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Cronaca | 18 giugno 2026, 17:22

Violenza sessuale sulla vicina di casa, a processo un settantenne: "Aiutami, mi sta violentando"

In aula è stata ascoltata la testimonianza dell'ex fidanzato e di un’amica di famiglia della persona offesa, che ha ricostruito il difficile percorso di vita della giovane. L'uomo ne sarebbe stato a conoscenza

Il tribunale di Cuneo

Il tribunale di Cuneo

Si è aperto in Tribunale a Cuneo il processo che vede imputato un uomo classe 1952 accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una giovane donna. Nel corso dell’udienza, sono stati ascoltati alcuni carabinieri intervenuti la sera dei fatti e l’ex fidanzato della diciottenne che ha denunciato l’aggressione.

Come spiegato dal ragazzo, lei viveva da sola in un appartamento in un comune del Monregalese. Già in precedenza gli aveva manifestato il proprio disagio per le attenzioni ricevute da quel vicino di casa. “Era abbastanza preoccupata e non gradiva questo tipo di attenzioni”, ha spiegato il testimone.

Quella sera, era luglio 2025, intorno alle 22, aveva ricevuto un messaggio Whatsapp accompagnato da una fotografia e da una richiesta d’aiuto: "Ti prego, aiutami, Luca (nome di fantasia) mi sta violentando".

“Mi sono precipitato con mio padre a casa sua”, ha spiegato, prima di spiegare che una volta arrivato ha trovato la giovane avvolta in una coperta e l’imputato in mutande sul letto della camera. “Mio padre, vedendolo, gli disse: non ti vergogni di quello che hai fatto?".

Quella sera l’uomo le avrebbe chiesto di cenare insieme e di “indossare abiti sexy”. 

In aula è stata ascoltata la testimonianza di un’amica di famiglia della persona offesa, che ha ricostruito il difficile percorso di vita della giovane, descrivendone le fragilità personali e il contesto familiare in cui è cresciuta. “La conosco da quando era piccola perché conoscevo sua madre”, ha riferito la testimone, aggiungendo che spesso sarebbe stata lasciata sola e costretta a convivere con situazioni di forte disagio. Secondo quanto emerso, la giovane avrebbe subito violenze già in età infantile. Circostanze, queste, che avrebbero lasciato profonde conseguenze sul suo equilibrio psicologico, spiegando che, una volta raggiunta la maggiore età, venne allontanata da casa e le venne riconosciuta un’invalidità del 60%.

“Aveva venti anni, ma era come se ne avesse undici”, ha proseguito la donna, raccontando di averla aiutata concretamente a trovare una sistemazione abitativa e a gestire aspetti della vita quotidiana che da sola non era in grado di affrontare.

Stando al racconto, la giovane avrebbe conosciuto l’imputato quando si era trasferita nel nuovo appartamento. L’uomo, a suo dire, era a conoscenza delle difficoltà della ragazza. 
Poi il racconto di quella sera. La donna ha riferito di essersi allarmata dopo aver saputo che la ragazza si trovava in ospedale. “Era pallidissima”, ha spiegato. La giovane le avrebbe raccontato che l’uomo sarebbe entrato in casa con la forza e che, utilizzando un vibratore, avrebbe abusato di lei.

Nel corso della deposizione è emerso anche che la ragazza presenterebbe difficoltà mnemoniche, ricordando con precisione fatti molto lontani nel tempo ma avendo problemi nel breve termine.

La donna ha inoltre evidenziato alcune differenze tra quanto la persona offesa le aveva riferito nell’immediatezza dei fatti e quanto successivamente verbalizzato ai carabinieri. Tra gli elementi emersi, la circostanza secondo cui, prima dell’episodio contestato, l’uomo le avrebbe mostrato un film pornografico e che la giovane, approfittando di un momento in cui era riuscita a recarsi in bagno, avrebbe inviato alcune fotografie al proprio ex fidanzato.

La persona offesa si è costituita parte civile nel procedimento e, nel frattempo, si è trasferita in un altro comune, dove avrebbe trovato una nuova sistemazione.

Il processo proseguirà il prossimo 8 ottobre.

CharB.

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