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Attualità | 08 luglio 2026, 06:01

Nocciole, le Langhe ritrovano fiducia ma restano le incognite: "Le prossime settimane saranno decisive"

Dopo due annate segnate da produzioni ridotte e condizioni climatiche difficili, il comparto corilicolo guarda con maggiore ottimismo al raccolto 2026. Nicoletta Ponchione (Aspocor ) invita però alla prudenza: pesano ancora la cascola, gli eventi estremi e le alte temperature

Nocciole, le Langhe ritrovano fiducia ma restano le incognite: "Le prossime settimane saranno decisive"

Dopo due stagioni che hanno messo a dura prova la corilicoltura piemontese, nei noccioleti delle Langhe torna ad affacciarsi un cauto ottimismo. Sugli alberi il prodotto c'è e, rispetto agli ultimi anni, le prospettive sembrano migliori. Ma il raccolto è ancora tutto da costruire e sarà il prossimo mese a dire se il 2026 rappresenterà davvero l'anno della ripresa.

Il settore arriva infatti da un biennio complicato. Il 2024 era stato ricordato come una vera e propria "tempesta perfetta", con produzioni ai minimi storici, problemi di impollinazione, patologie fungine e gli effetti di siccità, grandinate e parassiti. Il 2025 aveva mostrato primi segnali di recupero, senza però consentire un ritorno alla normalità: il lavoro si era concentrato soprattutto sulla prevenzione fitosanitaria e sul monitoraggio continuo dei noccioleti. Oggi il quadro appare più incoraggiante, ma nessuno, tra tecnici e produttori, vuole sbilanciarsi troppo presto.

A fare il punto è Nicoletta Ponchione, responsabile di Aspocor e del Consorzio di Tutela Nocciola Piemonte Igp, che invita a leggere con equilibrio i primi riscontri della campagna.

"Sembra che la campagna si prospetti buona. Ci sono però ancora incognite molto importanti. La prima è la cascola, perché non si è ancora concluso il periodo in cui le nocciole possono cadere. Accanto a quella fisiologica, in alcuni areali stiamo osservando una cascola più marcata, collegata anche al Brown Stain Disorder, una problematica che provoca l'annerimento del frutto all'interno e sulla quale si stanno ancora approfondendo le cause, probabilmente legate anche agli squilibri climatici."

Le nocciole sugli alberi sono più numerose rispetto alle ultime campagne, come confermano i sopralluoghi effettuati nelle diverse aree corilicole piemontesi, ma il periodo che separa il comparto dalla raccolta resta il più delicato.

"I tecnici che stanno monitorando le varie zone hanno verificato una presenza di prodotto superiore agli anni precedenti. C'è un cauto ottimismo, ma abbiamo ancora davanti più di un mese molto critico. Le prossime settimane saranno decisive per capire quale sarà davvero la produzione."

A preoccupare sono soprattutto gli eventi atmosferici estremi, sempre più frequenti e concentrati.

"In Langa, ma anche in pianura, abbiamo già registrato supercelle temporalesche con grandine, vento e piogge intense che hanno provocato danni. Penso, ad esempio, all'area tra Serravalle Langhe, Feisoglio, Niella Belbo e Cravanzana, dove gli ultimi eventi hanno colpito territori già interessati da precedenti episodi. Per questo oggi sarebbe prematuro fare previsioni definitive."

Accanto alle condizioni meteo prosegue il lavoro tecnico sviluppato insieme alla Regione Piemonte, al Settore Fitosanitario e alla Fondazione Agrion, con un confronto costante tra istituzioni, tecnici e produttori.

"Quest'anno la Regione si è dimostrata molto collaborativa, soprattutto sul fronte fitosanitario. Sono state concesse deroghe per l'utilizzo di un fungicida combinato a base di Boscalid e Pyraclostrobin, fondamentale per contrastare alcune patologie fungine responsabili della cascola e dell'avariato, oltre a una deroga per un prodotto destinato al controllo della cimice. Anche il coordinamento con Fondazione Agrion prosegue settimanalmente e i bollettini sono oggi molto più completi e ricchi di indicazioni rispetto al passato."

Il lavoro, spiega Ponchione, passa soprattutto dall'osservazione quotidiana dei noccioleti e dalla capacità degli agricoltori di intervenire tempestivamente.

"Si insiste molto sul monitoraggio delle aziende: verificare la presenza della cimice, controllare eventuali carenze nutrizionali e osservare costantemente lo stato delle piante. Oggi il lavoro di squadra tra tecnici e produttori è fondamentale."

Resta però un limite strutturale della coltivazione, difficile da superare anche con le innovazioni tecniche.

"La Tonda Gentile Trilobata ha una chioma molto ampia e questo rende complicata l'installazione di reti antigrandine come avviene in altri comparti frutticoli. È uno dei punti deboli della nostra coltura."

Alle grandinate si aggiunge poi l'effetto delle ondate di calore, che stanno cambiando profondamente il comportamento delle piante.

"Quando le temperature superano a lungo i 35 gradi, la pianta chiude gli stomi delle foglie, entra in stasi vegetativa e inevitabilmente il frutto ne risente. Oggi conviviamo sempre più spesso con l'anticiclone africano, responsabile di caldo intenso e fenomeni temporaleschi molto violenti. Un tempo l'anticiclone delle Azzorre garantiva estati calde ma più equilibrate; oggi le condizioni sono molto più difficili per le coltivazioni."

La stagione 2026, dunque, lascia intravedere prospettive migliori rispetto agli ultimi due anni, ma nessuno nel comparto parla ancora di raccolto acquisito. Prima della raccolta resta infatti da attraversare la fase più delicata dell'anno, quella in cui il meteo e lo stato sanitario dei noccioleti possono ancora cambiare sensibilmente il risultato finale.

"Adesso entriamo nel vivo della stagione. Solo tra qualche settimana potremo avere un quadro realmente attendibile della produzione."

Daniele Vaira

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