Raccontare una guerra significa spesso trovarsi nel posto sbagliato al momento giusto. Significa attraversare territori instabili, convivere con il rischio e continuare a cercare una verità da raccontare anche quando tutto intorno sembra confuso. È partendo da queste domande che Officina Civica, nuova realtà associativa nata ad Alba, ha scelto di inaugurare il proprio percorso pubblico con un incontro dedicato al giornalismo di guerra e alla figura del reporter triestino Almerigo Grilz.
Ospite della serata, ospitata nella sala di Banca d’Alba, è stato il giornalista e inviato di guerra Fausto Biloslavo, collega e amico di Grilz, che ha ripercorso la propria esperienza professionale tra conflitti internazionali, reportage sul campo e trasformazioni del mestiere di giornalista.
Per la presidente di Officina Civica Anna Guglielmino, il risultato dell'iniziativa è andato oltre le aspettative.
“È stata una piacevole sorpresa. Biloslavo è una persona che siamo abituati a vedere nei collegamenti televisivi dai fronti internazionali, ma ascoltarlo dal vivo è stato completamente diverso. Ci ha colpito soprattutto la sua umanità, il modo in cui ha raccontato esperienze vissute in territori di conflitto dove per due volte ha rischiato la vita, senza mai perdere la capacità di parlare delle persone incontrate e delle loro storie”.
L'incontro ha rappresentato il primo appuntamento pubblico di Officina Civica, associazione nata recentemente ad Alba con l'obiettivo di promuovere iniziative culturali, sociali e civiche rivolte al territorio.
La serata è stata organizzata in collaborazione con Azione Studentesca, coinvolgendo in particolare il pubblico più giovane.
“Abbiamo voluto offrire ai ragazzi un'occasione di confronto su temi come l'informazione, la comunicazione e il giornalismo. Biloslavo ha insistito molto sull'importanza di un'informazione corretta, che racconti ciò che accade senza aggiungere interpretazioni personali, mostrando i fatti per quello che sono”.
Nel suo intervento il reporter triestino ha ripercorso anche il legame professionale e umano con Almerigo Grilz, reporter morto nel 1987 in Mozambico mentre documentava il conflitto tra l'esercito governativo e la guerriglia.
Particolarmente apprezzato dai giovani presenti è stato il racconto del giornalismo "prima del digitale", quando fotografie, filmati e comunicazioni richiedevano tempi, mezzi e sacrifici oggi difficili da immaginare.

“Ha spiegato ai ragazzi quanto fosse complesso lavorare allora: non esistevano le tecnologie che conosciamo oggi e spesso i reporter freelance dovevano affrontare enormi difficoltà economiche e logistiche pur di documentare ciò che accadeva”.
Durante la serata Biloslavo ha inoltre presentato alcuni lavori realizzati da giovani reporter candidati al Premio Almerigo Grilz, riconoscimento nato per valorizzare il giornalismo sul campo delle nuove generazioni.

Per Officina Civica il bilancio dell'esordio è decisamente positivo, tanto che l'associazione sta già lavorando ai prossimi appuntamenti.
Tra le idee in fase di elaborazione figurano incontri dedicati al rapporto tra giovani e alimentazione, al ruolo dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e ai cambiamenti che stanno interessando il sistema dell'informazione.
“Vogliamo costruire occasioni di confronto culturale e sociale aperte al territorio. Questo è stato soltanto il primo passo di un percorso che speriamo possa coinvolgere sempre più persone e soprattutto i giovani”.














