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Cronaca | 25 giugno 2026, 10:58

Frodavano sul reddito di cittadinanza: Inps e Fiamme Gialle scoprono 45 milioni di euro percepiti indebitamente

L'azione congiunta ha permesso di individuare, a partire da gennaio 2025, oltre 3.300 furbetti in tutta Italia. Tra i denunciati figurano soggetti con condanne penali ostative e titolari di partite Iva o cariche societarie

Frodavano sul reddito di cittadinanza: Inps e Fiamme Gialle scoprono 45 milioni di euro percepiti indebitamente

L’attività di analisi di rischio condotta negli ultimi mesi dall’Inps, in collaborazione con la Guardia di Finanza con cui vige uno specifico protocollo di intesa, ha consentito di individuare, dal mese di gennaio 2025, oltre 3.300 percettori del reddito di cittadinanza che non avevano i requisiti per accedere alla misura di sostegno. L'operazione ha portato alla luce un'indebita percezione, per quanto sinora accertato, di oltre 43 milioni di euro.

In particolare, l’attenzione dell’istituto di previdenza e del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza si è concentrata su due filoni. Il primo ha riguardato i soggetti che non avevano dichiarato lo stato detentivo o la presenza di condanne penali per reati cosiddetti "ostativi", mentre il secondo si è focalizzato sui beneficiari risultanti titolari di partite Iva o di cariche societarie, condizioni potenzialmente incompatibili con il sussidio.

Sotto il primo profilo, l'incrocio dei dati con il Ministero della Giustizia sulla platea dei richiedenti nel periodo tra il 2019 e il 2021 ha permesso di isolare oltre 5.700 domande a rischio. Le posizioni sono state approfondite dalle fiamme gialle, che hanno riscontrato sui reparti territoriali un tasso di irregolarità superiore all'82% su 4.374 posizioni verificate, per un danno complessivo di oltre 8,7 milioni di euro.

Il secondo filone ha passato al setaccio i beneficiari con cariche o partecipazioni in società di artigiani, commercianti o imprese con dipendenti. Le verifiche della Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale hanno finora coperto un sesto della platea individuata dall'Inps, accertando oltre 2.600 irregolarità a causa dell'omessa dichiarazione della partita Iva o delle cariche sociali, facendo emergere un indebito superiore ai 36 milioni di euro.

Per tutti i furbetti scoperti sono state immediatamente avviate le procedure di revoca del beneficio e di recupero delle somme erogate, oltre alla segnalazione all’autorità giudiziaria per i casi con risvolti penali. I risultati confermano l'efficacia dello scambio informativo strutturato tra le istituzioni a tutela delle risorse pubbliche e del sistema di welfare nazionale.

Redazione

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