Si celebrano oggi pomeriggio, giovedì 21 maggio, alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli a Limone Piemonte, i funerali di Mariano Tosello, scomparso all'età di 60 anni. Con lui se ne va una figura iconica del territorio, un uomo senza paura, amante del brivido e vero e proprio precursore degli sport estremi e della cultura outdoor nelle valli cuneesi.
Nato nel 1965, Mariano aveva iniziato a respirare l'aria delle vette da piccolissimo. A soli 5 o 6 anni, accompagnato dal padre, frequentava già le pareti e i pendii innevati, muovendo i primi passi nello sci alpinismo e nell'arrampicata. Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico all'Itis di Cuneo, Mariano era entrato subito nel mondo del lavoro, impiegandosi per un breve periodo alla Michelin e successivamente presso la CDE di Ronchetto. Ben presto, però, intorno ai vent'anni, la sua viscerale passione per la montagna era diventata anche la sua professione principale, tracciando un solco indelebile nel panorama sportivo locale.
Insieme alla compagna di allora aveva aperto a Vernante il primo storico negozio di attrezzatura sportiva, l'Owl Sport, per poi trasferire l'attività a Limone Piemonte con un nuovo punto vendita di articoli sportivi. Ma Mariano non aveva mai abbandonato la sua formazione tecnica: per anni aveva portato avanti una doppia attività, specializzandosi nell'impiantistica elettrica e nei sistemi antifurto. Il suo negozio non era semplicemente un'attività commerciale, ma un vero e proprio punto di riferimento per intere generazioni di sportivi, come ricordano gli amici più cari: “La passione per lo sport, la montagna, l'arrampicata ci hanno motivato ad intraprendere questa avventura. In pausa pranzo non si pensava a mangiare ma ad arrampicare, a cercare nuove vie, nuovi posti. Il nostro negozio era diventato un punto di ritrovo per amici vecchi e nuovi...”.
Descritto da tutti come un instancabile ricercatore di adrenalina, Tosello è stato un autentico precursore in diverse discipline quando in zona erano ancora quasi sconosciute. Nell'arrampicata, insieme a Ernesto D’Angelo, ha aperto numerose vie al Curnalè e ha dato vita alla palestra di arrampicata di Vernante, diventando celebre per le sue uscite fulminee a metà giornata, sacrificando il pranzo pur di toccare la roccia. È stato inoltre tra i primissimi a introdurre la tecnica del Telemark a Limone Piemonte. Dotato di una "natura selvaggia" e indomita, era noto per la sua capacità di sciare ovunque, persino sulle pietre, o di scendere nei canaloni più impervi in pieno luglio. Già negli anni '90, come documentato dalle cronache giornalistiche dell'epoca, si era cimentato nel bungee jumping, effettuando i primi lanci dai ponti con la corda fissa.
Nel 2005, la sua vita ha subìto una svolta drastica a causa dell'insorgere di una rara neuropatia demielinizzante. La disabilità lo aveva costretto a chiudere il negozio e a rinunciare alle sue amate scalate, ma non era riuscita a spegnere il suo spirito generoso. Finché le forze glielo hanno permesso, Mariano ha continuato a mettere le sue abilità tecniche a disposizione degli altri, riparando minuziosamente e gratuitamente oggetti per gli amici.
Colpito da fatali complicazioni cardiache, la sorella che lo ha assistito senza sosta ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito dando la propria disponibilità. “Nelle ultime due settimane di ricovero in ospedale – racconta Cristina - Mariano è stato letteralmente travolto da un'ondata d'affetto. Gli amici più cari hanno organizzato turni di assistenza h24, alternandosi anche solo per due ore ciascuno, pur di non lasciarlo mai solo nei momenti di forte agitazione ed evitare che venisse contenuto al letto. Una mobilitazione straordinaria che la comunità ha vissuto come il modo spontaneo di restituire a Mariano tutto il bene seminato negli anni”.
Dopo la funzione religiosa, la salma sarà accompagnata al Tempio Crematorio di Magliano Alpi. Per sua espressa volontà e a coronamento del suo legame indissolubile con il territorio, le sue ceneri saranno disperse sulle vette di Limone, le stesse montagne che per anni lo hanno visto muoversi anche come stimato volontario del Soccorso Alpino.
Mariano Tosello lascia la mamma Michelina, la figlia Lara, la sorella Cristina e i parenti tutti, oltre a una comunità che oggi piange un uomo coraggioso, fermato solo dalla malattia ma mai piegato nello spirito. La famiglia ha espressamente richiesto di onorarne la memoria non con fiori, ma con opere di bene.














