Una comunità con il fiato sospeso e un’amministrazione comunale che scende in campo in prima linea per tutelare due proprie concittadine. La sindaca di Piasco, Stefania Dalmasso, ha preso ufficialmente posizione sul delicato caso che coinvolge Angela Rovera, medico dentista, e la figlia di due anni, attualmente trattenute in Arabia Saudita a causa di una complessa controversia familiare.
Rovera, originaria di Busca, si trova attualmente a Taif, a circa 60 chilometri dalla Mecca, in Arabia Saudita, dal 29 marzo scorso. Doveva solo trascorrere le vacanze pasquali con i familiari del marito e rientrare in Italia il 10 aprile. Da quanto denunciano, però i legali della donna, il marito avrebbe sottratto i passaporti della moglie e della figlia, impedendo loro di lasciare il Paese.
In una lettera ufficiale indirizzata direttamente al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani la prima cittadina ha espresso la profonda preoccupazione di tutta la comunità piaschese, chiedendo a Roma il massimo sforzo possibile. La vicenda, che presenta forti elementi di complessità sul piano del diritto internazionale e dei rapporti diplomatici, tocca da vicino il tema della tutela dei minori in contesti transnazionali e si incastra con il caso di un'altra donna. la giovane sanremese Nessy Guerra, bloccata in Egitto con a figlia di tre anni Aisha dopo la condanna a sei mesi di carcere per adulterio.
"Siamo consapevoli della delicatezza della vicenda e delle difficoltà che caratterizzano casi di questa natura, nei quali si intrecciano profili di diritto internazionale, tutela dei minori e rapporti diplomatici tra Stati, ha scritto la sindaca Dalmasso. Proprio per questo desidero manifestare la piena fiducia nell'operato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell'Ambasciata d'Italia a Riad e di tutte le istituzioni italiane coinvolte".
Con questa missiva l'Amministrazione comunale di Piasco "chiede che continui ad essere assicurato il massimo impegno diplomatico e istituzionale affinché siano tutelati i diritti, la sicurezza e il benessere della nostra concittadina e della figlia, nella prospettiva di una soluzione della vicenda nel più breve tempo possibile e nel pieno rispetto dell'interesse superiore della minore". L'obiettivo del Comune è chiaro: mantenere i riflettori accesi sulla vicenda affinché non si perda tempo prezioso. La richiesta formale inviata al Ministero punta a garantire una costante e pressante azione diplomatica che metta in sicurezza la madre e la figlia, con la speranza di un loro rapido rientro in Italia.
Il focus principale dell'appello resta la protezione della minore, la cui tutela deve superare ogni barriera burocratica e confini geopolitici. L'amministrazione comunale ha inoltre garantito la massima disponibilità a collaborare con le autorità centrali per qualunque necessità di supporto a livello locale ."La nostra comunità, ha messo nero su bianco la sindaca Dalmasso, segue con apprensione gli sviluppi della situazione e desidera far sentire la propria vicinanza alla famiglia". L'intera amministrazione comunale infatti, confida nella costante attenzione del Ministero verso questa delicata vicenda. Nel frattempo, a Piasco l'apprensione è palpabile. Il piccolo centro si è stretto attorno ai familiari di Angela Rovera, in attesa di segnali positivi dal Medio Oriente.
L'iniziativa della sindaca Dalmasso dà voce a un intero paese che chiede, con fermezza ma con assoluto rispetto delle vie diplomatiche, che una madre e una figlia possano tornare a casa al più presto. Anche a Busca, paese originario della Rovera, si seguono con attenzione gli sviluppi della vicenda. Il padre della donna, storico medico di base della valle Varaita, risiede insieme alla moglie proprio a Busca e con ansia attende il rientro della figlia e della nipotina.
Da quanto si apprende il ministro degli Esteri ,Tajani nelle settimane scorse ha già scritto al suo omologo saudita, Faisal Al Saud, per raccomandare al governo di Riad di seguire il caso in maniera accurata, a seguito delle pressioni esercitate dall’ambasciata del nostro Paese sulle autorità locali. Nel contempo i legali della Rovera, Matteo Santini del foro di Roma e Omar Blanc del foro di Cuneo, hanno già evidenziato di essersi attivati "sia in sede civile che penale presso il Tribunale di Cuneo, è riportato in una nota congiunta, che ha avviato tempestivamente le procedure di propria competenza. Parallelamente v'è anche un procedimento nel Paese estero con legale nominato dalla nostra assistita. Ringraziamo il ministro Tajani ed il Governo Italiano per l’attenzione riservata al caso, con l’auspicio che l'intervento istituzionale possa accelerare il rientro in Italia delle nostre due connazionali, trattenute contro la loro volontà ed illegittimamente in Arabia Saudita”.
Ad aggravare la situazione anche le condizioni in cui madre e figlia sarebbero costrette a vivere in Arabia. Stando ai legali, entrambe "vivono da fine marzo in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi, costrette a rimanere in casa videosorvegliate".














