Dal Circolo di Fratelli d'Italia di Bra riceviamo e pubblichiamo:
Conosciamo tutti, quando si parla di mancanza di sicurezza stradale, la famosa frase: «Prima o poi ci scappa il morto», ed è quello che poteva succedere la settimana scorsa, nella mattinata del 10 giugno in strada Bria, dove un’Alfa Romeo Mito si è scontrata con una Volvo V60 parcheggiata a bordo strada, finendo per ribaltarsi sulla sede stradale e invadendo completamente la carreggiata. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento e, grazie a Dio, nessuno si è fatto male più di tanto, ma resta il fatto della pericolosità di questa arteria urbana comunale: stretta all’inizio, si allarga all’altezza di due fasce laterali di villette a schiera, quindi, in teoria, dovrebbe essere più facilmente e in sicurezza percorribile, se non fosse che i residenti o chi si reca loro in visita parcheggiano le loro auto da un lato e dall’altro della carreggiata, costringendo i mezzi in transito a percorrere un corridoio centrale dove riesce a passare un solo mezzo per volta.
Ma c’è una criticità decisamente maggiore: strada Bria è spesso percorsa da ragazzini, da chi va a fare la spesa a piedi, da mamme e nonne che spingono passeggini con i loro bambini e nipotini, da anziani che si concedono una passeggiata, il sabato e la domenica – o comunque nei giorni festivi – da gruppi a piedi che organizzano una camminata tutti insieme, senza tralasciare chi si sposta in bicicletta. E tutte queste persone sono ad alto rischio di incidente, perché le auto parcheggiate a filo dei muretti di cinta delle abitazioni impediscono il loro passaggio in una posizione di pur minima protezione e si vedono costretti a spostarsi in mezzo alla strada, con grande rischio. Alcuni anni fa l’Amministrazione comunale – su richiesta di un piccolo gruppo di residenti che lamentavano la velocità di transito delle auto – installò due dossi, ma non affrontò mai con serietà e determinazione i veri problemi di strada Bria.
Troppe cose sono lasciate al destino (sperando che vada sempre bene!). Perché non si pensa ad una segnaletica orizzontale e verticale per delimitare le zone di parcheggio solo da un lato della strada? Perché non prevedere, nella parte dove il parcheggio fosse vietato, alla realizzazione di un marciapiede, dove i pedoni possano muoversi in sicurezza? Per una zona come questa, che sta a vista d’occhio incrementando gli insediamenti residenziali, forse ci vorrebbe un po’ di programmazione, progettazione e di impegno in più. E possibilmente in tempi rapidi, prima che, davvero, ci scappi il morto.



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