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Attualità | 26 giugno 2026, 15:43

Emergenza casa, i sindacati degli inquilini scendono in piazza a Cuneo

Presidio il 30 giugno contro il Piano Casa: “Misure insufficienti, serve rilancio dell’edilizia pubblica”

Emergenza casa, i sindacati degli inquilini scendono in piazza a Cuneo

La crisi abitativa continua a pesare in modo sempre più significativo anche sul territorio cuneese, tra aumento dei canoni di affitto, riduzione del potere d’acquisto e carenza di alloggi disponibili. In questo contesto, le organizzazioni sindacali degli inquilini e confederali promuovono un presidio pubblico per martedì 30 giugno alle 17.30 in largo Audiffredi a Cuneo, per esprimere una posizione critica nei confronti del Piano Casa del Governo.

Secondo i dati diffusi, in Piemonte oltre 5.000 alloggi di edilizia sociale non sono assegnabili a causa della necessità di interventi di ristrutturazione. In provincia di Cuneo, inoltre, il numero di abitazioni sfitte per carenze manutentive è cresciuto del 13,8% tra il 2020 e il 2024. A fronte di circa 2.300 domande valide per una casa popolare nel 2024, solo il 6,5% ha ottenuto un’assegnazione.

Parallelamente, il mercato privato non riesce a colmare il divario: da un lato la disponibilità di alloggi resta limitata, dall’altro i canoni risultano spesso insostenibili, nonostante un patrimonio immobiliare inutilizzato che in provincia raggiunge circa il 40%.

Per SUNIA, SICET, UNIAT e Unione Inquilini, insieme a CGIL, CISL e UIL, il Piano Casa presentato dal Governo non affronta in modo strutturale il problema. Tra le principali criticità segnalate vi sono l’assenza di un piano organico di rafforzamento dell’edilizia residenziale pubblica, il rischio di riduzione del patrimonio ERP attraverso la vendita degli alloggi e la scarsa tutela della funzione sociale della casa.

Preoccupazione anche per le misure che potrebbero accelerare le procedure di sfratto senza adeguati strumenti di sostegno per le famiglie in difficoltà.

Le organizzazioni chiedono invece un deciso cambio di rotta, con maggiori investimenti per il recupero e l’ampliamento degli alloggi pubblici, il blocco della dismissione del patrimonio esistente, nuovi programmi di edilizia sociale e il rifinanziamento dei fondi a sostegno della locazione e della morosità incolpevole.

Il presidio del 30 giugno sarà quindi un momento di mobilitazione e confronto pubblico per riportare al centro del dibattito il diritto alla casa e le politiche necessarie per affrontare un’emergenza ormai strutturale.


 

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