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Attualità | 04 luglio 2026, 11:13

Il garante per i detenuti: “A Saluzzo una situazione carceraria modello rispetto al resto del Paese”

È quanto è emerso dalla relazione annuale di Paolo Allemano, preoccupato per le restrizioni imposte dalla circolare ministeriale dell’ottobre 2025. Prossimamente una seduta consiliare all’interno del Morandi

L'intervento del garante Paolo Allemano

L'intervento del garante Paolo Allemano

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Saluzzo, tenutosi martedì scorso a Castellar, il garante per i detenuti, Paolo Allemano, ha presentato la consueta relazione annuale.

Il carcere Morandi di Saluzzo – se paragonato agli altri istituti di pena presenti sul territorio nazionale – rappresenta una sorta di “isola felice” a partire dal fatto che non c’è sovraffollamento. 

L’attuale capienza è infatti attualmente dell’80% a fronte di una situazione nazionale ben più complicata con tutte le gravi conseguenze che ne derivano.

“Ci sono 700 uomini, tra personale e detenuti, che girano intorno al carcere, per cui – ha sostenuto Allemano - sarebbe un errore considerare questa realtà estranea al contesto cittadino”.

Il garante ha esposto alcuni dati che indicano come – pur a fronte di alcune problematicità – rendono il Morandi un esempio virtuoso: 112 lavorano e sono impegnanti in varie attività, mentre 50 sono iscritti all’università, senza contare gli altri livelli scolastici (superiori o medie).

“Una situazione buona nel complesso – ha spiegato – nonostante la circolare ministeriale dell’ottobre 2025 metta a rischio una serie di attività culturali che favorivano la socialità e che si sono dimostrate, negli anni, efficaci per favorire opportunità di riabilitazione delle persone private della libertà individuale. Privare i detenuti di queste occasioni – ha ribadito – sarebbe un grave errore e non farebbe che compromettere quel clima, tutto sommato sereno e collaborativo, che oggi esiste tra personale e detenuti”.

Allemano ha proposto un “tavolo territoriale” per realizzare una rete tra volontari e associazioni che operano all’interno della struttura.

Un’altra proposta, sempre avanzata dal garante, è stata quella di convocare in carcere una seduta del Consiglio comunale.

“Un segno tangibile – ha affermato Allemano – per dimostrare che la città non considerare il carcere un’entità estranea al contesto cittadino e anche per essere vicini a quanti operano, personali e volontari”.

La proposta è stata recepita dal presidente del Consiglio comunale Andrea Momberto il quale si attiverà per stabilirne modalità e tempistiche.

GpT

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