Tra le 23 persone offese individuate dalla Procura di Cuneo nell’ambito dell’inchiesta sulla cooperativa sociale "Per Mano" figura anche l’Associazione Genitori Pro Handicap Cuneo che, in un comunicato pubblicato sul proprio sito internet, aveva annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo ai fatti che sarebbero accaduti nella struttura di via Savona.
Nei giorni scorsi la Procura di Cuneo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 23 persone nell’ambito di un secondo filone investigativo riguardante la cooperativa (LEGGI QUI).
Si tratta di un’indagine distinta rispetto a quella già approdata alla fase dibattimentale davanti al Tribunale di Cuneo, dove è in corso il processo relativo ad altre contestazioni emerse nell’ambito della medesima vicenda.
Nel provvedimento vengono indicate complessivamente 23 persone offese, tra ospiti delle strutture, loro rappresentanti e l’Associazione Genitori Pro Handicap Cuneo. Proprio la presenza del sodalizio tra i soggetti individuati dalla Procura richiama il contenuto del comunicato diffuso nei mesi scorsi, nota con la quale l’ente spiegava le ragioni della propria scelta di intervenire nel procedimento.
"Dopo lo sgomento generato nei soci dalle notizie sui fatti accaduti nella struttura Per Mano, l’Assemblea dei soci si è interrogata su cosa avrebbe potuto e dovuto fare l’Associazione per tutelare i diritti delle persone disabili", vi si legge. "Una riflessione maturata – si legge ancora –, nella consapevolezza che molte famiglie si trovano ad affidare i propri cari a strutture residenziali e che la tutela della dignità delle persone con disabilità rappresenta una priorità per il sodalizio".
La preoccupazione dei soci, prosegue il comunicato, è "acuita dalla consapevolezza che prima o poi anche i nostri familiari disabili saranno ospiti di una struttura residenziale come Per Mano". Per questo motivo l’associazione ha ritenuto di non limitarsi a seguire l’evolversi della vicenda giudiziaria, ma di assumere un ruolo attivo nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Nel documento viene inoltre ricordato come l’associazione abbia incontrato l’Asl Cn1 e i consorzi socioassistenziali del territorio, maturando però la convinzione che fosse necessario un impegno più incisivo sul fronte della tutela dei soggetti ospitati nelle strutture assistenziali. Da qui la decisione di partecipare al procedimento penale e di annunciare la costituzione di parte civile.
"Siamo convinti che la presenza dell’Associazione potrà portare nel dibattimento il punto di vista di chi si impegna per affermare e tutelare i diritti delle persone disabili", si legge ancora nella nota, che si conclude con un invito rivolto alle altre associazioni del territorio a seguire la stessa strada nella difesa dei diritti delle persone più fragili.
GLI INDAGATI
L’avviso di conclusione delle indagini riguarda un secondo filone investigativo, distinto da quello già all’esame del Tribunale di Cuneo. Tra gli indagati figurano, a vario titolo, la direttrice e la coordinatrice della cooperativa, entrambe sottoposte nei mesi scorsi alla misura della custodia cautelare in carcere e successivamente scarcerate, oltre a infermieri, operatori socio-sanitari (OSS), educatori, personale assistenziale, collaboratori della struttura e uno psichiatra.
Secondo quanto contestato dalla Procura, le presunte condotte sarebbero state commesse nell’ambito delle attività della cooperativa e delle strutture A essa collegate nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025. Alcuni dei reati contestati farebbero riferimento a condotte che, secondo l’accusa, si sarebbero protratte dal 2022 fino al 24 ottobre 2025, mentre altri episodi risultano collocati tra il 2023 e il luglio del 2025.
LE ACCUSE
Le accuse formulate, a seconda delle singole posizioni, comprendono maltrattamenti, sequestro di persona, esercizio abusivo della professione sanitaria, minacce, lesioni personali e ulteriori reati contestati nell’ambito dell’indagine. Le singole posizioni saranno ora oggetto delle valutazioni previste nelle successive fasi del procedimento.
L'ATTO DELLA PROCURA
L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta l’atto con cui la Procura comunica agli indagati la chiusura dell’attività investigativa, consentendo loro di prendere visione degli elementi raccolti e di esercitare le proprie prerogative difensive prima delle eventuali richieste che saranno formulate dall’ufficio requirente.













