Come amano le donne? Le pagine del romanzo “Bugie nascoste” di Alessandra Torre (Mondadori) provano a rispondere. Di solito nei libri del genere rosa la figura femminile è delineata come fragile, insicura, magari non proprio bellissima, timida, ma a dispetto di quanto si possa immaginare, capace di conquistare il cuore del più bello/ricco/sexy/potente di tutti solo sbattendo i suoi occhioni dolci e innocenti.
Layala Fairmont invece è una donna incredibile che per ottenere il suo lieto fine è disposta a combattere con le sue unghie laccate. È forte, determinata, sa quello che vuole e non si fa scrupoli per ottenerlo, è generosa, e sopra ogni cosa ama Brant Sharp. Il suo uomo, il multimiliardario genio del computer, che però ha un segreto.
Un segreto che Layala scopre una notte, durante un viaggio in Belize, e che ovviamente cambierà tutto. Forse anche per questo quando incontra il sorriso sexy e strafottente di Lee, quando sente il suo odore, un mix di terra e sudore, non riesce a resistere e finisce tra le sue braccia, determinata a farlo suo.
Layala ora ama due uomini, questo è indubbio. Il suo percorso non sarà facile, emotivamente e fisicamente, ma lei non si lascerà abbattere mai, sorretta dal suo amore, così forte e capace di ogni cosa.
Quando si deciderà a far crollare il castello di bugie costruito in più di vent’anni, la situazione sarà ancora più difficile, soprattutto perché dovrà fare una scelta e il suo cuore rimarrà inerme davanti a quella più ragionevole.
Passione, segreti, innocenza perduta, dentro a questo libro c’è tutto questo e molto altro ancora. Un detonatore del desiderio in cui fantasia e realtà camminano insieme, in cui c’è vita, piacere, sofferenza, coraggio, senza fermarsi a quel che c’è nei boxer.
La sensualità femminile è troppo spesso sminuita come piacere frivolo se non immorale, invece è un magma variopinto di sentimenti, tutti diversi, come le tante identità che le appartengono.
E diventa una fonte d’ispirazione potentissima, ma anche un modo per esplorare nuove, inedite emozioni senza sensi di colpa, sull’esempio di Layala. Credo che ci vorrebbero più donne come lei nei romanzi. Un’eroina vecchio stile che chiede solo una cosa: di non essere giudicata.
Silvia Gullino














