Un filo rosso che unisce un padre e una figlia, un legame che nemmeno la morte può spezzare.
È questo il significato del poster realizzato da Marco Di Molfetta, 25 anni, illustratore saluzzese diplomato alla Scuola Internazionale Comics di Torino, selezionata per la mostra 'Continuiamo a fare rumore', allestita nel salone della sede centrale di Banco Bpm, in piazza Meda 4, nel cuore di Milano.
L'esposizione, visitabile gratuitamente fino al 12 ottobre, raccoglie le opere di giovani illustratori della Scuola Internazionale Comics e della Naba (Nuova Accademia delle Belle Arti), ispirate alla storia di Giulia Cecchettin, al libro 'Cara Giulia' e al film 'Se domani non torno', prodotto da Notorious Pictures e in uscita nelle sale il 5 novembre.
La mostra diventerà successivamente itinerante, facendo tappa in diverse città italiane.
Giulia Cecchettin aveva 22 anni ed era una studentessa di Ingegneria biomedica all'Università di Padova. Fu uccisa l'11 novembre 2023 dall'ex fidanzato Filippo Turetta, a pochi giorni dalla laurea, che avrebbe dovuto conseguire il 16 novembre. La sua morte ha profondamente colpito l'opinione pubblica, diventando un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

[Il poster con il titolo del film]
Per Di Molfetta, la selezione della propria opera ha rappresentato l'opportunità di contribuire, attraverso il linguaggio delle immagini, a una riflessione su un tema di grande attualità come la violenza di genere.
"Ho avuto l'opportunità di realizzare un'illustrazione per il teaser poster del contest 'Se domani non torno', legato all'omonimo film di prossima uscita. Lavorare a questo progetto è stata un'occasione importante per confrontarmi con un tema forte e attuale, cercando di tradurre attraverso le immagini un messaggio capace di lasciare il segno - racconta l'illustratore saluzzese. - Vedere il proprio lavoro esposto all'interno di una mostra e inserirsi, anche solo attraverso un'illustrazione, in un progetto con un messaggio così importante è qualcosa che mi rende davvero orgoglioso. Desidero ringraziare la Scuola Internazionale Comics di Torino, che mi ha offerto questa opportunità".

[Gino Cecchettin papà di Giulia con il manifesto realizzato da Marco Di Molfetta]
L'opera nasce da una riflessione sul rapporto tra Giulia e il padre Gino, oggi impegnato attraverso la Fondazione Giulia Cecchettin nella sensibilizzazione e nella prevenzione della violenza di genere.
"In questo artwork – continua Marco - ho voluto rappresentare il rapporto tra padre e figlia, un legame naturale, unico, legato da un filo rosso. Questo filo intrecciato, a forma di fiocco è presente sul petto del papà Gino in tutte le interviste, viene utilizzato come simbolo nelle campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e di genere".

[I disegni realizzati da Giulia Cecchettin]
Marco ha scelto di raffigurare i due protagonisti in maniera volutamente opposta. "Giulia è gioiosa, sognatrice, responsabile, esattamente come l'ha sempre descritta il padre. Mentre Gino è immobile, rigido, la osserva senza cercare di raggiungerla perché sa di non poterlo fare. Non volevo raccontare la ricerca di Giulia da parte dei familiari e delle forze dell'ordine, ma una presenza che sopravvive nella memoria".
L'immagine si inserisce in un percorso espositivo nato per trasformare il dolore in consapevolezza e la memoria in impegno.
All'inaugurazione della mostra, Gino Cecchettin ha ricordato anche il sogno della figlia di frequentare proprio la Scuola Internazionale Comics, raccontando con commozione: "A Giulia dissi: 'La scuola Comics la devi fare, ma non vederla come un punto di arrivo, cerca di vederla come punto di partenza. Io un giorno vorrei vederti come la migliore illustratrice d'Italia'". Un desiderio che, come ha sottolineato il padre, attraverso le opere dei giovani artisti e il progetto espositivo sembra oggi realizzarsi almeno in parte data la prematura morte della figlia.
La mostra comprende anche quattro disegni originali di Giulia, messi a disposizione dal padre e dalla Fondazione a lei dedicata. Un percorso che vuole mantenere viva la memoria della giovane e dare voce a un messaggio condiviso: la necessità di promuovere il rispetto, l'educazione e la prevenzione, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni.

[Il catalogo della mostra]
Il progetto, fortemente voluto dalla Notorious Pictures, casa di produzione e distribuzione cinematografica di Roma, per ampliare il messaggio del film 'Se domani non torno', coinvolge i giovani in un'iniziativa che utilizza l'arte come strumento di sensibilizzazione. Un'occasione per trasformare una tragedia in un messaggio collettivo e contribuire a un cambiamento culturale.
Per Marco Di Molfetta, vedere la propria illustrazione accanto a quelle di altri giovani artisti e alle opere di Giulia significa partecipare a un progetto che va oltre la dimensione artistica.
Il suo disegno, con quel filo rosso che unisce padre e figlia, diventa così un modo per ricordare Giulia e continuare a 'fare rumore' contro la violenza di genere.

















