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Attualità | 05 ottobre 2026, 20:07

"Il sogno tra le mura": a Verzuolo si racconta la storia dei "ragazzi di don Orione"

Venerdì 9 ottobre a Palazzo Drago un incontro promosso dall'Acv ripercorre, attraverso fotografie, documenti e testimonianze, una pagina di solidarietà e rinascita del paese nel dopoguerra

Una delle prime immagini dei "ragazzi di don Orione", all'inizio degli anni '60

Una delle prime immagini dei "ragazzi di don Orione", all'inizio degli anni '60

Un viaggio nella memoria della Verzuolo del dopoguerra, attraverso una storia fatta di solidarietà, coraggio e speranza. È questo il filo conduttore dell'incontro "Il sogno tra le mura. La storia di Villa Sandri e dei ragazzi di don Orione", promosso dall'Acv (Associazione per la tutela del patrimonio culturale verzuolese), in programma venerdì 9 ottobre alle 20,45, nella sala Arroyito di Palazzo Drago. 

A guidare il pubblico nella ricostruzione di questa importante pagina di storia locale sarà Flavio Vallome, membro del direttivo dell'associazione, che si occupa delle ricerche d'archivio. 

Attraverso fotografie, documenti e testimonianze dell'epoca, l'incontro ripercorre le vicende che portarono alla nascita dell'Orfanotrofio don Orione e alla trasformazione di Villa Sandri in un luogo capace di accogliere e accompagnare tanti ragazzi. 

Di particolare interesse saranno alcune fotografie inedite, messe a disposizione per l'occasione dall'Archivio Storico Don Orione di Roma e da alcuni ex allievi. 

Si tratta di preziose immagini capaci di restituire volti, ambienti e momenti di una realtà ormai lontana, ma ancora profondamente radicata nella memoria della comunità verzuolese. 

Il racconto offrirà anche uno spaccato della vita cittadina del secondo dopoguerra, quando la ricostruzione riguardava non soltanto edifici e strutture, ma anche il tessuto sociale, umano e morale della comunità. 

Al centro della narrazione ci saranno il coraggio e la determinazione delle sorelle Sandri, protagoniste di una scelta destinata a lasciare un segno profondo, e la capacità della comunità verzuolese di trasformare quel luogo in uno spazio di accoglienza e di speranza, offrendo una nuova possibilità a ragazzi che avevano conosciuto la solitudine e la difficoltà. 

Una storia nella quale l'impegno sociale diventò uno strumento concreto di rinascita e che racconta la capacità di una comunità di guardare avanti dopo gli anni bui della guerra. 

Oggi Villa Sandri e la vicenda dei ragazzi di don Orione appartengono alla memoria collettiva di Verzuolo. Una memoria che rischia, con il passare degli anni, di perdere volti, voci e particolari, ma che può tornare a vivere attraverso le fotografie, i documenti e soprattutto attraverso il racconto di chi quella storia l'ha conosciuta e custodita. È anche una delle finalità che l'Acv persegue, accanto alla tutela dei beni culturali e storici del territorio. 

L'incontro è ad ingresso libero e aperto a tutti e rappresenterà anche l'occasione per conoscere le iniziative svolte dall'associazione nel corso del 2026 e quelle in programma nei prossimi mesi.

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