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Scuole e corsi | 01 giugno 2026, 11:55

Successo per la 2ª edizione di “Visione Chauvet”, 20mila gli studenti coinvolti [Foto]

L'iniziativa ha riguardato in particolare il cuneese, il braidese, l’albese, il saluzzese, il monregalese e il fossanese

Si è conclusa con grande successo e partecipazione la seconda edizione di “Visione Chauvet” firmato Ratatoj APS, nell’ambito Cinema e Immagini per la Scuola, bando finanziato dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. 

Il progetto, che prende il nome dalle celebri pitture rupestri dell’omonima grotta, ha promosso la formazione cinematografica nelle aree interne rafforzando le collaborazioni tra istituti scolastici e attori culturali locali e potenziando la qualità della diffusione cinematografica. Laboratori, formazioni e proiezioni cinematografiche, da novembre a maggio, grazie a 394 insegnanti e 20.000 studenti, sono stati 21 i plessi coinvolti nel progetto che hanno perseguito l’obiettivo di diffondere il linguaggio cinematografico nelle scuole di ogni ordine e grado delle provincie di Cuneo e Torino. In particolare il cuneese, il braidese, l’albese, il saluzzese, il monregalese e il fossanese. 

“Visione Chauvet” si è articolato in tre percorsi distinti: uno dedicato agli studenti di diverse scuole, focalizzato sulle tematiche teoriche e linguistiche del cinema, un secondo per gli insegnanti, volto a facilitare l'acquisizione di metodologie pratiche replicabili, ed infine un terzo dedicato alle proiezioni cinematografiche unendo studenti e docenti. Anche in questo caso, i dati dimostrano un ottimo risultato: 22 ore di didattica frontale per i docenti, 150 ore di attività laboratoriali per gli studenti, un centinaio di film proiettati come oggetto di educazione all’immagine, grazie al coinvolgimento di 12 sale cinematografiche. 

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione delle scuole del territorio e con la supervisione scientifico-artistica e didattica di Nicolò Valenzano.

“Visione Chauvet” ha aumentato le competenze linguistiche e critiche degli studenti nei diversi ordini e gradi della scuola, fornendo agli insegnanti metodologie concrete per approcciarsi, anche in autonomia, alla pratica cinematografica. I laboratori sono stati progettati insieme ai docenti referenti delle classi, in modo da affrontare contenuti didattici coerenti con le attività in programma avvalendosi del racconto filmico/audiovisivo per affrontare in modo critico la lettura e la conoscenza del linguaggio cinematografico e del territorio in generale. In alcune classi della primaria gli studenti i laboratori hanno dato voce alla creatività degli alunni attraverso la produzione di dispositivi ottici - come il fenachistoscopio - per trattare nelle scuole primarie temi di educazione civica. Nelle classi dell’infanzia attraverso la proiezione assistita e con canzoni, pastelli e pennarelli si è trattato il tema della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico. Infine, per gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado si è passati all’approccio concreto: la stesura di uno script e la sperimentazione del video partecipativo. 

Con gli insegnanti sono stati organizzati incontri di formazione dedicati e suddivisi per grado scolastico al fine di supportare e formare i docenti nel riconoscimento degli elementi di linguaggio audiovisivo e farli riconoscere anche attraverso la condivisione di case history su percorsi didattici già realizzati. Infine, all’interno della piattaforma web educational Ratatoj sono stati inseriti nuovi materiali e risorse educative per favorire la comprensione del linguaggio audiovisivo e l'approfondimento delle materie attraverso il mezzo audiovisivo. 

“Con Ratatoj siamo orgogliosi di aver consolidato un vero e proprio ecosistema educante attorno al cinema, permanente e replicabile, dichiara il project manager Gabriele Pappalardo, che con l’aiuto delle operatrici Beatrice Bertino e Miriam Hamdi coordina il progetto e le attività, trasformando l’offerta formativa in una pratica condivisa. Proseguiamo il nostro impegno nel fornire alle nuove generazioni gli strumenti per leggere criticamente la contemporaneità, provando a far maturare la consapevolezza di poter costruire qui, nei territori marginali e provinciali, il futuro culturale delle comunità.”

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