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Attualità | 08 luglio 2026, 06:39

Festa grande per la memoria liturgica di san Pier Giorgio Frassati

La tre giorni di celebrazioni si è conclusa sabato 4 luglio con la Messa a Torino, presieduta dal vescovo ausiliare

Festa grande per la memoria liturgica di san Pier Giorgio Frassati

San Pier Giorgio Frassati ci ricorda che, se ci lasciamo veramente condurre dal Signore Gesù, la nostra vita ha un altro sapore, la nostra vita ha un altro gusto più profondo, la nostra vita è un riflesso della luce e della vita di Dio". 

Lo ha detto monsignor Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, sabato 4 luglio, nella sua omelia pronunciata nella cattedrale di San Giovanni Battista, durante la Messa in occasione della memoria liturgica di san Pier Giorgio Frassati.

Presenti alla celebrazione le autorità civili e religiose oltre a tanti pellegrini e fedeli, che si sono stretti ai parenti del giovane salito agli onori degli altari il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro per opera di papa Leone XIV, e che san Giovanni Paolo II definì «L'uomo delle Beatitudini».

La testimonianza di Pier Giorgio Frassati, patrono ufficiale delle confraternite d'Italia, dei giovani dell'Azione Cattolica e della Gioventù Vincenziana Mondiale, continua a parlare soprattutto ai giovani, che in lui riconoscono un esempio vicino e concreto di santità quotidiana.

"Noi celebriamo non un morto - ha detto monsignor Giraudo - ma colui che ha scelto di vivere in Dio per sempre. Perché questo ci lascia san Pier Giorgio Frassati.  E allora anche noi siamo chiamati a percorrere la stessa via di vita, a far sì che il nostro cuore sia il luogo in cui custodiamo questo dono di vita e, di conseguenza, nei nostri gesti e nelle nostre parole possiamo anche noi farci testimoni di Colui che è il vivente, il Cristo risorto, e che san Pier Giorgio Frassati ha saputo riconoscere come il Maestro e il Signore della sua vita. E ha saputo riconoscerlo in coloro che ha scelto di amare e di servire. Così come ha saputo riconoscerlo come Colui che avrebbe trasformato tutte le sue relazioni, trasformato le amicizie, trasformato l'impegno del suo essere studente e del prepararsi ad entrare con responsabilità negli impegni della vita adulta".

Aggiungendo: "Il Risorto è Colui che illumina nel profondo tutto quello che siamo, e lo può fare soltanto se anche noi abbiamo il coraggio di riconoscerci nella nostra piccolezza, di riconoscere di avere fame di Lui, di riconoscere che possiamo consegnarci a Lui anche nelle stanchezze e in tutto ciò che opprime la nostra vita e il nostro presente. Ma più profondamente possiamo anche noi sperimentare questa via di vita se lasciamo che sia Lui, il Signore, a condurci". 

Si è chiusa così una partecipata tre giorni di iniziative divise tra Biella e Torino, con una folla festosa arrivata per pregare e lasciarsi ispirare dal ragazzo che amava portare i suoi amici in montagna per spingere il loro sguardo «verso l'Alto».

Chi era Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati nasce a Torino il 6 aprile 1901. È figlio della pittrice Adelaide Ametis e di Alfredo Frassati, fondatore e direttore del quotidiano La Stampa.

Il patrono della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d'Italia ha frequentato una scuola gestita dai gesuiti e ha sviluppato una profonda vita spirituale, essendo associato alla Congregazione Mariana e all'Apostolato della Preghiera.

All'età di 19 anni entrò a far parte della Conferenza di San Vincenzo de' Paoli, dedicando la maggior parte del suo tempo libero ai malati e ai bisognosi. Si occupò anche di orfani e soldati. Aveva come scopo il servizio ai più poveri e sofferenti, per i quali fu sempre un vero servitore, vivendo questa missione come un privilegio. Per lui la carità non era solo dare qualcosa ai bisognosi, ma anche dare tutto se stesso. La sua dedizione quotidiana a loro era sostenuta dalla devozione a Cristo nell'Eucaristia.

Il Beato, membro della Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e di Azione Cattolica, era anche uno sportivo e l'alpinismo era il suo passatempo preferito, vivendo le sue escursioni con gli amici come «Un momento concreto di apostolato».

All'età di 24 anni Pier Giorgio fu colpito dalla poliomielite, una malattia infettiva che, secondo i medici, aveva contratto a causa della sua dedizione ai malati. Dopo sei giorni di terribili sofferenze, morì il 4 luglio 1925. I poveri furono la sua ultima preoccupazione.

Nel 1989, dopo aver visitato la tomba di Pier Giorgio a Pollone (Biella), papa San Giovanni Paolo II disse: "Desidero rendere omaggio a un giovane che ha saputo testimoniare Cristo con singolare efficacia nel nostro secolo. Anch'io nella mia giovinezza ho conosciuto il benefico influsso del suo esempio cristiano".

San Giovanni Paolo II ha beatificato Pier Giorgio Frassati il 20 maggio 1990 e lo ha nominato Patrono degli sportivi, considerandolo "L'uomo delle otto beatitudini, che porta con sé la grazia del Vangelo, la Buona Novella, la gioia della salvezza che Cristo ci offre".

Poco dopo, la salma del giovane Beato fu trasferita dalla tomba della famiglia Frassati a Pollone al Duomo di Torino. È considerato uno dei "Santi sociali" torinesi, come don Bosco e il Cottolengo.

Nell'esortazione apostolica Christus vivit, papa Francesco ha ricordato che «Il cuore della Chiesa è pieno anche di giovani santi, che hanno dato la vita per Cristo, molti fino al martirio», sottolineando che Pier Giorgio Frassati "Era un giovane dalla gioia comunicativa, una gioia che superava anche le tante difficoltà della sua vita, che diceva di voler ripagare l'amore di Gesù che riceveva nella Santa Comunione, visitando e aiutando i poveri".

Silvia Gullino

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