Fibra ottica, Cuneo chiede più controlli: «Non si può correre a scapito della qualità»
Scavi, microtrincee, sottoservizi e futuro della centrale di via D’Azeglio. La posa della fibra ottica diventa tema di confronto in Consiglio comunale a Cuneo, con un ordine del giorno che chiede maggiore attenzione alle modalità di realizzazione delle nuove infrastrutture e al ruolo dell’amministrazione nei controlli.
A illustrare il documento è stato il consigliere con delega alle infrastrutture Silvano Enrici, che ha richiamato anche la lunga storia della rete telefonica e della privatizzazione della Sip. "La fibra è necessaria – è stato sottolineato – ma non possiamo trovarci a recuperare con trent’anni di ritardo attraverso lavori fatti di corsa e senza una programmazione adeguata".
Un cantiere di scavo tradizionale in centro chiude una via per giorni. La stessa tratta, in microtrincea, si chiude in ore.
Eppure è proprio la microtrincea, con la possibilità di realizzare scavi a profondità ridotta, a non convincere Enrici, che la ritiene una soluzione che rischia di creare problemi quando sarà necessario intervenire sugli altri sottoservizi o sulla stessa sede stradale.
Da qui la richiesta di cartografie precise e aggiornate, indicazione delle effettive profondità di posa e controlli a campione sugli scavi, anche attraverso verifiche dirette.
Un altro nodo riguarda le future interferenze con le opere pubbliche. Se il Comune dovrà intervenire su una strada sulla quale è stata nel frattempo posata la fibra, sarà necessario gestire lo spostamento dell’infrastruttura secondo le norme e le convenzioni applicabili. Il Codice della strada prevede, in caso di comprovate esigenze di viabilità, che l’onere dello spostamento degli impianti sia a carico del gestore. Proprio per questo, ribadisce Enrici, diventa fondamentale conoscere con precisione tracciati, caratteristiche e profondità delle reti, così da evitare in futuro interferenze, disagi e costi non preventivati.
La consigliera Maria Laura Risso sposa pienamente quanto sollevato dal collega di lista Enrici.
E aggiunge anche un altro punto: la centrale telefonica di via Massimo D’Azeglio, all’angolo con via Luigi Gallo.
La possibile vendita dell’immobile e il trasferimento degli apparati pongono interrogativi sul futuro di un’infrastruttura considerata strategica per la rete cittadina e per i collegamenti verso le vallate. "Il Comune deve essere coinvolto per tempo – ha spiegato la consigliera – prima che eventuali decisioni si traducano in nuovi cantieri e nuovi scavi sulle strade cittadine".
Enrici ha a sua volta evidenziato come, in alcuni casi, le richieste di autorizzazione per la posa della fibra arrivino agli uffici comunali con documentazione ritenuta insufficiente, come tracciati non dettagliati o privi di sopralluoghi. Da qui la richiesta di una maggiore collaborazione tra operatori e amministrazione.
L’obiettivo dell’ordine del giorno, approvato dal Consiglio comunale, non è mettere in discussione la necessità di completare la rete in fibra, ma chiedere che la sua realizzazione avvenga con maggiore coordinamento. "Vogliamo che la fibra arrivi ovunque – concludono i consiglieri – ma la velocità non può andare a scapito della qualità delle opere, della sicurezza e della tutela del territorio".














