Il Banchiere scrittore, in trasferta a Saint Tropez, ricorda la lezione dell'illustre conterraneo Luigi Einaudi, primo Presidente eletto dell'Italia repubblicana: "L'inflazione dovuta ai rincari importati, e l'aumento del costo del denaro deliberato dalle autorità bancarie centrali nell'intento di contenerla, si traducono in costi addizionali che colpiscono il potere d'acquisto di famiglie medie e redditi fissi e rendono più onerosi i prestiti richiesti da chi ha bisogno di reperire liquidità monetaria a debito"
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Lo scenario inflazionistico in atto, sotto pressione per le tensioni nel Golfo Persico e lungo le vie di transito delle materie prime energetiche, sta aggravando il bipolarismo economico e sociale in atto già da tempo tra le categorie storicamente benestanti e resilienti e le fasce lavorative e reddituali caratterizzate da entrate fisse, non indicizzate e più esposte agli effetti della deindustrializzazione e dei costi della mobilità pendolare.
Lo ha ribadito - mutuando la grande lezione del conterraneo, Banchiere e Statista Luigi Einaudi - il Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi, nel corso del proprio video editoriale che scandisce l'inizio di ogni settimana mettendo in risalto i principali temi dell'attualità economica, politica e istituzionale.
La politica economica e quella monetaria, che troppo spesso hanno agito separatamente e con intenti a dire poco dialettici, la prima puntando alla crescita del debito pubblico per evitare l'immediato aumento della pressione fiscale, la seconda cercando di scoraggiare l'eccedenza di moneta circolante. È tempo che questi due fattori, ugualmente fondamentali, tornino a dialogare.














