ZERO150 - sponsor della manifestazione - che unisce alcune importanti imprese cuneesi per promuovere un'edilizia etica e sostenibile "a chilometro zero", valorizzando la filiera e i materiali del territorio entro un raggio di 150 km.

Il terzo e ultimo incontro ha infine rivolto lo sguardo alla montagna contemporanea come laboratorio di innovazione, presentando esperienze dedicate a nuove forme dell’abitare, del lavoro e dei servizi di prossimità. Gianluca Cepollaro, vicedirettore della Trentino School of Management, e Roberto Colombero, presidente UNCEM Piemonte, hanno proposto una riflessione sul protagonismo dei territori montani e sui processi di rigenerazione legati alle “alte vivibilità”. A seguire, il dialogo tra la regista Francesca Molteni, autrice del progetto “Il tempo della Montagna. Architettura Alpina in 10 storie”, ed Elisa Podda, delegata AAA dell’Ordine degli Architetti di Cuneo, ha approfondito il rapporto tra racconto, architettura e identità alpina. 

La terza sessione ha invece portato esempi concreti di innovazione territoriale, nuove economie e progettualità legate alle aree montane grazie agli interventi di Sergio Olivero dell’Energy Center del Politecnico di Torino, Ezio Gaude, fondatore di Ultraspazio, e Adriano Oggiano, esperto in cultura architettonica.

A chiudere il programma, un confronto con le testimonianze di chi ha scelto la montagna come luogo di vita e lavoro, restituendo l’immagine di territori montani sempre più dinamici, capaci di attrarre competenze, generare comunità e sperimentare nuovi modelli di vita.

"Eventi come VOICES rappresentano una leva fondamentale per il nostro marketing territoriale", dichiara l’assessora alla Metro Montagna Sara Tomatis. «Non si tratta solo di approfondimento tecnico, ma di creare una vetrina capace di attrarre l'attenzione su modelli di sviluppo sostenibili e innovativi. La vera forza risiede nelle sinergie che si innescano: mettendo a confronto amministratori, professionisti e cittadini, trasformiamo il dialogo in azione concreta. Condividere buone pratiche tra città e montagna ci permette di promuovere il nostro territorio non come un insieme di aree isolate, ma come un ecosistema integrato e competitivo, pronto a rispondere alle sfide dell'abitare contemporaneo.»

"Oggi, in un tempo segnato dallo spaesamento di fronte alla velocità dei cambiamenti che stiamo vivendo, il tema del confine va interpretato nella sua dimensione contemporanea: non più come elemento di separazione, ma come soglia permeabile di confronto, relazione e scambio tra territori e persone", sottolineano Maria Chiara Voci e Carlotta Rocci, curatrici dell’edizione 2026 di VOICES. "In questa prospettiva, eventi come quello che abbiamo vissuto in questi due giorni rappresentano occasioni preziose di crescita e formazione, anche per i professionisti tecnici che, spesso immersi nell’operatività quotidiana, faticano a trovare tempo e spazio per il pensiero generativo e il confronto interdisciplinare. Allo stesso tempo, questa iniziativa ha rappresentato anche un’importante occasione di valorizzazione del territorio cuneese, che si è fatto luogo di incontro e connessione tra esperienze, approcci e visioni differenti".


 

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