Una bomboletta per la panna montata. A prima vista sembra un oggetto del tutto comune, facilmente reperibile e destinato esclusivamente all'uso alimentare. Eppure, nelle mani sbagliate, può diventare uno strumento per assumere il protossido d'azoto (N₂O), il cosiddetto gas esilarante, una sostanza che negli ultimi anni ha trovato spazio anche nei contesti frequentati da adolescenti e giovani adulti.
A riportare l'attenzione sul tema è stata la Polizia locale di Guarene, che nei giorni scorsi ha diffuso sui propri canali social un'informativa rivolta alle famiglie. L'iniziativa non nasce da episodi avvenuti sul territorio di Langhe e Roero, dove non risultano segnalazioni riconducibili a questo fenomeno, ma dalla volontà di fare prevenzione dopo alcune segnalazioni arrivate dalla Lombardia, con l'obiettivo di informare prima che il problema possa manifestarsi anche a livello locale.
Se sul territorio l'obiettivo è prevenire, sul piano sanitario il fenomeno è invece già conosciuto. A descriverlo è il dottor Marco Marzolla, dirigente medico psichiatra del SerD dell'Asl CN2, che lo osserva sia nella pratica clinica sia durante gli interventi di riduzione del danno nei contesti di aggregazione giovanile.
"Nella nostra pratica clinica e attraverso gli interventi di riduzione del danno che effettuiamo sul territorio, nei contesti informali – festival, manifestazioni, free party – intercettiamo con sempre maggiore frequenza persone che fanno uso di protossido d'azoto (o analoghi in forma gassosa). Si tratta di un fenomeno che riguarda una popolazione molto giovane, composta prevalentemente da adolescenti e giovani adulti, attratta dal costo estremamente contenuto della sostanza e dalla facilità di consumo, che avviene quasi esclusivamente tramite l'aspirazione da palloncini."
Un consumo che, precisa lo specialista, oggi non rappresenta ancora il principale motivo di accesso ai servizi per le dipendenze, ma che raramente si presenta in modo isolato.
"Ad oggi, il protossido d'azoto non rappresenta un motivo primario di arrivo ai servizi per le dipendenze. Tuttavia, va sottolineato che il suo consumo avviene quasi sempre all'interno di contesti di poli-uso, in associazione con altre sostanze, quali cannabinoidi, alcol e ketamina. Con alcol e ketamina, in particolare, il gas esilarante sviluppa un'interazione sinergica e dalle conseguenze poco prevedibili, che ne amplifica notevolmente i rischi."
Secondo Marzolla, uno degli aspetti più preoccupanti è la convinzione, molto diffusa tra i giovani, che il protossido d'azoto sia una sostanza innocua.
"Il problema principale risiede nel fatto che il protossido d'azoto viene normalmente percepito come una sostanza del tutto innocua o quasi, incapace di dare dipendenza. La realtà clinica e farmacodinamica ci restituisce invece uno scenario molto diverso."
La rapidità con cui si manifestano gli effetti contribuisce inoltre a favorire un utilizzo ripetuto.
"I suoi effetti, caratterizzati da euforia, rilassamento e alterazioni percettive o dissociative, compaiono a latenza brevissima, nel giro di pochi secondi, ma durano un paio di minuti. Proprio questa combinazione di effetti brevi e veloci rischia di indurre un utilizzo di tipo compulsivo, spingendo i consumatori a reiterare le inalazioni per mantenerne l'effetto. Inoltre, nei giovani che utilizzano la sostanza con maggiore frequenza si ravvisano chiaramente tratti di dipendenza psicologica."
Accanto agli effetti ricercati da chi ne fa uso, esistono rischi immediati e conseguenze che possono diventare permanenti.
"Ai rischi immediati legati alle intossicazioni acute e al pericolo di ipossia, cali di pressione, aritmie o infortuni per perdita di equilibrio – come tutti i dissociativi causa disturbi della coordinazione motoria – si aggiungono poi i gravi danni da consumo regolare nel tempo, soprattutto la carenza di vitamina B12, che può portare conseguenze irreversibili per il sistema nervoso."
Da qui l'invito dello specialista a superare un luogo comune ancora molto diffuso.
"Per questo motivo è fondamentale smontare la falsa narrazione di sostanza ricreativa «a rischio zero» tra i più giovani."
È proprio su questo aspetto si concentra anche il messaggio della Polizia locale di Guarene, che invita i genitori a informarsi sulle nuove modalità di consumo e a prestare attenzione all'eventuale presenza di bombolette abbandonate insieme a palloncini usati, possibile segnale di un utilizzo improprio. Un invito che non nasce da situazioni registrate sul territorio, ma dalla convinzione che, quando si parla di dipendenze, conoscere un fenomeno prima che si manifesti rappresenti il primo strumento di prevenzione.















