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Eventi | 15 luglio 2026, 10:51

Savigliano, torna la Pastasciutta antifascista nel ricordo dei fratelli Cervi

Foulard tricolore e tutti in piazza Turletti giovedì 23 luglio dalle ore 19.30. Prenotazioni aperte

In foto la famiglia Cervi

In foto la famiglia Cervi

Offrire una pastasciutta a tutto il paese per festeggiare la caduta del fascismo. Fu questa l'iniziativa dei fratelli Cervi, il 25 luglio 1943, appresa la notizia della destituzione e dell'arresto di Mussolini.

Tutti in fila per avere un piatto di maccheroni conditi con burro e formaggio che, in tempo di guerra e di razionamenti, erano un pasto di lusso. Sempre nel 1943 la famiglia Cervi pagherà un caro prezzo per quel gesto: il 28 dicembre tutti e sette i figli maschi di Alcide Cervi verranno fucilati dai nazifascisti.

Nessuno poteva immaginare che per la liberazione effettiva del Paese si sarebbe dovuto attendere altri venti terribili mesi, ma quella pastasciutta ebbe comunque il sapore di una festa di libertà e di solidarietà.

Così, dal 1947, l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) propone una rievocazione di quei fatti in tante piazze d'Italia e, non da ultimo, a Savigliano. L'appuntamento da segnare in agenda è giovedì 23 luglio, dalle ore 19.30, in piazza Turletti per la distribuzione gratuita come da tradizione di un piatto di pasta, preparato dal Caffè Intervallo e accompagnato da frutta fresca.

Ma c'è di più. Nel corso dell'evento, patrocinato dal Comune di Savigliano e sostenuto dalla Fondazione CRS, saranno proposte letture e testimonianze, oltre all'intrattenimento musicale a cura dell'Associazione Diagonal con i "Thefonseca".

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, quindi ricordatevi di prenotare ai numeri 320/4526653 – 349/3940343 (WhatsApp o sms) oppure scrivendo una mail a anpi.savigliano@gmail.com.

Così, a distanza di 83 anni da quel 25 luglio 1943, la pastasciutta condivisa tra tutti i partecipanti, come fu per i Cervi, sarà un modo festoso e consapevole per rinnovare il comune sentimento antifascista, solidale ed inclusivo, quanto mai necessario e attuale.

Storia della Pastasciutta antifascista

La Pastasciutta antifascista, come ogni anno, si rifà a quella organizzata dai fratelli Cervi nell'Emilia del 25 luglio 1943. Infatti, essi, che saranno brutalmente torturati e fucilati nel successivo 28 dicembre dai fascisti, vennero a conoscenza della notizia della caduta di Mussolini sulla via del ritorno dai campi nei quali lavoravano, incontrando numerose persone in festa.

Sebbene sapessero che la guerra non fosse finita, decisero di festeggiare comunque l'evento, un momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista, che però al Nord Italia vedrà successivamente l'appendice della Repubblica di Salò.

Dunque, si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta. Una volta pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine (Reggio Emilia), pronti a distribuirla alla gente del paese.

Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso. Una festa che anticipò quella che ci sarebbe stata in tutta Italia il 25 aprile 1945 con la definitiva liberazione dal giogo nazifascista.

Silvia Gullino

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