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Attualità | 07 luglio 2026, 13:12

Accoglienza stagionali della frutta a Cuneo: ecco come funziona il nuovo progetto integrato

Tra le misure introdotte dal Comune e dalla rete del Terzo settore spiccano un database condiviso, lo sportello itinerante e la possibilità di prenotare un posto letto nei dormitori per i braccianti già contrattualizzati

Accoglienza stagionali della frutta a Cuneo: ecco come funziona il nuovo progetto integrato

La Giunta comunale di Cuneo ha approvato per la stagione 2026 il progetto per l'accoglienza dei lavoratori stagionali della frutta, sia in possesso di contratto regolare che in cerca di occupazione. L'iniziativa, che si inserisce nella scia dei protocolli d'intesa attivati fin dal 2020 insieme alla Prefettura, alla Regione Piemonte e ai Comuni del distretto saluzzese, punta a superare le passate gestioni emergenziali e a strutturare un sistema integrato di interventi capace di prevenire bivacchi e fenomeni di grave marginalità urbana nel capoluogo. Il protocollo d’intesa prevede che i Comuni accolgano ed organizzino luoghi di ospitalità per i senza fissa dimora raccordando la rete dei servizi presenti, dalla mensa, ai centri diurni, ai dormitori per offrire un sistema efficace d’integrazione. Ogni anno il distretto ortofrutticolo cuneese attira tra i 10 e i 12 mila lavoratori, di cui circa duecento gravitano specificamente sulla città di Cuneo. Per far fronte alle criticità emerse negli anni precedenti, come la mappatura dei flussi e il controllo dei picchi di raccolta, il Comune ha deciso di implementare un modello radicalmente rinnovato, sostenuto sia da risorse proprie sia dai finanziamenti europei del programma FAMI 2021-2027 attraverso il progetto regionale "Common Ground 2", in stretta sinergia con un’ampia rete di realtà del terzo settore locali come la Cooperativa Momo, Croce Rossa, Caritas, Open House e Wellfare Impact.

L'impianto operativo del 2026 poggia su alcune novità sostanziali volte a ottimizzare l’efficacia dell'accoglienza e a contrastare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. La prima grande innovazione è l'introduzione di un database informatico comune e condiviso tra tutti gli attori della rete. Questo strumento permetterà di registrare la cronistoria e le esigenze di ciascun lavoratore fin dal suo arrivo, evitando che la persona debba ripetere la propria storia a ogni passaggio e consentendo risposte e interventi mirati. Parallelamente, il servizio di informazione verrà potenziato attraverso l'allestimento di un Info Point fisso, situato nell'Area Servizi del progetto ".Meet" in via Leutrum, gestito da un'équipe multidisciplinare. Questo sportello centrale non offrirà soltanto orientamento legale, amministrativo o sindacale, ma fungerà da vero e proprio filtro per indirizzare i migranti verso le soluzioni abitative più idonee. Per intercettare anche le fasce di popolazione più vulnerabili o a rischio isolamento, all'Info Point fisso si affiancheranno diverse unità itineranti dislocate nei punti strategici della città, come la stazione ferroviaria, la mensa Caritas e i dormitori cittadini. Sarà compito dell’operatore orientare il beneficiario alla tipologia di accoglienza a cui ha diritto.

Il piano ridefinisce poi l’ospitalità abitativa strutturandola rigidamente su due livelli differenziati. Il primo livello riguarda la prima accoglienza notturna d'emergenza ed è allestito presso i locali della ex Caserma Piglione in via Bongioanni, concessi in comodato gratuito dal Comune al Comitato locale della Croce Rossa Italiana. La struttura offrirà cinquantatré posti complessivi, quaranta dei quali specificamente riservati ai braccianti stagionali in cerca di occupazione o privi di alternative abitative. Proprio sul funzionamento del dormitorio si innesta la principale novità di questo progetto, introdotta sulla scorta dell'analisi dei dati dell’anno precedente per regolamentare l’uso dei servizi da parte di chi ha già una stabilità economica. I lavoratori agricoli già contrattualizzati avranno infatti la facoltà di "prenotare" un posto letto nella struttura a fronte di un contributo economico simbolico di 1,50 euro a notte, gestito tramite un pacchetto prepagato di quindici notti acquistabile presso la Caritas Diocesana, fermo restando che chi non desidera usufruire di questa opzione potrà comunque accedere secondo le tradizionali modalità a bassa soglia.

Il secondo livello è rappresentato invece dalla seconda accoglienza o accoglienza diffusa, pensata per i braccianti che dispongono già di un regolare contratto d'assunzione e di una lettera d'impegno da parte del datore di lavoro. Per questa tipologia sono stati messi a disposizione venti posti letto distribuiti in vari appartamenti dislocati tra Cuneo centro e le frazioni di Ronchi e San Pietro del Gallo, gestiti direttamente dalle cooperative e dalle imprese sociali partner. In questo caso, le aziende agricole datoriali sono chiamate a compartecipare attivamente alle spese di ospitalità versando una quota di 5 euro al giorno, mentre il lavoratore contribuirà con una tariffa ridotta di 1,50 euro giornalieri corrisposta alla Cooperativa Momo, l'ente incaricato di reinvestire tali somme nella gestione, manutenzione e sanificazione degli alloggi stessi.

Questa intesa ha durata di cinque mesi con decorrenza dal 1° luglio 2026 e con termine il 30 novembre 2026, senza necessità di disdetta. 
Secondo il cronoprogramma a giugno è stata avviata la costruzione degli strumenti di progetto, delle equipe operative, del budget di lavoro, i contratti degli alloggi della seconda accoglienza, l'allestimento prima e seconda accoglienza, la costruzione della rete con i servizi e accreditamento start up info point, avvio prima accoglienza della Croce Rossa, il monitoraggio servizi e la stipula dell'accordo di collaborazione. A luglio, agosto, settembre e ottobre ci sarà l'avvio di tutte le seconde accoglienza con la partenza dell'attività di integrazione monitoraggio. A novembre e dicembre si passerà alla dismissione accoglienze diffusa, all'attività di verifica e all'analisi dei dati.

Attraverso questo incastro di responsabilità, tutele e nuovi strumenti digitali, Cuneo punta a trasformare la gestione dei flussi migratori stagionali da cronica criticità estiva a modello virtuoso e integrato nel tessuto sociale cittadino. L’obiettivo principale del progetto è quello di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori agricoli stagionali e ultra-stagionali impiegati nella raccolta della frutta, attraverso azioni sperimentali, al fine di creare un nuovo modello di convivenza nel quale la presenza dei lavoratori stranieri diventi parte integrante della vita della comunità locale.

Sara Aschero

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